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I movimenti studenteschi del '68 raccontati attraverso una mostra fotografica

L’iniziativa rientra nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2018, appuntamento promosso ogni anno dal Consiglio d’Europa e in svolgimento nelle giornate del 22 e 23 settembre

BRINDISI - Da questa sera alle 17.30 è aperta al pubblico, nelle sale dell’Archivio di Stato di Brindisi, la mostra bibliografica e documentaria dal tema “Il potere dell’immaginazione: la stagione dei movimenti, gli anni tra il 1968 e il 1978. Rassegna bibliografica e documentaria”. L’iniziativa rientra nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2018, appuntamento promosso ogni anno dal Consiglio d’Europa e in svolgimento nelle giornate del 22 e 23 settembre. In queste due giornate è prevista l’apertura straordinaria, con ingresso libero e gratuito, di beni patrimoniali e siti culturali. Anche l’Archivio di Stato di Brindisi effettua l’apertura straordinaria dalle ore 17,30 alle 21,00, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere il fondo bibliografico donato all’Istituto dal sociologo Emanuele Amoruso, riviste, documenti e giornali riferiti agli anni dal 1968 al 1978.

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A parlare a BrindisiReport.it della mostra bibliografica e documentaria è la direttrice dell’Archivio di Stato di Brindisi, dottoressa Maria Antonietta Ventricelli.

“Stasera apriamo al pubblico la mostra “Il potere dell’immaginazione: la stagione dei movimenti, gli anni tra il ’68 e il ’78. Rassegna bibliografica e documentaria”. È una mostra organizzata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio che cadono appunto oggi e domani, 22 e 23 settembre, giornate nella quali in tutta Europa si aprono al pubblico i luoghi della cultura”, afferma la direttrice.  

“Noi abbiamo proposto questa mostra perché volevamo valorizzare la donazione che il sociologo Emanuele Amoruso ha fatto all’Archivio di Stato circa un anno fa. Si tratta della sua raccolta, come si può vedere, di riviste, documenti, giornali da lui raccolti nell’arco del tempo quando era universitario a Trento. Perché Trento? Perché Trento è stata la prima università italiana occupata nel ’68, da cui cominciò tutto, nel senso che il movimento studentesco e le rivendicazioni degli studenti partirono proprio da Trento per poi dilagare in tutta Italia. Questa raccolta”, prosegue la dottoressa,  “di cui noi esponiamo soltanto una parte, una campionatura, perché si tratta di circa 250 pezzi, è stata poi da noi schedata, in particolare dalla collega, dottoressa Maria Carmela Fongaro, che è la bibliotecaria dell’Istituto, dell’Archivio di Stato, che ha fatto un lavoro veramente capillare, particolare, preciso, schedando pezzo per pezzo, perché, come si può vedere in molti casi, sono anche numeri unici".

La mostra (4)-2

"Quindi arrivare a ricostruire anche le note tipografiche, dove è stato pubblicato, quando, gli anni, che tipo di tiratura, quanti numeri, non è stato un lavoro da poco. Un lavoro notevole. E questa stasera lo presentiamo, perché ci sembra importante mettere a disposizione della città questo ulteriore patrimonio di cui siamo venuti in possesso, perché era un privato e come sempre i privati che donano a un istituto culturale fanno un’azione veramente degna, perché significa che qualcosa di proprio viene lasciato e viene messo a disposizione di tutti. Proprio negli istituti culturali che sono preposti a questo scopo, cioè alla conservazione del materiale, sia bibliografico che archivistico nel nostro caso”.

Uno degli oggetti esposti in mostra (2)-2

E aggiunge: “A completamento, diciamo, di questa mostra bibliografica, della donazione Amoruso, noi abbiamo voluto inserire qualcosa, dei documenti, esattamente una campionatura dei documenti conservati nell’Archivio di Stato relativi a quel periodo. Si tratta di mattinali della Questura, rapporti al Prefetto, articoli di giornali in cui si comincia a parlare dei temi propri di quegli anni, nel senso occupazione delle scuole, quindi richiesta di una scuola che fosse aperta a tutti, ma non una scuola più elitaria. In ogni caso si affiancavano a questo le rivendicazioni operaie, perché in questa stagione fra il ’68, ma soprattutto il ’69, furono molto numerosi i contratti che furono rinnovati in quel periodo".

"Gli studenti si affiancarono agli operai in questa lotta appunto per la rivendicazione dei contratti, di un miglioramento della situazione del lavoro. In particolare nel Sud questo avvenne perché esistevano le cosiddette gabbie salariali, nel senso che gli stipendi, le paghe di coloro che lavoravano nell’Italia meridionale, erano inferiori rispetto ai contratti del Nord. E questo fu un tema ampiamente dibattuto, una lotta che fu portata avanti per molti anni per arrivare alla parità salariale. E qui ci sono appunto anche dei riferimenti, degli esempi di manifestazioni fatte a Brindisi e in provincia. In particolare poi ci sono le occupazioni delle scuole. Allora c’erano, forse ancora oggi, degli scontri fra le due diverse posizioni politiche, quindi fra i ragazzi del movimento studentesco, che erano a sinistra, i cosiddetti Circolo Lenin, i cosiddetti maoisti, e la destra, i ragazzi di destra, e questo dava luogo appunto a degli assalti che venivano fatti alle scuole occupate. In particolare, poi, a Brindisi ci furono degli episodi anche di un ferimento di uno dei responsabili del Circolo Lenin di Puglia”.

La mostra (3)-2

La direttrice dell’Archivio di Stato conclude affermando che: “Quindi questi sono soltanto alcuni spunti, alcuni documenti che ci stanno ad indicare la storia nostra, di Brindisi, in quegli anni, e che noi speriamo possano essere ripresi e anche approfonditi. Molti privati, anche in questo caso, dei privati ci hanno fornito le loro fotografie, anche manifesti, volantini dell’epoca e anche degli oggetti. Infatti, quasi in maniera simbolica,  abbiamo voluto sistemare un giradischi che si usava i primi anni’70, con i dischi, anche nell’altra sala c’è un giradischi, le mangiacassette, giusto per rievocare, perché la musica fu un altro fenomeno importantissimo in quegli anni, con i gruppi che portarono una musica nuova dall’America, dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra, e arrivò anche in Italia questo”. 

Il fondo bibliografico donato da Emanuele Amoruso sarà presentato domani, domenica 23 settembre, dalle 17.30 alle 21.00, nell’ambito della manifestazione culturale In-Chiostri. Interverranno la direttrice dell’Archivio di Stato, il sociologo Emanuele Amoruso e la funzionaria bibliotecaria Maria Carmela Fongaro. Seguirà una conversazione con Marco Boato, sociologo, giornalista e autore del saggio “Il lungo sessantotto in Italia e nel mondo”. La mostra rimarrà aperta nei giorni di In-Chiostri, sino a mercoledì 26 settembre, dalle 10 alle 13.

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