“Venne alla spiaggia un assassino”, incontro con l’autrice

LATIANO - Per gli incontri con l’autore previsti nella rassegna “Cultura, Spettacolo e ...”  organizzata dal Contenitore Culturale di Via Torre Santa Susanna in collaborazione con De Vivo Home Design  con il patrocinio dall’Amministrazione Comunale di Latiano, giovedì 7 novembre 2019 la scrittrice Elena Stancanelli presenterà il suo libro dal titolo Venne alla spiaggia un assassino (Edizioni La neve di Teseo) a partire dalle ore 19:00.

Elena Stancanelli è nata a Firenze 54 anni fa. Vive a Roma. Presso Einaudi ha pubblicato Benzina (1998), che è diventato un film, Le attrici (2001), il racconto Il giorno del mio compleanno nell'antologia Ragazze che dovresti conoscere (2004) A immaginare una vita ce ne vuole un’altra (2007) Mamma o non Mamma con Carola Susani (2009) e Un uomo giusto (2011). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014). Nel 2016 pubblica con La nave di Teseo, La femmina nuda, candidato al Premio Strega 2016.

Elena Stancanelli nell’autunno del 2018 si imbarca sulla nave Mare Jonio, comprata e allestita da un’Azione non governativa chiamata Mediterranea. Nell’opera Venne alla spiaggia un assassino, la scrittrice racconta quindi la sua esperienza sulle barche delle ONG, trasformate in pochi mesi da alleate della guardia costiera italiana in colpevoli di ogni nefandezza. Donne e uomini che dedicano la propria vita al soccorso in mare e meriterebbero il Nobel per la pace e invece vengono insultati. Ma è anche una specie di romanzo d’avventura, la cui protagonista è convinta di fare la cosa sbagliata per lei, ma decisa a farla fino in fondo. Ci sono libri che si raccontano al ritorno, dopo essersi allontanati molto da se stessi, facendo i conti con un po’ di nostalgia, i ricordi e molta incredulità: abbiamo ceduto la nostra misericordia, la pietà, in cambio di niente. Stiamo facendo una terribile confusione tra colpevoli e innocenti. A volte è difficile capire da che parte stare, altre è facilissimo. Il mare Mediterraneo si sta riempiendo di morti. Barche inadeguate e stipate all’inverosimile navigano a vista, provando a raggiungere le nostre coste. Alcune ci riescono, altre vengono riacciuffate e riportate indietro, in Libia. Altre ancora, moltissime, affondano.

La scrittrice ha dichiarato “Ho deciso di andare a vedere. Angosciata dall’irrazionalità e dalla ferocia che spinge ministri e politici a considerare i morti un buon esempio, un deterrente per gli altri migranti pronti a partire, mi sono imbarcata con chi invece vuole salvarli. Non sono mai stata una scrittrice politica - prosegue - ma la scelta di partire prescinde da un interesse politico: è una questione umanitaria. Venne alla spiaggia un assassino è un diario di bordo, un resoconto personale, un romanzo di avventura, che analizza non solo quello che sta succedendo nel Mediterraneo, ma anche il modo in cui noi lo percepiamo.La scrittura di questo libro era quindi necessaria, non tanto per fare una morale, “a dividere i buoni e i cattivi ci pensi qualcun altro. A me importa di come la civiltà a cui appartengo assolve al suo compito: tutelare i diritti di ogni singolo individuo, ponendosi come argine alla rabbia, all’ignoranza, alla violenza, all’odio”.

         

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