Scuola San Vito dei Normanni

San Vito dei Normanni, i giovani scrittori di novelle odierne

Si chiama “Il Decameron al tempo del coronavirus” la raccolta di racconti di 17 studenti della seconda B della scuola media Buonsanto del secondo istituto comprensivo

SAN VITO DEI NORMANNI- “E se tutto è un sogno che importa? Mi piace continuare a sognare”: si apre con una frase del celebre scrittore cileno scomparso a causa del Covid-19, Luis Sepulveda, il “Decameron ai tempi del coronavirus” dei ragazzi della seconda B della scuola media Buonsanto dell’Istituto comprensivo di San Vito dei Normanni. Una raccolta di novelle dei giorni nostri in cui i 17 studenti non hanno perso il sorriso e neanche la voglia di sognare.

Perché, con molta probabilità, accanto ai medici e infermieri che hanno lottato in prima linea nell’emergenza sanitaria da Covid-19, l’esercito dei giovanissimi ha dimostrato di essere paziente, di avere tanta buona volontà e spirito di adattamento combattendo con positività e sorrisi il periodo di quarantena forse in modo più rigido rispetto agli adulti. Basti pensare a chi ha dovuto tenersi lontano dai nonni e, a volte, anche dai genitori.

Dunque, come l’allegra brigata di sette ragazze e tre ragazzi che per evitare il contagio della peste nera nel 1348 decide di allontanarsi da Firenze e si rifugia in una villa di campagna, raccontando quotidianamente le loro giornate, così i 17 studenti della seconda B divenendo a turno re o regina, hanno azionato la loro fantasia dando spazio ai sentimenti nero su bianco e affrontando i temi della solitudine, della famiglia, della bellezza, della paura e della libertà.

Le novelle de “Il Decameron ai tempi del coronavirus” sono ambientate nelle case dei giovani studenti che lasciano parlare il cuore, analizzando il mondo intorno a loro e, soprattutto, se stessi a partire dal 25 marzo, dimostrando la voglia di agire, scoprire, conoscere e confrontarsi, anche nelle giornate più grigie.

Le cinque sezioni del Decameron sono introdotte da opere d’arte, reinterpretate dall’abile mano della professoressa di arte, che, usando acquerelli, collage, pennarelli e inchiostro su acqua, aggiunge colore ai variopinti pensieri dei giovani scrittori.

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