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Il Comitato migranti commemora la tragedia del “Kater I Rades”

Il prossimo 28 marzo ricorrerà il 19esimo anniversario della strage del “Kater I Rades”, vecchia unità militare carica di migranti albanesi che il venerdì santo del 1997 si inabissò a seguito della collisione con la corvetta italiana Sibilla

BRINDISI – Il prossimo 28 marzo ricorrerà il 19esimo anniversario della strage del “Kater I Rades”, vecchia unità militare carica di migranti albanesi che il venerdì santo del 1997 si inabissò a seguito della collisione con la corvetta italiana Sibilla. I morti accertati furono 84, la maggior parte imprigionati nello scafo a 770 metri di profondità.

Il Comitato “Migranti e Mediterraneo”, organismo di base che raccoglie  associazioni del mondo del volontariato e della solidarietà della  provincia  di Brindisi ricorderà questa tragedia con una cerimonia in programma venerdì (25 marzo), alle ore 16,30, vicino alla capitaneria di Porto a Brindisi, sul lungomare Regina Margherita. 

Alle ore 17,00  avverrà il lancio di fiori in mare in ricordo di tutti quelli che non ce l’hanno fatta a raggiungere  le nostre sponde morendo in mare , che sono ormai migliaia e migliaia. Seguiranno interventi delle associazioni promotrici che sosterranno come  la risposta di allora al problema dell’immigrazione non è molto diversa da quella che si sta realizzando oggi.

Di seguito una nota del comitato

Ieri il blocco navale bellico del Governo Prodi contro le barchette albanesi. Oggi l’ Europa affida alla Turchia il lavoro sporco di trattenimento delle masse di disperati che fuggono dalle guerre di cui la stessa Turchia è anche protagonista.

Si danno 3 miliardi di euro alla Turchia per bloccare e trattenere i profughi ad un paese che non è certo paladino di democrazia. Con l’impegno di dargliene altre 3 di Miliardi di euro tra 2 anni. L’accordo UE-Turchia così come è formulato cancella completamente  i diritti umani e lascia spazio alle deportazioni illegali di massa.

La repressione del governo Erdogan coinvolge ormai tutti i settori della vita sociale , con arresti di massa tra gli oppositori  , libertà di  stampa ormai cancellata , massacri e distruzione nelle città  Curde.Per non parlare di un nuovo colonialismo fatto  di “guerre umanitarie”  a difesa di interessi economici occidentali che  pervade interi continenti come l’Africa .Queste scelte promuovono  masse di uomini e donne in fuga  che arrivano in paesi come la Libia , paese a dir poco balcanizzato , divenendo ostaggio di trafficanti di ogni risma.

Le immagini dei campi di fortuna con  migliaia di profughi bloccati  in  Grecia, che non possono andare avanti e non possono tornare indietro, non lasciano indifferenti molti cittadini sensibili in Europa ed in Italia.

Il Comitato “Migranti e Mediterraneo” di Brindisi  insieme a tanti altri la apertura immediata di corridoi umanitari per queste persone intrappolate dalla Politica Europea e farli sfuggire così da morte certa per  freddo e stenti. Abbattiamo i muri e restiamo umani.

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