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"Ragazzi online, rischi e opportunità": l'esito dell'incontro

Le insidie che si celano per i giovani (e non solo) fra i meandri del web sono state al centro dell'incontro dal titolo "Ragazzi on line: Un rischio o un'opportunità"

BRINDISI – Le insidie che si celano per i giovani (e non solo) fra i meandri del web sono state al centro dell’incontro dal titolo “Ragazzi on line: Un rischio o un’opportunità” che nel pomeriggio di giovedì (27 ottobre) si è svolto presso palazzo Nervegna. L’evento, organizzato dalle psicologhe Francesca Giannone (Psicologia clinica) e Francesca Cafarella (Psicologa e terapeuta) in collaborazione con lo studio legale Elia e Masi, si è articolato in due parti.

La prima è stata moderata dalla Tesoriera dell'Ordine degli Psicologi della regione Puglia, Marisa Yildirim, con gli interventi della psicologa Giannone. Nello specifico quest’ultima ha trattato la tematica relativa a "I minori e ed il web: effetti cognitivi sulla generazione touch", mettendo in risalto gli effetti nefasti dell'uso precoce del tablet tanto che i neonati imparano prima ad usare un touch screen che a camminare.

Salvatore Giuliano, preside dell’istituto Majorana, ha sottolineato la funzione formativa della scuola che deve insegnare anche a saper selezionare le informazioni su google tanto che ha detto testualmente: "Wikipedia è il luogo migliore dove iniziare una ricerca ma è il posto peggiore dove finirla".

La seconda ed ultima parte è stata moderata dall’avvocato dell’Adoc Marco Masi, che oltre ad introdurre i relatori ha cercato di coinvolgere il pubblico anche con discorsi provocatori. Il professionista ha infatti raccontato storie di vita quotidiana in cui, come spesso accade,ora sono anche anziani genitori ad usare il social network Whatsapp, specie quando i figli sono in vacanza o fuori per lavoro. Whatsapp dunque è diventato uno strumento per tenere informati i genitori anziani sui posti che visiti ed è come se loro viaggiassero con noi.

Masi ha citato anche l'esempio di sua cognata che è in Brasile ma, grazie a whatsapp, è come se vivesse vicino ai suoi famigliari. La psicologa Cafarella ha illustrato gli aspetti del Cyberbullismo con la proiezione di filmati di casi reali dei quali lei stessa si è occupata.

L’altro avvocato dell’Adoc, Marco Elia, ha messo in evidenza tutti gli aspetti civili e penali dell'uso improprio del web mostrando, con le slide, casi affrontati in studio. L’ispettore superiore della Polizia postale Eugenio Cantanna ha dato preziosi consigli sul come navigare in rete senza cadere nella rete e, quindi, evitare di cadere nelle truffe. Lo stesso ha invitato più volte a cambiare password e, soprattutto, di mettere almeno 8 caratteri alfanumerici.

Al termine ci sono state tante domande da parte del pubblico numeroso. Ovviamente molti anziani hanno mostrato le loro paure (infondate) dell'uso di Whatsapp, ricevendo le rassicurazioni da parte dei relatori. E anche dopo la chiusura dei lavori, la gente ha continuato a fare domande, esprimendo l’auspicio che in futuro si organizzino altri incontri dello stesso tenore.

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