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Domenica, 5 Dicembre 2021
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Il rumore dell'amore al Verdi con Vito Alfarano

Il ballerino di Brindisi protagonista dello spettacolo in scena venerdì 23 marzo 2018. Sipario alle 20,30

BRINDISI - Al Teatro Verdi di Brindisi, venerdì 23 marzo 2018,  è protagonista la danza contemporanea con uno spettacolo ideato dal coreografo brindisino Vito Alfarano: «Il rumore dell’amore» è  ispirato all’amore tormentato e fatale di Paolo e Francesca e degli innamorati contemporanei, celebra il sentimento capace di sopravvivere anche dopo la morte. Siparo alle 20.30.  Prezzi: intero 15 euro, ridotto 10  (scuole di danza, associazioni, under 25, over 65); bambini fino a 12 anni sei euro. Biglietteria online https://goo.gl/iaCrm2

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Le coreografie sono del danzatore brindisino Alfarano, la regia di Luigi Marangoni. Una produzione «Fabula Saltica» di Rovigo e «AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica» di Brindisi. Lo spettacolo è costruito a quadri, i cui titoli  sono tratti dal libro «Frammenti di un discorso amoroso» di Roland Barthes, un alfabeto di parole, stati d’animo, condizioni d’amore che ricreano l’universo dell’amare, un lungo elenco delle possibili risposte al «ti amo» che vanno da «io no» fino ad «anch’io». Gli innamorati a cui Vito Alfarano e Luigi Marangoni si ispirano sono Paolo e Francesca di Dante, gli amanti sventurati condannati in eterno alla “bufera infernal”, dalla cui potenza sono percossi e costantemente trascinati («Mena li spirti con la sua rapina; voltando e percotendo li molesta»), ma anche all’eterna commemorazione, elevati a simboli dell’amore totale e incondizionato. «L’Amor che move il sole e l’altre stelle», così la creazione di Vito Alfarano celebra il sentimento più nobile, rappresentato nei quadri del rapimento, dell’eternità, dell’assenza, del voler prendere e della dipendenza. Un’esplorazione per versi dell’anima, un po’ come fa Barthes con il suo discorso dell’innamorato, che sembra destinato alla scena per attitudine morale: «Ogni passione, alla fine, ha il suo spettatore, non c’è nessun sacrificio amoroso senza nessun teatro alla fine».

Al teatro vero ci ha pensato Vito Alfarano che, dopo mille esperienze in diverse città italiane e all’estero, ha voluto portare il suo lavoro a Brindisi, foggiato con cura nell’umanità dolente e ricca di un carcere e per questo ribollente di verità: lo mette in scena al fianco di tre danzatori, il brindisino Daniele Corsa, in viaggio verso la danza contemporanea con un passaporto da breakdancer, la barese Stefania Catarinella e la rodigina Federica Iacuzzi. La danza degli eterni amanti è commovente e si contrappone alla freddezza dei rumori delle carceri dove, dopo un laboratorio di teatro e movimento corporeo realizzato nel 2008 con i detenuti della Casa Circondariale di Rovigo, sono state raccolte immagini, parole e canzoni. Così, i danzatori si mettono in gioco usando anche la  parola. Delirio, vertigine, attesa, sofferenza,festa, sono raccontati con una musica a volte trascinante, a volte delicata, in esplosioni di energia che i danzatori comunicano attraverso i loro corpi.

Il rumore dell'amore - ph Nicola Boschetti-2

Il laboratorio ha consentito di costruire un percorso dal quale è scaturita una vivida realtà affettiva dei detenuti: ognuno di loro ha un amore che li aspetta, il loro cuore è caldo e la lontananza è dura da sopportare, ma l’amore è la cosa più bella a cui pensare, una ragione di vita. I detenuti scrivono lettere, cantano, ballano e i loro volti si rilassano, sorridono, si commuovono e le loro mani applaudono le lacrime dei compagni che raccontano se stessi. Emergono sentimenti profondi che non riescono più a rimanere compressi: tutto in loro è pieno di sincerità. La sorpresa è che anche in carcere, nonostante il distacco, l’amore continui a essere una forza misteriosa che rende meravigliosa la vita di tutti gli uomini.

Un coreografo e un regista, un videomaker, Alessandro Gasperotto, e danzatori-attori per uno spettacolo dedicato a tutti gli innamorati e chi vorrebbe esserlo. Le musiche sono di autori vari e originali di Paolo Zambelli, realizzate con la collaborazione degli allievi della classe di musica d’uso del Conservatorio «Francesco Venezze» di Rovigo. Costumi e oggetti a cura di Elena Frigato.

Il passo a due su Paolo e Francesca contenuto nello spettacolo ha vinto il Granprix al «IV International Sergei Diaghilev Competition of Choreographic Art» a Lòdz in Polonia nel dicembre 2009. Vito Alfarano è stato premiato dal presidente di giuria Vladimir Malakhov, uno dei ballerini russi più famosi al mondo. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il numero Tel. (0831) 562 554 - 229 230.

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