Dai semi antichi alle produzioni per la ristorazione, nasce R-etika

Una rete che vede insieme chef, agricoltori ed esperti gastronomici con l'obiettivo di diffondere cultivar recuperate

BRINDISI - Vuole dare valore all'agricoltore e, nello stesso tempo, salvaguardare, promuovere e condividere la biodiversità tutta Pugliese. Con questi obiettivi nasce R-etika, una vera e propria rete che vuole diffondere antiche cultivar e saperi in quanto valore identitario del territorio. Un progetto che vede collaborare Angelo Giordano,consulente e coltivatore dei cosiddeti "semi della disobbedienza", ovveri i semi rigenerativi, Ellis Vighi, chef da oltre un decennio ed oggi a capo di una azienda che distribuisce generi alimentari per il settore della ristorazione, Daniele Verusio, consulente ed esperto del settore agroalimentare e una decina di contadini Salentini. 

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"Sei anni fa Angelo Giordano e Valerio Tanzarella, entrambi di Ceglie Messapica, hanno iniziato a riprodurre le orticole di interesse per la riproduzione del seme - spiega Ellis Vighi - e nel corso degli anni hanno avuto modo di constatare la coltivazione di oltre 1500 varietà orticole e altrettante di pomodori, selezionando quelle di maggiore interesse, caratterizzando le cultivar in quantità sufficienti allo svolgimento del progetto. Nel frattempo, ho tolto il grembiule e la giacca da chef per iniziare questo progetto di divulgazione, non solo di un consumo più consapevole delle materie prime ma anche una sensibilizzazione verso tutti gli operatori del cibo".

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Questa rete etica ha messo insieme, quindi, i semi per la produzione ed i terreni di piccoli contadini per dare loro nuova vita fertile a supporto della ristorazione. Come? Una cultivar viene piantata su ordinazione dello chef, i costi di consulenza e acquisto delle piantine sono sostenute dalla società che garantisce all'agricoltore l'acquisto totale della produzione ancora prima che ci sia. In pratica una produzione su richiesta di una determinata cultivar, nel rispetto della biodiversità, senza utilizzo di nuove tecnologie, con alla base un protocollo agricolo che garantisce e autocertifica la filiera come etica e sostenibile. 

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"Ogni giorno la biodiversità delle nostre colture si va assottigliando - continua Ellis Vighi - nei mercati e sulle nostre tavole compaiono sempre più le produzioni commerciali a scapito delle varietà antiche, che perdendosi portano con loro un'eredità preziosa. R-etika nasce dunque dalla consapevolezza dell'importanza degli ecotipi locali e a difesa di questi. Non siamo semplicemente dei 'collezionisti' nostalgici del passato, ma riteniamo che per salvare davvero questo patrimonio, occorra restituire alle verdure e ai contadini un posto nella nostra vita quotidiana attraverso due azioni fondamentali: nutrirci di quello che coltiviamo e divenire consumatori consapevoli, in grado di esprimere un voto attraverso un’etica scelta. Con R-etika vogliamo creare un sistema più sostenibile dal punto di vista sociale, dove uomo e natura grazie ad un’agricoltura resiliente preservano storie, ortaggi e tradizioni ormai dimenticate". 

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