Energia elettrica dalle onde: sperimentazione nel porto di Brindisi

La startup innovativa Kuma Energy di Genova vuole installare l'impianto alla diga di Punta Riso

BRINDISI – Il porto di Brindisi sede di sperimentazione di un impianto per la produzione di energia elettrica dal moto ondoso, progetto finalizzato alla successiva installazione dell’impianto stesso. Ricade su Brindisi, e precisamente sulla diga di Punta Riso, la scelta di una startup innovativa di Genova, la Kuma Energy Srl, costituita in luglio 2017 da tre soci, ingegneria-infrastrutture-servizi, e ha già ha depositato altri propri brevetti.

La società ha chiesto all’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale una concessione demaniale marittima di un anno, come già detto a Punta Riso, per installarvi un impianto cimoelettrico, “dispositivo dimostrativo propedeutico alla successiva installazione di un impianto per la generazione di energia elettrica dal movimento marino”.

Kuma Energy, che ha sede sociale e operativa a Genova e un’altra sede operativa a Massafra, ha brevettato EcoMar, un sistema cimoelettrico (elettricità dal moto ondoso e dalle maree) di conversione energetica, per garantire a porti ma anche a marina e porticcioli, l’energia elettrica di cui hanno bisogno.

diga punta riso - brindisi-2

EcoMar può essere installato su dighe foranee di ogni dimensione e con ogni tipo di fondale, e "rappresenta una risposta concreta al fabbisogno energetico da fonti rinnovabili, quindi pienamente in linea con le strategie dell’Unione Europea di riduzione dei gas serra, rispondendo anche a requisiti di efficienza oltre che di sostenibilità".

EcoMar è un progetto modulare "con sistema di supervisione, applicativi software e sistema di acquisizione dati per la registrazione di tutte le variabili misurate. Sistemi di comunicazione per il monitoraggio e la conduzione remota degli impianti al fine di ottimizzarne la resa e attivare sistemi di protezione", spiega ancora Kuma Energy sul proprio portale web.

Un sistema 'controllato' dal punto di vista della sicurezza, monitorato da remoto attraverso i più efficaci sistemi di telecontrollo, sistemi di comunicazione dati, la sicurezza informatica delle boe e la comunicazione di queste con la terra ferma per fornitura di dati e manutenzione da remoto.

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Se l’Autorità di Sistema portuale, al termine della sperimentazione e in base ai risultati punterà sui moduli EcoMar, potrebbe raggiungere un buon punto di equilibrio economico per alimentare non solo i propri impianti di illuminazione delle banchine, ma anche nuovi sistemi di fornitura di energia alle navi in sosta alternativi ai generatori di bordo a combustibili fossili.

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