La magia del teatro, da Sofocle a Pirandello, in sei miniclip

Il Teatro delle Pietre di Marcantonio Gallo propone "E'-nel Teatro", cortometraggio i 6 episodi che approderà sul web

BRINDISI - Il teatro è il luogo dell’immaginazione, pur non essendo un luogo. Ma come possiamo continuare ad ascoltare storie in un momento storico in cui l’edificio teatro per ragioni contingenti all’emergenza sanitaria in corso non è fruibile? Consapevoli del fatto che il linguaggio del teatro non può più prescindere dal linguaggio del cinema, di internet, della televisione e della musica il Teatrodellepietre fa propri nuovi codici linguistici e propone “È-nel Teatro”, un cortometraggio suddiviso in sei episodi in cui proviamo a raccontare il teatro. 

“Collaboriamo da diversi anni con Enel – afferma Marcantonio Gallo - che anche questa volta ha creduto nel nostro progetto teatrale, presentato durante il precedente lockdown, quando tutto si era fermato improvvisamente e il teatro stesso sembrava impossibile da attuare. Ci siamo chiesti in che modo potevamo continuare a produrre emozioni e ci siamo messi al lavoro. In un periodo di assenza forzata dalle scene, abbiamo scelto una nuova modalità per il nostro lavoro, di dare cioè una forma differente alle storie che volevamo raccontare attraverso quella che definiamo una ‘serie’ teatrale”. 

“Si tratta di sei episodi della durata di quattro minuti ciascuno –prosegue Gallo - che abbiamo cominciato a girare nei mesi precedenti e di cui è pronta la puntata numero 0 che è una sorta di dichiarazione di intenti di ciò che accadrà negli episodi successivi. Un sipario semichiuso. Uno strano personaggio con ombrello aperto appare e scompare tra le quinte e la platea. Sul palcoscenico vacante, tra camerini, polvere e silenzio e in mezzo a costumi di scena inanimati, a luci spente questo vecchio signore, che rappresenta il teatro e che si vedrà sempre di spalle, racconterà le storie che ha contenuto in sé da tempi immemorabili”. 

“Un viaggio onirico tra sogni e visioni – afferma ancora Gallo - una voce fuori campo, la voce del teatro stesso, nonché le voci e i volti degli attori racconteranno sei differenti storie che, sposando i diversi linguaggi della comunicazione, porteranno Shakespeare, Brecht, Sofocle ma anche Omero e Pirandello fuori dal teatro in una sorta di viaggio introspettivo. Le miniclip teatrali trovano la loro forza primaria nel racconto ma anche nell’immagine: la potenza della parola combinata ai primi piani degli attori, al loro respiro e ai gesti di chi narra sveleranno nuove modalità per fruire del teatro, per osservarlo da vicino, perché la steadycam permette agli spettatori di ‘guardarlo’ da vicino attraverso primi piani e zoom impossibili sul palcoscenico.” 

“Sappiamo che è un palliativo, e speriamo di poter tornare al più presto a respirare la magia del teatro in scena. Ma crediamo che questa modalità possa essere aggiunta alla nostra idea del ‘fare teatro’. I cortometraggi teatrali verranno distribuiti su tutti i canali social, raggiungendo gli spettatori in maniera non convenzionale. YouTube, Instagram, Facebook, Messenger e Whatsapp nonché Email sono i canali scelti per far circolare i sei differenti episodi di quattro minuti circa che diventeranno un unico racconto finale. Infatti in data da destinarsi in base alle restrizioni Covid, le sei differenti storie verranno incluse in uno spettacolo teatrale che sarà proposto al pubblico, a conclusione del progetto, che ovviamente non sarà una rappresentazione convenzionale”. 

Il Teatrodellepietre si é sempre posto come centro di ricerca, promozione e formazione della cultura del teatro anche anche fuori dagli spazi teatrali, con la convinzione che la magia scenica possa avvenire non solo su un palcoscenico ma ovunque sussistano almeno due elementi: racconto e ascolto. Il teatro esce così da se stesso per entrare nelle stanze all’aperto con creatività. Raccontare rimane lo strumento di relazione principale che permette a tutti di entrare in una spirale emozionalmente positiva per coinvolgere la mente e il corpo in una esperienza collettiva.  L’affabulazione da sempre ha materializzato mondi immaginari, miti e racconti che attraversano la linea del tempo e dello spazio. Nel raccontare c’è il risveglio di una memoria, la ricerca di una micro-storia estrapolata da un testo teatrale ma rivisitata attraverso il vissuto personale dell’attore, come valorizzazione e reinterpretazione dell’esperienza.

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