The Bumps, concerto in esclusiva regionale

FASANO - The Bumps, band-jazz made in Puglia, Giò Sada, cantautore e rocker pugliese, Gianluca Petrella, trombonista di fama mondiale ma anche lui born in Puglia, insieme, per un concerto in esclusiva regionale per la Puglia, giovedì 30 marzo alle ore 21 al teatro Kennedy (Fasano – Br), nell’ambito della 34^ stagione concertistica 2016-2017 di Fasanomusica, l’associazione culturale presieduta da Mariolina Patronelli Castellaneta.

Info 080.4331092. Biglietto singolo, costo 25 euro.

Si tratterà di un “viaggio” sonoro creato e suonato dai tre eclettici musicisti jazz dei The Bumps, Vince Abbracciante (fisarmonica e tastiere vintage), Dado Penta (basso), Antonio Di Lorenzo (batteria e percussioni) con special guests Giò Sada (chitarra e voce) e Gianluca Petrella (tromba). Sarà un omaggio agli anni ‘60 italiani, ma anche alle loro grandi influenze, come i Beatles, che sono stati allora gli ispiratori di molte novità della musica. Da Modugno a De André, la scaletta condurrà il pubblico ad ascoltare protagonisti e canzoni di un’epoca elettrizzante, riletti in chiave jazz (e no) di assoluta modernità.

The Bumps Due musicisti tra i più conosciuti della scena musicale pugliese, Antonio Di Lorenzo alla batteria e percussioni e Davide Penta al basso formano una delle ritmiche più collaudate; incontrano Vince Abbracciante, sicuramente uno dei migliori talenti della fisarmonica a livello mondiale. Nascono così i Tangheri. Correva l’anno 2002.

Partendo dalla contaminazione tra jazz e tango, elaborano un mondo in cui si fondono america latina blues e puro spirito italiano, passando da Coltrane a Gardel, da De André a Gato Barbieri. Sempre con un senso profondo dello spettacolo e dell’ironia, approdano al loro primo disco, dopo molti concerti in festival importanti e rassegne concertistiche, “Historias del Sur”, lavoro molto apprezzato dalla critica e dal pubblico che ottiene un ottimo successo. L’opera è un’istantanea della loro visione musicale in quel momento storico. 

Il seguito di questo lavoro viene registrato assieme ad uno dei musicisti più importanti del panorama mondiale, il chitarrista Marc Ribot. Anche lui affascinato dalla capacità che i Tangheri hanno di partire dal tango per esplorare gli angoli più distanti del mondo sonoro, dalla tradizione argentina a quella italiana ed alla avanguardia musicale.

Viene pubblicato “Silente” per la Wide Sound ed i Tangheri diventano una delle sicure realtà del panorama jazz italiano, partecipando a festival come Terni, Talos, Teano, la nostra Fasanomusica, Notti di Stelle e molte altre rassegne importanti. Ma l’asse musicale subisce un’ulteriore sterzata: i Tangheri diventano The Bumps e pubblicano “Dharma bumps”, il loro capolavoro nato per la major discografica Universal-Emarcy. Abbandonate le atmosfere del tango, il recupero assoluto delle sonorità vintage del “Farfisa” e di altri strumenti elettroacustici, assieme ad una elettronica “povera”, contribuiscono a creare un piccolo masterpiece del genere. Il disco della maturità, dove la presenza reiterata e perfettamente integrata di Ribot concorre a creare un’atmosfera magica e tensioattiva ad un lavoro di grande avanguardia musicale, ma di perfetta fruibilità, grazie alla sempre presente vena melodica.

Dopo alcuni anni la band pubblica il suo lavoro più fruibile e “italiano”, “The Bumps plays Italian Cinedelic”, il disco che segna l’esordio della sua etichetta discografica “Bumps records”, e che costituisce un piccolo tesoro d’interpretazione stilistica dei brani tratti o ispirati ai b-movie italiani degli anni ‘60 e ‘70.

Nel frattempo dischi solistici per ognuno dei componenti, recensioni e successi, tournée in tutto il mondo individuali e come gruppo e il riconoscimento dei The Bumps come di una delle band di “musica totale” più innovative della scena musicale europea.

Nel 2015 la nuova release “Al di sopra di ogni sospetto”, dedicata alla musica del maestro Ennio Morricone con riletture originali e di indubbio interesse.

Nei 16 anni di attività si sono esibiti in festival e rassegne nazionali e internazionali, ospitando tra gli altri Marc Ribot, John Medeski,  Juini Booth, Flavio Boltro, Carlo Actis Dato, Roberto Ottaviano e un musicista iconico come Vincenzo Deluci.

Giò Sada Figlio di un musicista e di una danzatrice, viene incoraggiato a sviluppare una propria personalità artistica fin da bambino. Il background familiare di contaminazione tra le arti lo porta da subito a espandere le proprie potenzialità artistiche in diverse direzioni: è musicista, cantautore, compositore, attore, perfino youtuber, in contesti del tutto diversi ma sempre mantenendo il proprio tocco personale e caratteristico. 

Musicalmente, Giò Sada cresce nel panorama dell’underground indipendente punk hardcore, formandosi una solida esperienza di palco e una forte consapevolezza della propria identità live. A settembre scorso ha pubblicato il suo primo album di inediti in studio, “Volando al contrario”, mentre tre mesi fa è apparso nei cinema italiani “Rock Dog”, film d’animazione per cui l’artista pugliese interpreta le versioni italiane della colonna sonora; ma non solo. In occasione dei 150 anni di vita della nota distilleria “Jack Daniel’s”, assieme all’imprenditore e personaggio televisivo statunitense Joe Bastianich, Sada si cimenta nel rockumentary “Jack on Tour”, un viaggio fra immagini e sonorità negli Stati Uniti d’America che viene trasmesso a dicembre scorso dal canale televisivo italiano Sky Arte HD.       

L’artista pugliese viene conosciuto dal grande pubblico grazie alla partecipazione nel 2015 al talent-show musicale “X-Factor Italia”, vincendo con il suo primo singolo “Il rimpianto di te” (scritto dallo stesso Sada con l’intervento di Pacifico e la produzione di Antonio Filippelli e Fabrizio Ferraguzzo), diventato disco d’oro in sei settimane. Nonostante il contesto del tutto anomalo rispetto al suo background, Giò Sada porta all’interno del programma televisivo tutta la sua personalità e il suo mondo. 

Oggi è un musicista curioso e propositivo, che non ha paura di mettersi in gioco e contaminarsi alla ricerca di stimoli artistici sempre nuovi; in più, ha una diversa consapevolezza di sé stesso e della propria musica, data dal contatto e dal supporto del grande pubblico. Ne è dimostrazione “Nowhere Stage”, il format lanciato da Giò e la sua band su “Vevo” che li vede andare alla ricerca di location inedite, urbane, posti abbandonati e dismessi o normalmente non aperti al pubblico, per allestire piccoli live, anche acustici, con ospiti d’eccezione. GIANLUCA PETRELLA Uno dei più talentuosi trombonisti al mondo (ha vinto per due anni consecutivi il celebre “Critics Poll” della rivista Down Beat, nella categoria “artisti emergenti”), Gianluca Petrella (classe 1975) ha iniziato la sua carriera oltre 20 anni fa. Ha collaborato con artisti internazionali – Steve Swallow, Greg Osby, Carla Bley, Steve Coleman, Tom Varner, Michel Godard, Lester Bowie, Sean Bergin, Hamid Drake, Marc Ducret, Roswell Rudd, Lonnie Plaxico, Ray Anderson, Pat Metheny, Oregon, John Abercrombie, Aldo Romano, Steven Bernstein e la Sun Ra Arkestra diretta da Marshall Allen – e con importanti musicisti italiani come Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Giovanni Guidi, solo per citarne alcuni.

È oltremodo attivo anche in territori extra-jazzistici, soprattutto con i vari progetti dedicati all’elettronica e ai relativi lavori discografici collegati come nel caso dei celebrati “9lazy9” (Ninja Tunes) o gli osannati ed ormai storici Matmos; relativamente a questa dimensione, è da sottolineare la pubblicazione del suo primo disco in febbraio 2015, dal titolo “103 Ep” (Electronique.it Records) e le collaborazioni di rilievo con i celebri Ricardo Villalobos e Max Loderbauer – nel progetto “Re: ECM” – e con i dj Nicola Conte e Ralf.

Attualmente, è il leader del nuovissimo quintetto “Cosmic Renaissance” (con Mirco Rubegni, Francesco Ponticelli, Federico Scettri, Simone Padovani); ed opera comunque nel consolidato e acclamato duo con Giovanni Guidi, nel quartetto “Tubolibre” (con Oren Marshall, Gabrio Baldacci e Cristiano Calcagnile); nel quintetto “Il bidone”, l’omaggio a Nino Rota; il progetto in solo “Exp and Tricks”, un vero e proprio viaggio musicale nei cortometraggi dei primi anni del cinema (produzione originale in collaborazione con la Cineteca di Bologna); in duo con Gabrio Baldacci. Da segnalare anche l’intensa collaborazione con Enrico Rava e il nuovo e formidabile quartetto “Brass Bang”, che lo vede protagonista accanto a Paolo Fresu, Steven Bernstein e Marcus Rojas.

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