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Vincenzo Gigante, il filo rosso della memoria. Un video-cronaca di Elio Scarciglia

BRINDISI - “Prima di tutto l'uomo”, il video di Elio Scarciglia, prende il nome dai versi di Nazim Hikmet. Con questi, magistralmente interpretati da Carla Guido, inizia, infatti, il documentario. Il poeta incita il figlio a rispettare e gioire di ogni elemento della natura, ma a tenere nelle massima considerazione i bisogni dell’uomo. La cronaca, quanto ci viene raccontato tutti i giorni da quotidiani e televisione va certamente in tutta altra direzione “Sembra un bollettino di guerra, eppure è semplicemente cronaca” commenta Giuseppe De Seimes nel ruolo di voce narrante.

BRINDISI - "Prima di tutto l'uomo", il video di Elio Scarciglia, prende il nome dai versi di Nazim Hikmet. Con questi, magistralmente interpretati da Carla Guido, inizia, infatti, il documentario. Il poeta incita il figlio a rispettare e gioire di ogni elemento della natura, ma a tenere nelle massima considerazione i bisogni dell'uomo. La cronaca, quanto ci viene raccontato tutti i giorni da quotidiani e televisione va certamente in tutta altra direzione "Sembra un bollettino di guerra, eppure è semplicemente cronaca" commenta Giuseppe De Seimes nel ruolo di voce narrante.

Si inizia così un viaggio a ritroso nel tempo, si indaga sui diritti negati all'uomo nell'imminente passato, varie testimonianze raccontano di fatti e misfatti del secolo scorso. Si parte dalla Casa Rossa di Alberobello e si approda alla Risiera di San Sabba di Trieste. Il sud e il nord legati da una bellissima figura di uomo libero, Vincenzo Antonio Gigante, nato a Brindisi, che, pronto a sacrificare anche la vita per i propri ideali, viene arrestato e infine deportato nell'unico campo di concentramento italiano con forno crematorio, la Risiera di San Sabba appunto, dove fu torturato e ammazzato dai nazisti, senza però rivelare i nomi dei suoi compagni.

Un lungo viaggio per risvegliare la memoria e le nostre coscienze. "Ricordare sempre, odiare mai" è l'esortazione di un ex-deportato. Ed oggi? Secondo quali regole si improntano i rapporti umani? Questa è una delle domande che il documentario pone. Non mancano però episodi di disponibilità e generosità, come è il caso dei cittadini di Alberobello che umanizzano con la loro sensibilità la condizione di degrado fisico e morale delle persone internate nella Casa Rossa solo perché animate da idee di libertà ed uguaglianza o perché non gradite al regime . Il film vuole essere un monito rivolto soprattutto ai giovani con la speranza che non ricadano in errori ed orrori già vissuti.

Suggestive immagini dei luoghi e documenti d'epoca supportano le testimonianze di vita vissuta e quelle di studiosi e storici. Vittorio Bruno Stamerra (giornalista e scrittore), Vito Antonio Leuzzi (direttore dell'Istituto pugliese per la storia dell' antifascismo), Adriano Dugulin (direttore dei Musei Civici di Trieste), Francesco Fait (curatore responsabile della Risiera di San Sabba), Sergio Mauri (scrittore), Francesco Terzulli (storico e saggista), Luca De Felice (direttore del Museo del territorio - Alberobello), Boris Pahor (deportato e scrittore) hanno contribuito alla riuscita del documentario con la loro testimonianza.

Il documentario è scandito da un ritmo sostenuto e un montaggio efficace, non mancano momenti di tensione e patos. Il costo del DVD di ? 11,00, e si può richiedere direttamente alla casa editrice "Associazione culturale Terra d'ulivi" Strada Provinciale 131 Lecce Torre Chianca, 91 - 73100 Lecce o telefonando allo 0832-378738 oppure al 320-1532619.

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