Il lungo viaggio della Casa di Nazareth, transitata anche da Brindisi

Presentato il libro “La Santa Casa di Nazareth da Taranto-Brindisi a Loreto”, scritto da Vincenza Musardo Talò

BRINDISI - “La Santa Casa di Nazareth da Taranto-Brindisi a Loreto”, l’ultimo libro della professoressa Vincenza Musardo Talò, docente presso la Ssis Puglia e presidente del Centro Ricerche, studi e catalogazione dei Beni Culturali di Puglia, è stato presentato nella serata di lunedì 20 gennaio nella Sala Conferenze di Palazzo Granafei-Nervegna nel corso dell’iniziativa “Storie della nostra Storia. XXV Movimento” organizzata dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia con la partecipazione della History Digital Library, In-Chiostri, l’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Inner Wheel, Fondazione “Tonino Di Giulio” e Brindisi e le Antiche Strade. 

Alla presentazione del volume della professoressa Talò, una ricerca che rimette in discussione alcuni aspetti della storia della traslazione della Santa Casa di Loreto, puntando su inedite piste e nuovi assunti, sono intervenuti, per gli indirizzi di saluto, il prefetto di Brindisi, Umberto Guidato, autore della premessa del volume, e il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi. 

La copertina del libro di Vincenza Musardo Talò-2

Per il prefetto, il libro della professoressa Musardo Talò è un libro che interessa molto Brindisi ed affascina perché è una storia che riporta molto indietro, nel 1294, ricostruisce la storia della Casa di Nazareth e l’importanza del passaggio dalla Chiesa di Santa Maria del Casale. Per il sindaco, il libro della professoressa è uno studio scientifico, rigoroso, basato su tracce, documenti, che apporta un ulteriore tassello alla storia della nostra città. La serata culturale, coordinata ed introdotta dal professor Antonio Mario Caputo della Società di Storia Patria per la Puglia, ha visto le conclusioni affidate all’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, monsignor Domenico Caliandro. 

Giuseppe Marella-10

Dopo gli indirizzi di saluto la presentazione del volume è proseguita con l’intervento del professor Giuseppe Marella, socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia, che ha dato lettura del messaggio di monsignor Fabio Dal Cin, arcivescovo delegato pontificio e prelato di Loreto. Nel suo messaggio augurale l’arcivescovo Dal Cin ha evidenziato che studi come quello della professoressa Vincenza Musardo Talò al di là della questione circa le modalità e l’itinerario della traslazione della Santa Casa da Nazareth a Loreto, attestano la considerazione nei riguardi della preziosa reliquia nazaretana e l’importanza dei suoi messaggi biblico-teologici. 

Antonio Caputo e Vincenza Musardo Talò-2

“Il santuario lauretano è sorto nel luogo in cui, secondo la leggenda, la dimora della Vergine Maria sarebbe stata trasportata prodigiosamente dagli angeli nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294”, afferma il professor Antonio Mario Caputo nel suo intervento. Caputo evidenzia che la convinzione di questa miracolosa traslazione spinse papa Benedetto XV a nominare la beata Vergine di Loreto patrona di tutti gli aeronautici. “Sembra che intorno all’VIII secolo il popolo di Galilea e di Nazareth abbandonasse la fede in Cristo e in sua madre, Maria Santissima, accettando invece la fede di Maometto. Allora gli angeli la tolsero da quel luogo e la portarono in volo attraverso il mare nel territorio di Recanati. Era il 1294 e la posero in una selva in cui la padrona era una gentildonna chiamata Loreta, da cui prese il nome la chiesa Santa Maria di Loreta, che poi si trasformò in maschile, Loreto”. 

Caputo aggiunge poi che per il gran numero di gente che affluiva alla Santa Casa succedevano purtroppo dei ladrocini quando non anche delle esecrabili violenze per cui fu spostata altre due volte sempre per motivi di fede, onore e rispetto, e fu depositata nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294 dove attualmente si trova, a Loreto. “Nelle varie peregrinazioni sembra che la Casa, secondo gli ultimi studi della professoressa Vincenza Musardo Talò, sia transitata anche da quella che era la regia città di Brindisi”. Il professore termina il suo intervento parlando delle motivazioni per cui la Madonna di Loreto è raffigurata con la pelle nera. 

Da sinistra, Giacomo Carito e Umberto Guidato-2

La serata culturale è proseguita con l’intervento del presidente della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, Giacomo Carito.  “Nel libro della professoressa Musardo Talò”, afferma Carito, “si parte da alcuni fatti ben documentati, primo fra questi è il matrimonio tra Thamar, la figlia del despota d’Epiro, e Filippo, figlio minore di Carlo II”. Carito cita quindi il Chartularium appartenuto alla famiglia Angeli in cui vi è un documento con caratteristiche di autenticità che contiene le doti personali di Thamar, fra queste le sacre pietre della Casa di Nazareth, soffermandosi poi su un altro elemento della vicenda: la Chiesa di Santa Maria del Casale che nel Duecento era una piccola cappella con un’immagine della Vergine che aveva già fama di miracolosa. 

Il pubblico (2)-2-11

“Santa Maria del Casale nasce inglobando la vecchia cappella o almeno il muro che conteneva l’immagine”, prosegue il professore. “La presenza eventuale della Casa di Nazareth è chiaro che poteva giustificare un’impresa edilizia di questo tipo, un’impresa molto onerosa”. Sul motivo per cui sia stata costruita Santa Maria del Casale, Carito dice: “Abbiamo una serie di coincidenze significative perché l’arrivo della Casa di Nazareth in realtà coincide con l’avvio della costruzione di Santa Maria del Casale, quindi c’è una connessione temporale molto evidente”. E conclude: “La Chiesa inglobava una memoria di un casale, inglobava la memoria di un’immagine ritenuta miracolosa, inglobava la memoria, forse, anche di un evento come la permanenza della Casa di Nazareth a Brindisi. Un complesso di fattori rendono sostenibile l’ipotesi della professoressa Musardo Talò”. 

La statua donata dalla Talò alla chiesa di Santa Maria del Casale e alla città di Brindisi-2

La parola è passata quindi all’autrice del volume che ha raccontato come è arrivata ai risultati della sua ricerca iniziata alla fine del 2011 e pubblicata nell’aprile del 2019. Sulla Santa Casa dice: “Era destinata a Taranto, ma a Taranto non è mai arrivata. Si è appena fermata un mese qui a Brindisi e da Brindisi poi se ne è andata”. Chi l’ha portata, perché, chi sono gli attori dell’ultima traslazione della Santa Casa, è tutto contenuto nel volume. “L’ultima statio è stata Brindisi, io ne sono convinta”, conclude la professoressa Musardo Talò. L’importante ricerca, arricchita dalla presentazione del professor Giuseppe Santarelli, storico della Santa Casa, sarà presentata il 18 marzo a Roma, nella Sala Koch del Senato. 

Dopo le conclusioni di monsignor Domenico Caliandro, che ha ringraziato gli storici per il loro lavoro immenso, si è aperto un interessante dibattito con le domande dal pubblico. Al termine del dibattito l’autrice del volume ha donato alla chiesa di Santa Maria del Casale e alla città di Brindisi una statua in ceramica della Madonna di Loreto appartenuta alla propria famiglia. 

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