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Il libro Fiaba d'amore

Il libro Fiaba d'amore

Una dura e poetica storia d'amore

BRINDISI - È una storia d’amore particolare, dura e poetica al tempo stesso, quella scritta da uno dei più noti autori contemporanei, il mantovano Antonio Moresco.

BRINDISI - È una storia d'amore particolare, dura e poetica al tempo stesso, quella scritta da uno dei più noti autori contemporanei, il mantovano Antonio Moresco. Il romanzo "Fiaba d'amore" (Mondadori, pp.160-euro 12,00) racconta, infatti, una storia d'amore che sboccia inaspettatamente tra un barbone, vecchio e pazzo, e una bellissima ragazza, che se ne prende cura, lo sfama e lo accoglie in casa propria. Una storia d'amore attuale perché descrive un universo, quello dei barboni e della difficile realtà della vita in strada, che per via della crisi economica si sta popolando sempre più.

A parlare del libro con il professor Pino Cecere, che ha assimilato la pubblicazione di un libro "alla nascita di un essere umano" è stato martedì lo stesso autore, ospite della libreria Feltrinelli di Brindisi. Per il professor Cecere quello di Moresco è un libro notevole, che dovrebbe essere "studiato, approfondito. Un oggetto di partenza per delle riflessioni ad ampio raggio. Il libro prende immediatamente e non si ha voglia di interromperlo per vedere gli sviluppi di questa discesa all'inferno e di questa redenzione". Come messo in evidenza da Cecere, la prima grande peculiarità del libro, sono le descrizioni visibili, "vera e propria anatomia letteraria". Il suo filo conduttore è invece l'incontro tra questo barbone e la bellissima ragazza.

"Questo è un libro che ho scritto in due settimane", spiega Moresco, "gli ho dato la forma della fiaba perché la fiaba permette di dire ciò che la narrazione realistica non permette. A me interessava parlare dell'impossibile. La fiaba è eccessiva, è estremistica, ma ci dice verità profonde". Moresco, che conosce bene la vita di coloro che a Milano vivono in strada, dopo aver messo in evidenza come l'aumento del numero di costoro sia un fenomeno degli ultimi anni, ha spiegato le parti che compongono il suo libro, dall'incontro tra i due protagonisti ai discorsi fatti da coloro che vivono in strada alla figura misteriosa di un colombo dall'ala ferita da un cacciatore che compie, nel romanzo, delle "missioni", facendo da tramite tra i due personaggi e che poi "scompare non si sa verso quali mondi".

Moresco ha poi parlato delle difficoltà incontrate prima del suo esordio come scrittore, giunto tardivo per via dei tanti rifiuti ricevuti dall' editoria e che gli fecero maturare l'idea che ciò che stava facendo avrebbe incontrato il rifiuto della gente. Un rifiuto editoriale durato per quindici anni, sino all'uscita del suo primo libro, a quarantasei anni, nel 1993, intitolato "Clandestinità" e pubblicato grazie all'incontro con Giulio Bollati. Ma anche dopo il difficile esordio i rifiuti della grande editoria non terminarono e Moresco pubblicò quindi, per molto tempo, con la piccola.

La letteratura è per l'autore "una strana cosa. Una persona che ha sbagliato tutto si mette lì a scrivere e può, in qualche caso, raggiungere un gran numero di persone". Ricordando i libri scritti con sofferenza negli anni in cui fu rifiutato dai grandi editori l'autore afferma: "La mia storia mi dice che l'impossibile può succedere. Anche in questa fiaba dico una cosa che ho sperimentato. E questo dovrebbe essere il senso profondo della letteratura".

Infine, al termine della presentazione, i lettori presenti in libreria hanno rivolto alcune domande a Moresco, che ha ricordato anche gli studi dei classici, da Omero a Tozzi, svolti da autodidatta mentre scriveva i suoi primi libri: "Quando ho cominciato a scrivere, a trent' anni, ho cominciato a leggere e son partito da zero, dai Greci, perché dovevo imparare tutto". E citando proprio uno di questi grandi autori immortali, Franz Kafka, Moresco ne ha ricordato il pensiero sulla scrittura: "Scrivere significa aprirsi sino all'eccesso" e su ciò che un libro deve rappresentare: "Un libro deve essere come un'arma che possa rompere i mari ghiacciati dentro di noi". E "Fiaba d'amore" lo è.

 

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