menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Mimino Romanelli (a destra) col timone della sua vela latina

Mimino Romanelli (a destra) col timone della sua vela latina

Romanelli realizza un piccolo sogno

BRINDISI - I pescatori sono gente semplice, e anche i loro sogni sono sogni a portata di mano. Per Cosimo "Mimino" Romanelli il sogno era quello di mettere in mare la sua vela latina, uno "skifarieddo” a vela, imbarcazione ormai scomparsa a Brindisi. Ieri il sogno si è avverato, con il varo e la prima veleggiata nel porto.

BRINDISI - I pescatori sono gente semplice, e anche i loro sogni sono sogni a portata di mano. Per Cosimo "Mimino" Romanelli il sogno era quello di mettere in mare la sua vela latina, uno "skifarieddo" a vela, imbarcazione ormai scomparsa a Brindisi. Ieri il sogno si è avverato, con il varo e la prima vogata nelle acque del porto.

Si tratta della seconda vela latina che tocca il mare: dopo essere praticamente scomparse negli anni '60, Franco Romanelli, cugino di Cosimo, ne aveva realizzata un'altra, piccola, negli anni scorsi: «Era una imbarcazione distrutta, l'ho rimessa a posto utilizzando le doghe del letto e un passamano. La sua creatura si chiama "Ali ti Caggiana". Quella di suo cugino è più grande, si chiama Sirena del Mare, è lunga 6 metri ed ha richiesto nove mesi di lavoro: «Ho iniziato a lavorarci all'inizio dell'estate scorsa, mi sono fatto aiutare da Franco, Ettore e da tutti gli amici dell'associazione Remuri».

Amici che ieri erano nel piccolo "porticciolo" (in realtà uno scivolo) situato alle spalle della base dei rimorchiatori Barretta, un posto dove il tempo sembra essersi fermato e dove la prima lingua è ancora il dialetto brindisino, parlato a voce alta come tradizione vuole, anche se è domenica mattina e magari qualcuno nelle abitazioni circostanti vicine ancora vorrebbe riposare.

La vela di Cosimo Romanelli prende il mare alle 11.30, dopo aver stappato una bottiglia di spumante, presa da un improvvisato cestello de ghiaccio ricavato da un secchio utilizzato in barca. La prima passeggiata nel porto, per Mimino, è con Franco, Ettore e il suo cane. Romanelli è felice, ma suo cugino Franco vorrebbe che si avverasse un altro sogno: «Per questioni di sicurezza siamo costretti ad andare a vela solo nello specchio acqueo del proto turistico Marina di Brindisi. Ma se i brindisini non vedono queste barche, perché non ci consentono di vogare accanto al lungomare Regina Margherita, nessuno ricorderà più queste tradizioni».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Lutto per l'arcivescovo Satriano, è deceduta la mamma Giovanna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento