Nuova centrale termoelettrica: le associazioni scrivono al ministro Costa

Osservazioni su un bando rivolto a ingegneri e architetti under 40 aperto da Enel, per ricevere idee progettuali

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, da parte di un gruppo di associazioni (Centro Turistico Giovanile; Forum Ambiente Salute e sviluppo; Isde Medici per l’Ambiente; Italia Nostra; Legambiente; No al Carbone; Salute Pubblica; Wwf) riguardo al progetto per la realizzazione della nuova centrale termoelettrica Brindisi Sud. 

Il 14 luglio proprio mentre si stava per chiudere la fase di raccolta delle osservazioni sul progetto nuova centrale termoelettrica Brindisi Sud, Enel ha annunciato l’intenzione di aprire un bando, rivolto ad architetti ed ingegneri under 40, per ricevere idee progettuali che “dovrebbero” garantire la sostenibilità ambientale e promuovere economia circolare in detto impianto e nell’area complessivamente occupata dalla società elettrica. Appare francamente sorprendente che Enel collochi questo bando non prima di presentare il progetto da sottoporre a Via o in seguito all’esame della commissione Via Vas e dall’espressione del giudizio di compatibilità ambientale. Le trasmettiamo copia delle articolate e puntuali osservazioni inviate dalle scriventi associazioni affinché risultino chiare le valutazioni negative sul progetto, sul consumo di suolo, sulle emissioni inquinanti e sulle contaminazioni delle matrici ambientali, sugli equivoci relativi al processo di effettiva dismissione dell’impianto esistente e su quello progettato a turbogas (la stessa Enel dice che “potrà” essere realizzata la terza fase a ciclo combinato), sul danno sanitario e sulla Vis.

Non si comprende quale sostenibilità ambientale e ancor più in particolare, di quale economia circolare si parli nel progetto. Dal momento che lo sviluppo di impianti fotovoltaici, di tecniche d’accumulo o quel vero e proprio piano di rigenerazione dell’area predisposto dalle associazioni con scuole medie superiori di Brindisi, non fanno in alcun modo parte del progetto sottoposto a Via
In questa sede ci limitiamo a sottoporre alla Sua attenzione il nuovo metanodotto che creerebbe una nuova frattura territoriale e nuovi danni su corsi d’acqua e falde superficiali, senza neppure prevedere l’utilizzo dell’asse attrezzato esistente; l’accresciuto consumo di suolo e i nuovi rischi idrogeologici legati alla realizzazione di nuove opere a ridosso della fragile falesia; l’accresciuta portata di fumi per singola unità; la scelta di programmare un nuovo impianto alimentato a gas nel mentre Enel chiude impianti     esistenti, con l’evidente obiettivo di intercettare i finanziamenti del capacity market e certamente non di garantire la sicurezza della rete di alta tensione (Terna evidenzia il danno ambientale ed economico connesso alla decisione di bloccare impianti eolici per eccessiva sovrapproduzione).

Come ben sa, gli obiettivi del green new deal europeo ed anche del recovery fund prevedono una “giusta transizione energetica ed ecologica” piani territoriali fondati su efficientamento energetico e fonti rinnovabili e certamente non nuovi impianti alimentati a gas che , come nel caso di quello progettato da Enel per Brindisi produrrebbero non più di 70 posti di lavoro, danni ambientali e sanitari nell’area Sin che attende da anni vere bonifiche (il caso dell’area di Micorosa è emblematico) e su un piano di rigenerazione e un futuro sostenibile che intercetti in primo luogo i fondi europei e di cui Enel può essere parte integrante se puntasse realmente su economia verde e circolare.

Copia di questo documento viene inviata alla commissione Via Vas perché possa valutare quanto sia opportuno un simile bando nella fase di esame del progetto in oggetto e quanto non rischi di essere semplicemente un annuncio propagandistico che non rispetta il lavoro stesso dei componenti della commissione

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