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Lunedì, 24 Giugno 2024
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Incontro su: "Itinerari medievali di pellegrinaggio: la processione del Corpus Domini in Brindisi"

In programma giovedì 23 maggio alle 17.30 presso l'ex convento scuole Pie, sito in via Giovanni Tarantini a Brindisi

BRINDISI - Giovedì 23 maggio alle 17.30 presso l'ex convento scuole Pie, sito in via Giovanni Tarantini a Brindisi, si svolgerà un incontro dal titolo: "Itinerari medievali di pellegrinaggio: la processione del Corpus Domini in Brindisi". L'evento, patrocinato dal Comune di Brindisi, è organizzato dalle ssociazioni Brindisi e le antiche strade e Società di Storia Patria per la Puglia – Sezione di Brindisi. I saluti sono a cura di Rosy Barretta, residente A.p.s. Brindisi e le Antiche Strade. Introduce e coordina: Antonio Mario Caputo, Società di Storia Patria per la Puglia. Interventi: Giuseppe Maddalena Capiferro, Società di Storia Patria per la Puglia. Conclusioni: Giacomo Carito, Società di Storia Patria per la Puglia; Giuseppe Marella, Società di Storia Patria per la Puglia​. Di seguito la nota di presentazione dell'evento 

«Mentre le feste indicano che la vita è in cammino verso Dio, le processioni, i pellegrinaggi ci portano fuori dal ritmo abituale, ci fanno comprendere che non siamo legati alle condizioni normali dell'esistenza ma che abbiamo spazi di libertà, che possiamo consacrare le nostra vita a Dio, possiamo indirizzarla a Lui, così come un pellegrinaggio è indirizzato al suo termine». Carlo Maria MartiniRiconoscere che cultura e sviluppo sono indissociabili, senza limitarsi a un semplice approccio commerciale ed economico della cultura, è essenziale per costruire il futuro, qui nel Mediterraneo come altrove. In questo quadro si colloca Brindisi la cui storia coincide con quella di altri grandi punti obbligati di transito; nello specifico, quando una potenza politica ha bisogno, per i suoi traffici, di passare da un punto geografico determinato, cerca di mettersi in condizione di passare senza dover chiedere il permesso. Brindisi è stata così sotto la diretta influenza delle potenze che, nei secoli, hanno signoreggiato il Mediterraneo. Di volta in volta ne è stato ridefinito il ruolo e ridisegnata la  missione da svolgere. Da qui il suo proporsi  come “città provvisoria” in cui apparentemente giacciono, accatastati come sul litorale dopo una mareggiata, disparate testimonianze di culture e linguaggi.

Qui si sono fronteggiati e incontrati oriente e occidente definendo una sintesi dai caratteri originali: un mondo sopra l’altro. Questo non solo sull’asse est-ovest mediterraneo ma anche su quello, più limitato ma per questo più definito, regionale: è qui infatti che i dialetti neolatini della Puglia centrosettentrionale incontrano quelli neo greci della Puglia meridionale: ancora un volta un mondo sopra l’altro.

I beni culturali, espressione del rapporto dell’uomo col territorio, esprimono questi incroci e trovano compiutezza in un asse che, ancora una volta, focalizza la funzione della città. Mi riferisco al viaggio: le consolari romane, l’Appia e la Traiana con la loro prosecuzione verso Otranto, la Traiana Calabra sono state percorse per secoli da pellegrini, mercanti, guerrieri diretti o provenienti da Oriente. Sull’altra sponda su una direttrice transbalcanica quale l’Egnazia, i prodotti dell'Adriatico penetravano nell'interno della penisola balcanica e nell'Oriente, e quelli d'Oriente a loro volta scendevano verso l'Adriatico e l'Occidente. Si tratta allora di riscoprire, in una dimensione euromediterranea,  tracciati come quello della via Francigena ossia la via dei pellegrini che, ovviamente, non dai soli pellegrini era percorsa ma da quanti, con una qualunque motivazione, volevano giungere a Brindisi per dirigersi verso levante.

La storia delle vie dei pellegrini e, in particolare, della Francigena s’intreccia indissolubilmente con quella degli ordini monastico-cavallereschi che percorre e caratterizza i secoli dall’XI al XIV con protrazioni, in qualche caso, sino ai giorni nostri; in tale periodo, gli ordini hanno lasciato tracce indelebili nella nostra cultura e nell’architettura. Brindisi ha ricoperto un ruolo importante nella storia degli Ordini come principale loro porto d’imbarco verso Terra Santa e per aver ospitato, nella chiesa di Santa Maria del Casale, i giudici di uno dei due processi celebrati a danno dei Templari nel meridione d’Italia, con sessioni nel Castello di Terra. Vera “Porta d’Oriente”, era la città di Brindisi durante il periodo crociato grazie al suo porto, ultima tappa prima della Terra Santa. I pellegrini hanno lasciato in città i segni e le tracce di un grande patrimonio culturale; ne è visibile esempio la particolare modalità di svolgimento della processione del Corpus Domini; in essa confluisce lo spirito di una città che voleva essere punto d’incontro e non di scontro immaginandosi in costruttivo dialogo un re santo come Luigi IX, un campione della laicità quale Federico II, un sovrano mussulmano. Aspirazione di pace che in un Mediterraneo oggi scisso e diviso dai conflitti può porre, a buon diritto, la processione del Corpus Domini nel patrimonio immateriale dell’umanità.

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