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Via Francigena: il porto di Brindisi snodo cruciale sulla rotta dei pellegrini

Nella Sala Conferenze di Palazzo Nervegna lunedì mattina si è tenuto l'incontro di studi dal tema "Sulla rotta della Francigena del Mare" nel corso del quale sono state presentate evidenze e testimonianze storiche

BRINDISI - Nella Sala Conferenze di Palazzo Nervegna lunedì mattina si è tenuto l’incontro di studi dal tema “Sulla rotta della Francigena del Mare” nel corso del quale sono state presentate le evidenze e le testimonianze storiche legate alla Via Francigena del Mare con l’obiettivo di raccogliere materiale storico-scientifico che farà da supporto alla candidatura della rotta all’Associazione Europea delle Vie Francigene e al Consiglio d’Europa, per il suo riconoscimento ufficiale.

Durante l’incontro di studi organizzato dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia con la collaborazione del Circolo della Vela di Brindisi e dell’amministrazione comunale, si è parlato inoltre della candidatura del Sistema difensivo territoriale brindisino da inserire nella World Heritage List, la Convenzione sul patrimonio mondiale. Il convegno di lunedì rientrava nell’ambito degli appuntamenti culturali legati alla XXXII Regata velica internazionale Brindisi-Corfù, regata che ripercorre oggi, a vela, un tratto della rotta percorsa in epoca normanno-sveva dai pellegrini che da Brindisi si imbarcavano per Gerusalemme, fermandosi come prima tappa a Corfù.

Il pubblico del convegno - Copia-2

Patrocinato dal Consolato di Grecia a Brindisi e moderato da Francesca Mandese del Corriere del Mezzogiorno e Giuseppe Rollo della Società di Storia Patria per la Puglia, l’importante convegno ha visto la partecipazione del presidente del Circolo della Vela di Brindisi, Teo Titi, dell’architetto Mina Piazzo dell’associazione Brindisi e le Antiche Strade, del console onorario di Grecia a Brindisi, Lecce e Taranto, l’avvocato Antonella Mastropaolo, di Rosy Barretta, presidente dell’associazione Brindisi e le Antiche Strade, di Antonio Carlucci, presidente del comitato cittadino Paisi Nuestru di Carovigno, del presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, Massimo Tedeschi, del direttore Dipartimento Turismo della Regione Puglia, Aldo Patruno. A relazionare, gli storici della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, Giacomo Carito, presidente, e Giuseppe Maddalena Capiferro, e dell’Università del Salento, Giuseppe Marella (Viator Studies Centre) e Marco Leo Imperiale, archeologo medievista.

Teo Titi mentre riceve la carta nautica - Copia-2

Il convegno è stato aperto dai saluti degli organizzatori e delle autorità. Teo Titi  ha ricordato come i pellegrini che andavano in Terrasanta percorressero il tratto Brindisi- Corfù: s’imbarcavano a Brindisi per andare in Terrasanta, la prima tappa era Corfù e lo facevano a vela, come oggi. L’architetto Mina Piazzo ha illustrato invece la rotta che portava da Brindisi a Gerusalemme,  ricostruita grazie agli esperti della Società di Storia Patria per la Puglia. La rotta è quella che Federico II fece in occasione della sesta crociata del 1228. “Vogliamo che questo percorso, seppur marittimo, venga riconosciuto, perché Brindisi è un terminale naturale, lo è sempre stato”, afferma l’architetto.

Il console onorario di Grecia a Brindisi, Lecce e Taranto, Antonella Mastropaolo, ha ricordato il primo gruppo di amici e appassionati del mare che percorsero per la prima volta la tratta Brindisi-Corfù e l’infaticabile lavoro dei velisti brindisini e salentini grazie ai quali la regata è diventata un evento straordinariamente grande, con iscrizioni che ormai superano ampiamente le cento imbarcazioni. Il console ha quindi messo in risalto il lavoro del Circolo della Vela e del suo presidente, rilevando come adesso si sia arrivati ad un evento numericamente importante che comprende le istituzioni, le associazioni di volontariato, culturali, sportive e di regatanti. L’avvocato Mastropaolo ha concluso aggiungendo che il mare tra Brindisi e Corfù non divide i due paesi, ma li unisce e che la regata, da sempre portavoce di valori di amicizia, di sport, trova un suggello d’eccellenza in questo aspetto storico. 

L'intervento di Giacomo Carito - Copia-2

Nel corso del convegno la presidente dell’associazione Brindisi e le Antiche Strade, Rosy Barretta, ha donato delle carte nautiche con la rotta della Via Francigena del Mare agli organizzatori e alle autorità, mentre Antonio Carlucci, presidente del comitato Paisu Nuestru di Carovigno, un comitato di cittadini per la salvaguardia dei beni culturali ed ambientali della città, ha donato a Titi una copia serigrafata della bandiera della Nzegna (l’unico documento pervenuto ai giorni nostri che suggella il patto ecumenico tra greci e latini) da issare sul pennacchio di una delle barche della regata velica affinché il messaggio di pace ecumenica solchi i mari dell’Adriatico per ritornare di nuovo in Grecia.

Dopo un video di Francesco Rutelli, coordinatore del Gruppo per le Antiche Vie Culturali e Religiose presso il Pontificio Consiglio della Cultura, la parte introduttiva del convegno è proseguita con l’intervento di Aldo Patruno, direttore Dipartimento Turismo della Regione Puglia, che ha parlato del Piano Strategico del Turismo della Regione Puglia chiamato “Puglia 365”, che ha obiettivi precisi, il primo è la destagionalizzazione. Per Patruno, la Puglia deve essere fruibile 365 giorni l’anno, ma per realizzare questo obiettivo non basta il turismo balneare, vanno affiancati altri filoni fondamentali che consentono di raggiungere il secondo obiettivo che la Regione Puglia si è data: l’internazionalizzazione.

Massimo Tedeschi - Copia-2

Bisogna accrescere il tasso di turismo dall’estero con il turismo sportivo, il turismo congressistico e quello culturale, valorizzando lo straordinario patrimonio identitario materiale e immateriale di cui la Puglia è ricchissima. Patruno ha quindi parlato del Piano strategico della Cultura, il Piiil, soffermandosi sui temi del piano: prodotto, identità, innovazione, industria e lavoro. Patruno conclude rilevando che dobbiamo costruire perché si affermi un turismo culturale di qualità e confezionare meglio i nostri prodotti culturali. Non c’è prodotto culturale di qualità che non passi attraverso un elemento fortemente identitario. L’identità del nostro territorio, secondo Patruno, non può prescindere dall’innovazione e non c’è economia della cultura senza che questa generi impresa. Per il direttore del Dipartimento Turismo della Regione Puglia la Francigena del Mare riassume in sé tutti questi obiettivi, ma è fondamentale che tutto questo si traduca in un modello operativo.

L'intervento di Aldo Patruno - Copia-2

Infine, Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, che ha aperto il suo intervento spiegando cos’è la Via Francigena intesa come itinerario culturale del Consiglio d’Europa e che cos’è l’Associazione Europea delle Vie Francigene (un’associazione di istituzioni locali, nata nel 2001 con lo scopo di promuovere la Via Francigena, che ha avuto dal Consiglio d’Europa la delega a essere l’organismo di tutela dell’itinerario culturale).

La certificazione dell’itinerario culturale del Consiglio d’Europa è affidata all’associazione presieduta da Tedeschi,  che ha ricordato inoltre che oggi ancora non c’è la certificazione fino in Puglia, che le regioni interessate sono cinque e devono mettersi d’accordo per mettere in campo e programmare le azioni necessarie perché s’individui esattamente il tracciato e si diano tutti quei servizi di cui i camminatori necessitano per sviluppare il cammino di pellegrinaggio.

Il segretario generale del Comune mentre riceve da Rosi Barretta il timbro - Copia-2

Il convegno è proseguito con le interessanti relazioni di Giuseppe Maddalena Capiferro della Società di Storia Patria per la Puglia, che ha parlato di Brindisi e la crociata di Federico II; del professor Giuseppe Marella, che ha proposto la relazione dal tema: “Da Brindisi a Corfù verso Gerusalemme nel Medioevo” e con i saluti del Segretario generale del Comune di Brindisi, Giuseppe Alemanno, al quale la presidente dell’Associazione Brindisi e le Antiche Strade, Rosy Barretta,  ha donato un timbro disegnato dall’architetto Mina Piazzo raffigurante il tempio di San Giovanni al Sepolcro.

La prima parte del convegno è terminata con la relazione dell’archeologo medievista Marco Leo Imperiale, che ha parlato dei diari di pellegrinaggio tardo medievali, e con la relazione del professor Giacomo Carito, che si è soffermato sul tema: “Sulla rotta Brindisi-Corfù tra reale e immaginario”. Una interessante tavola rotonda sulla proposta di candidatura del Sistema difensivo territoriale brindisino da inserire nella World Heritage List, la Convenzione sul patrimonio mondiale, cui hanno preso parte anche gli architetti Mina Piazzo e Paolo Capoccia, i professori Damiano Mevoli e Giacomo Carito, e il sociologo Emanuele Amoruso, ha concluso l’importante incontro di studi.

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