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Kathrin Bigelow

Kathrin Bigelow

Tornano gli artificieri di "The Hurt Locker"

Per chi lo avesse perso, da oggi (venerdì 2 aprile) torna sugli schermi pugliesi, in esclusiva regionale, il film pluripremiato agli Oscar 2010 “The Hurt Locker” di Kathryn Bigelow, in programmazione al DB d’Essai di Lecce grazie alla iniziativa “D’Autore”, il circuito delle sale cinematografiche di qualità dell’Apulia Film Commission. Il film ha vinto 6 Oscar: miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro, miglior regista (per la prima volta ad una donna) e miglior film.

Per chi lo avesse perso, da oggi (venerdì 2 aprile) torna sugli schermi pugliesi, in esclusiva regionale, il film pluripremiato agli Oscar 2010 "The Hurt Locker" di Kathryn Bigelow, in programmazione al DB d'Essai di Lecce grazie alla iniziativa "D'Autore", il circuito delle sale cinematografiche di qualità dell'Apulia Film Commission. Il film ha vinto 6 Oscar: miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro, miglior regista (per la prima volta ad una donna) e miglior film.

Siamo in Iraq dove una squadra speciale di artificieri dell'esercito americano ha il duro compito di neutralizzare ogni tipo di ordigno esplosivo in una delle tante città irachene in cui impazza la guerra. Il sergente William James sostituisce come caposquadra il collega Thompson, morto in seguito all'esplosione di una bomba irachena e finito in una "cassetta del dolore" (una hurt locker appunto) pronta al rimpatrio.

Insieme a James, coraggioso e impavido, ci sono il sergente Sanborn e il soldato Eldridge, molto più cauti e razionali. I tre affrontano missioni e pericoli, uniti dal profondo legame proprio dei soldati in battaglia. A creare problemi al gruppo sarà però il carattere di James, spavaldo e sprezzante dei rischi incombenti, un uomo tanto abituato a disinnescare bombe da non sentire più nessuna paura, le cui azioni spericolate e folli rischiano di mettere in pericolo la vita dei suoi compagni. Sempre in bilico tra la vita e la morte non mancheranno i momenti in cui i protagonisti dovranno fermarsi a riflettere sul senso dell'esistenza.

The Hurt Locker è una apologia dei soldati, volontari e disposti a rischiare tutto per puro e semplice patriottismo, moderni eroi pronti a camminare su un terreno minato e a disinnescare una bomba a mani nude, col solo ausilio di un paio di pinze, consapevoli che ogni movimento falso potrebbe ridurre in mille pezzi degli esseri umani. Assoluta protagonista della vicenda è la guerra che rende tutti inevitabilmente dei vinti e che per i soldati diventa una potente droga che li svuota di tutto e li riempie di una adrenalina di cui non sapranno più fare a meno. Per qualcuno sarà addirittura una alleata in grado di far evitare responsabilità e problemi di una normale e tranquilla vita quotidiana.

La pellicola si basa sulle cronache del reporter e sceneggiatore Mark Boal (al cui reportage si è ispirato anche il regista Paul Haggis per il suo "Nella valle di Elah") ed è strutturata in modo quasi documentaristico anche grazie all'utilizzo delle tecniche di ripresa, spesso realizzate con la macchina a spalla.

Sulla Bigelow ed il suo film si è detto molto, la definizione più gettonata è stata quella di una "donna che fa film con lo stile di un uomo", derivante anche dal fatto che non molte registe si sono cimentate prima con l'argomento guerra e con un cast quasi esclusivamente maschile. Il film però mette in luce una capacità tutta femminile di andare a fondo alle sensazioni e di farle vivere empaticamente allo spettatore. Lei stessa in una delle tante interviste rilasciate dopo l'Oscar ha dichiarato che la scena che condensa il senso del film è rappresentata dalla camminata "lunare" del soldato James, richiuso nella sua tuta da artificiere, verso la bomba da disinnescare e forse verso la morte.

Una scena in cui chi guarda riesce ad immedesimarsi e a sentire la tensione e l'adrenalina che attraversano l'aria come se fossero pura elettricità. Un consiglio per chi andrà a vederlo: non arrivate tardi. E' la scena iniziale la più bella, una sequenza esplosiva destinata a restare nella storia del cinema.

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