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Sant'Elia, chiesa San Lorenzo: domenica la benedizione dei nonni

In occasione della messe delle ore 10,30 di domenica 15 ottobre don Paolo Zofra impartirà la benedizione a tutti i nonni presenti

La Comunità Parrocchiale di San Lorenzo da Brindisi nel quartiere Sant'Elia di Brindisi vuole invocare dal Signore una benedizione particolare per tutti i nonni presenti durante la Messa delle ore 10,30 di domenica 15 ottobre 2017, alla presenza dei bambini/ragazzi della catechesi. L'iniziativa voluta fortemnete dal parroco don Paolo Zofra.

La “Festa dei nonni” del 2 ottobre, una ricorrenza “informale” che in Italia è stata introdotta con una legge apposta nel 2005. La Festa dei nonni vuole celebrare “l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”: secondo la legge, regioni, province e comuni hanno il compito di organizzare iniziative ed eventi che servano alla “valorizzazione del ruolo dei nonni”. È una festa ma non sono previste le chiusure delle scuole, anzi: la legge chiede che vengano promosse iniziative per approfondire le «tematiche relative alle crescenti funzioni assunte dai nonni nella famiglia e nella società». La festa riguarda sia i nonni materni sia i nonni paterni. Negli Stati Uniti la Festa dei nonni esiste fin dal 1978, ma si celebra a settembre.

Papa Francesco ricorda quanto sia essenziale per la Chiesa e per la società la presenza degli anziani. Che rappresentano insieme «le radici e la memoria di un popolo. Voi siete una presenza importante, perché la vostra esperienza costituisce un tesoro prezioso, indispensabile per guardare al futuro con speranza e responsabilità. La vostra maturità e saggezza, accumulate negli anni, possono aiutare i più giovani, sostenendoli nel cammino della crescita e dell’apertura all’avvenire, nella ricerca della loro strada. Gli anziani, infatti, testimoniano che, anche nelle prove più difficili, non bisogna mai perdere la fiducia in Dio e in un futuro migliore. Sono come alberi che continuano a portare frutto: pur sotto il peso degli anni, possono dare il loro contributo originale per una società ricca di valori e per l’affermazione della cultura della vita».

Il Papa ricorda che sono stati loro, soprattutto nei Paesi dove ci sono state persecuzioni, a custodire e tramandare la fede, a consentire che i nipoti fossero battezzati». In una società che coltiva la cultura dello scarto il Papa insiste invece sulla necessità di valorizzare questa stagione della vita anche se, in apparenza le persone sembrano non produttive. Sono invece loro, «anzi noi, mi ci metto anch’io», dice Francesco, a rafforzare le società e a continuare a dare un servizio prezioso. Racconta l’aneddoto raccontatogli da sua nonna, di un anziano costretto dal figlio a mangiare su un piccolo tavolino in cucina per evitare che si sbrodolasse davanti agli altri commensali e del bambino che, al ritorno a casa del papà, si fa trovare che gioca a costruire un tavolino «per quando tu sarai vecchio». «Quante cose i bambini capiscono, perché fra loro e i nonni c’è una sintonia particolare», dice Francesco. Ricordando anche che sono i nonni a ricevere Gesù al tempio, non i sacerdoti. E dunque questo ci dice quanto sia importante la loro presenza anche per la nostra vita di fede.

E infine Francesco ricorda che «a fronte di tanti anziani che, nei limiti delle loro possibilità, continuano a prodigarsi per il prossimo, ce ne sono tanti che convivono con la malattia, con difficoltà motorie e hanno bisogno di assistenza. Ringrazio oggi il Signore per le molte persone e strutture che si dedicano a un quotidiano servizio agli anziani, per favorire adeguati contesti umani, in cui ognuno possa vivere degnamente questa importante tappa della propria vita. Gli istituti che ospitano gli anziani sono chiamati ad essere luoghi di umanità e di attenzione amorevole, dove le persone più deboli non vengono dimenticate o trascurate, ma visitate, ricordate e custodite come fratelli e sorelle maggiori. Si esprime anche così la riconoscenza verso coloro che hanno dato tanto alla comunità e sono la sua radice. Le istituzioni e le diverse realtà sociali possono fare ancora molto per aiutare gli anziani ad esprimere al meglio le loro capacità, per facilitare la loro attiva partecipazione, soprattutto per far sì che la loro dignità di persone sia sempre rispettata e valorizzata».

Rinsaldando anche il legame tra generazioni perché «il futuro di un popolo richiede l’incontro tra giovani e anziani: i giovani sono la vitalità di un popolo in cammino e gli anziani rafforzano questa vitalità con la memoria e la saggezza. Cari nonni e care nonne, grazie per l’esempio che offrite di amore, di dedizione e di saggezza. Continuate con coraggio a testimoniare questi valori! Non manchino alla società il vostro sorriso e la bella luminosità dei vostri occhi!».

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