Giovedì, 29 Luglio 2021
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Eroine che si arruolarono per salvare la Patria: la loro storia in un libro

La nota giornalista e scrittrice brindisina Ritanna Armeni è arrivata venerdì sera in città per presentare il suo ultimo libro, un avvincente racconto

BRINDISI - La nota giornalista e scrittrice brindisina Ritanna Armeni è arrivata venerdì sera in città per presentare il suo ultimo libro, un avvincente racconto dal titolo “Una donna può tutto. 1941: volano le Streghe della notte”  (ed. Ponte alle Grazie). L’interessante incontro letterario è stato organizzato dalla sezione locale del Club per l’Unesco in collaborazione con il Mondadori Bookstore di Brindisi e la direzione del Museo Archeologico “F. Ribezzo”, presso il quale l’autrice ha dialogato con Maria Laura Pacifico, una studentessa del liceo classico “B. Marzolla” di Brindisi, liceo che ha avuto Ritanna Armeni tra i suoi studenti.

Il pubblico della presentazione-9

A dare il saluto di benvenuto al pubblico presente è stata la presidente del Club Unesco Brindisi, Clori Ostillio Palazzo, che ha spiegato come l’incontro di venerdì sera rientri in un progetto che il club porta avanti dal 2016, un percorso di formazione con le scuole per “conseguire alla crescita civile e socio culturale dei giovani”. “Ci siamo confrontati con studenti di diverse scuole della nostra città su argomenti vari, ma sempre legati all’attualità”, afferma la presidente Unesco. “Il nostro primo intento tra tutti è quello di promuovere i dialoghi tra le culture, di trarre tutti i vantaggi possibili dalle diversità, di aumentare il rispetto per i diritti dell’uomo e per tutte le altre forme di espressione”.

“Molti sanno che negli ultimi anni il Museo “Ribezzo” ha inteso svolgere un lavoro particolarmente inclusivo nei confronti delle scuole”, afferma la direttrice del museo, architetto Emilia Mannozzi, “nella convinzione che i musei possono svolgere un ruolo educativo oltre che formativo, proprio perché attraverso la storia del passato si può meglio vivere il presente e, forse, anche programmare il futuro”.

Clori Ostillio Palazzo-2

Il libro di Ritanna Armeni è stato introdotto dalla premessa storica di Franca Amato, che ha ricordato due date importanti: il 1939 e il patto di non aggressione stretto tra Unione Sovietica e la Germania nazista, e il 1941, quando Hitler decise di invadere l’Unione Sovietica.

Il 1941 è l’anno in cui si svolge l’avvincente storia vera raccontata dalla giornalista brindisina nel suo “Una donna può tutto. 1941: volano le Streghe della notte”.  Il libro comincia nel 1941 e finisce nel 1945. Racconta la storia di un gruppo di giovani ragazze sovietiche che nella seconda guerra mondiale si arruola per salvare la patria. Queste eroine, che provenivano da tutte le parti dell’Unione Sovietica, a bordo di piccoli e leggeri aerei di tela e di legno, bombardavano di notte i campi degli eserciti tedeschi vicino Stalingrado e Mosca. Nel suo racconto la giornalista ha raccolto la testimonianza dell’ultima combattente sopravvissuta, Irina Rakobolskaja, la vice comandante del reggimento delle “Streghe della notte”, nome dato dai Tedeschi alle coraggiose eroine.

Ritanna Armeni mentre dialoga con la studentessa Maria Laura Pacifico-2

Obiettivo di queste giovani donne sovietiche era l’emancipazione, la parità con gli uomini. E infatti il loro slogan era “Una donna può tutto”, slogan che da il titolo al volume della Armeni. L’autrice racconta nel corso dell’intervista con la studentessa del liceo classico “Marzolla”, le difficoltà che le giovani donne arruolatesi nell’Armata Rossa incontrarono per farsi accettare dagli uomini dell’esercito e come combatterono quotidianamente su piccoli aerei sprovvisti di strumentazione di bordo, per 1100 notti e complessivi 23.500 voli.

Nel suo libro Ritanna Armeni non racconta la guerra, ma la storia di Irina Rakobolskaja e delle sue compagne, come desiderato dalla stessa sopravvissuta, morta cinque mesi dopo l’ultima intervista. E lo fa ricostruendo il reggimento, con l’amicizia e la solidarietà femminile che lo caratterizzavano. Finita la guerra, le combattenti furono congedate e tutto il materiale riguardante il reggimento delle “Streghe della notte” è conservato nel Museo dell’Armata Rossa. 

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