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Un momento della visita in Gravina

Un momento della visita in Gravina

"La Regione valorizzi le nostre gravine, una ricchezza del territorio"

Le Gravine non solo portano ossigeno ai nostri polmoni, ma possono portarlo anche alla nostra economia. La Regione deve far sì che tali tesori che la natura ci ha donato rappresentino il punto di partenza per investimenti concreti

VILLA CASTELLI - “Le Gravine non solo portano ossigeno ai nostri polmoni, ma possono portarlo anche alla nostra economia. La Regione deve far sì che tali tesori che la natura ci ha donato rappresentino il punto di partenza per investimenti concreti nei campi dell’Ambiente, del Turismo e della Cultura”.

Il sindaco di Villa Castelli Vitantonio Caliandro è tornato alla carica sul tema delle Gravine. L’occasione è stata fornita dal convegno organizzato dalla Pro Loco, tenutosi presso l’aula consiliare del Municipio di Villa Castelli ha fatto un po’ il punto della situazione. E ciò grazie anche al fondamentale apporto dato dagli interventi degli esperti presenti. Oltre al presidente ed al vicepresidente della Pro Loco di Villa Castelli, rispettivamente l’arch. Giuseppe Caliandro e la dr.ssa Patrizia Neglia, sono intervenuti il dirigente regionale del Settore Assetto del Territorio, ing. Francesca Pace, ed il dr. Antonio Sigismondi, ornitologo ed esperto naturalista, da anni coinvolto in questioni legate a tali sistemi ambientali.

Dopo un “tour” particolarmente istruttivo effettuato all’interno della stessa Gravina, il sindaco Caliandro ha aperto il dibattito al convegno vero e proprio, ponendo l’accento su come sia stato difficile far rinascere la gravina dopo anni di abbandono ed al senso di frustrazione che riviene oggi dall’impossibilità oggettiva di farla rivivere adeguatamente, essendo ogni iniziativa bloccata da una serie di vincoli (dall’illuminazione all’intervento di manutenzione minima) che di fatto impediscono ogni iniziativa. “Per ogni intervento – ha spiegato Caliandro – occorre chiedere l’autorizzazione. E così la Gravina rimane fuori da ogni possibile forma di utilizzo che ne accresca il valore, ma esposta ai rischi che si possono facilmente immaginare, legati ad un utilizzo improprio, favorito dalla difficoltà nell’effettuare forme di custodia e di controllo adeguate”.

L’ing. Pace ha subito colto “il forte spirito d’identità che la comunità di Villa Castelli ripone nella propria Gravina”, per poi passare ad un Antonio Sigismondi, Francesca Pace, Vitantonio Caliandro-2esame molto concreto della situazione complessiva su tutto il territorio regionale. “Il sindaco Caliandro – ha sottolineato il dirigente regionale – ha fin dall’inizio fortemente voluto l’inserimento della gravina di Villa Castelli all’interno del Parco Terra delle Gravine. Una realtà la cui gestione, dopo varie vicissitudini, è stata affidata alla Provincia di Taranto. Ebbene, a fronte di una realtà che a livello regionale conta diciotto parchi, tra Comunali e Consorziati, quella del Parco Terra delle Gravine è l’unica che fa registrare un risultato fallimentare”.

Di qui la proposta, più o meno esplicita, da parte dell’ing. Pace, affinché il Comune di Villa Castelli faccia riferimento al Piano Paesaggistico regionale approvato nel febbraio 2015, “che individua sì le tutele necessarie alla conservazione di questo patrimonio ambientale, ma allo stesso tempo costruisce uno scenario indispensabile allo sviluppo del territorio. Villa Castelli – ha concluso il responsabile regionale – può dirigersi su questo modello, anche insieme ad altre realtà. Anche perché, da soli, è più difficile gestire tali problematiche”.

In conclusione di convegno, il sindaco Caliandro ha ricordato ai presenti la proposta fatta poco più di un anno fa ai Comuni aderenti al Parco Terra delle Gravine, al fine di promuovere un’azione comune per l’ottenimento, da parte dell’Unesco, del riconoscimento di “bene dell’Umanità” proprio alle gravine pugliesi. Proposta che, se è caduta nel vuoto con le amministrazioni invitate, ha subito suscitato l’interesse del dr. Sigismondi, in quanto esperto dell’ argomento, visto che da anni opera anche a Matera. Una realtà che, con i suoi celeberrimi “Sassi” e la propria Gravina, ha già da tempo ottenuto tale riconoscimento.

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