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L'epoca dei piroscafi (collezione Caputo)

L'epoca dei piroscafi (collezione Caputo)

Un prete e la cultura tra due epoche

BRINDISI - Una grande anima dimorava nel cuore di un sacerdote del XIX secolo che seppe, attraverso il suo grande amore per la cultura, rivelare l'anima della sua città, Brindisi.

BRINDISI - Una grande anima dimorava nel cuore di un sacerdote del XIX secolo che seppe, attraverso il suo grande amore per la cultura, rivelare l'anima della sua città, Brindisi. Città che ieri ha ricambiato l'amore di quel suo concittadino illustre, di quel mèntore che diede a molti brindisini tra la seconda metà dell'Ottocento e gli inizi del novecento, la possibilità di conoscere la storia, l'arte e l'archeologia locale.

Quel sacerdote straordinario, don Pasquale Camassa, è stato ricordato ieri presso l'Hotel Internazionale, in una conferenza iniziata alle ore 20 e organizzata dall'Inner Wheel di Brindisi con la collaborazione del Rotary Club. I relatori dell'interessante conferenza erano Carmelina Cafiero Casamassima, presidente dell'Inner Wheel di Brindisi nell'anno 2012-2013, l'avv. Marcello Cafiero e il dott. Pietro Aloisio del Rotary International Club di Brindisi. A presentare il cantore della nostra città, il prof. Antonio Caputo.

L'Inner Wheel di Brindisi che dal 1983 indirizza le sue attività lungo tre percorsi, quello sociale, culturale e promozionale dando vita a tante lodevoli iniziative e manifestazioni, ha voluto con questa conferenza fare un omaggio alla cittadinanza. L'occasione è stata fornita da una serie di lettere inviate dal prof. Cosimo De Giorgi a don Pasquale Camassa negli anni 1911-1920 e donate dall'avv. Cafiero al prof. Antonio Caputo.

L'avv. Cafiero ha parlato della rinascita sociale, culturale e edile di Brindisi nell'"era Camassa", dei contatti che in quel periodo la città iniziò ad avere in tutto il mondo, della nuova linfa che le migliaia di marinai apportarono a Brindisi quando la città era sede della Regia Marina e del riflesso importante che si ebbe nell'edilizia quando furono costruiti molti palazzi in stile liberty, demoliti poi negli anni Cinquanta. L'avv. Cafiero ha parlato infine della nascita di nuovi organi di stampa locale, come il giornale satirico "Il panaro" e del dopo "era Camassa" con il successivo declino culturale.

Dopo l'intervento dell'avv. Cafiero, il sacerdote brindisino, nato il 24 dicembre 1858, è stato presentato in tutti i suoi poliedrici aspetti dal prof. Antonio Caputo.Il prof. Caputo ha raccontato al pubblico in sala dei due grandi amori di don Pasquale Camassa, la Chiesa e Brindisi e dell'imponente Biblioteca circolante gratuita formata da 3000 volumi e situata presso la propria abitazione, in Via Lauro 37, nata grazie alla sua importante formazione classica e al suo amore per la cultura.

La biblioteca, che rappresentò una vera e propria novità per il tempo in quanto non tutti a Brindisi sapevano leggere e scrivere, era aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13. Grazie alla sua biblioteca gratuita Camassa divenne il principale artefice della diffusione dell'istruzione a Brindisi.

Poi il prof. Caputo ha parlato di quando nel 1890 Camassa subentrò a Giovanni Tarantini nella direzione del locale Museo Civico presso il Tempio di San Giovanni al Sepolcro, che grazie al canonico si arricchì dei reperti archeologici venuti alla luce con gli scavi e della Brigata degli Amatori della Storia e dell'Arte.

La "Brigata" era costituita da professionisti che ogni giovedì si riunivano per conversazioni culturali, per recitare poesie. Tra questi vi erano Massimo Bellocchi, Salvatore Balsamo, Antonio Ferdinando Cafiero, Francesco Indini e molti altri professionisti che dettero a Brindisi un tocco d'intellettualità.

E la stampa alla fine di ogni incontro ne dava ampio risalto. Il canonico brindisino portò la cultura tra la gente, "liberandola" dagli archivi, dalle biblioteche, rendendola accessibile a tutti e divulgandola in ogni modo, perché "la cultura deve far sentire i benefici effetti della sua luce, del suo colore".

Il prof. Caputo ha parlato poi della poesia scritta da Giovanni Guarino e dedicata a don Camassa con il titolo di "Papa Pascalinu", della poesia scritta dallo stesso sacerdote e intitolata "Un brindisi a Brindisi", che fece il giro d'Europa e della corrispondenza che il canonico ebbe con il prof. Cosimo De Giorgi, idrogeologo di chiara fama dai tanti interessi culturali che spaziavano dalla mineralogia all'archeologia, dall'epigrafia alla numismatica. De Giorgi, in una delle sue lettere, parla delle scoperte romane rinvenute a Brindisi e del disinteresse dei soprintendenti ai Beni culturali del tempo.

Tra gli altri momenti importanti della vita di don Pasquale ricordati ieri: il 1915, quando il sacerdote visse con grande dolore la deflagrazione della nave Benedetto Brin in quanto cappellano militare e il 1931, quando don Pasquale incontrò un'altra grande anima, quella di Gandhi, che da Brindisi prese il piroscafo Pilsna. Il sacerdote gli andò incontro porgendogli una coppa di epoca romana per permettergli di bere il latte della capra che viaggiava con lui. Don Pasquale scrisse libri, fascicoli storici, volantini della "Brigata" o scritti religiosi.

Il suo nome entrò anche nella canzone che si cantava durante la mellonata di Ferragosto, "La festa a mari" che si teneva a S.Apollinare e che fu ideata dal sacerdote. Il cantore di Brindisi donò inoltre migliaia di poesie a chi festeggiava onomastici, compleanni ecc. che terminavano con un augurio particolare: "Questo è l'augurio fervido e cordiale che formula per te Camassa don Pasquale".

Poi con l'arrivo della Seconda guerra mondiale, nel Natale del 1939, Camassa scrisse una poesia triste, adatta al clima di guerra e intitolata "Natale 1939". L'otto novembre del 1941 Brindisi fu bombardata dagli aerei britannici che colpirono la casa del sacerdote. Camassa si salvò a stento e fu portato all'ospedale di Mesagne.

Non si riprese più. Morì stringendo al petto una Bibbia, a 83 anni. Il prof. Caputo ha concluso la sua eccellente conferenza affermando che questo nostro concittadino non deve essere dimenticato e merita tutta la nostra gratitudine e che la sua memoria deve essere tramandata ai giovani.

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