Martedì, 19 Ottobre 2021
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Classifica Smart city index 2016: Brindisi perde 10 posizioni

Brindisi città poco tecnologica o, per meglio dire, poco smart. Non lascia dubbi la Smart city index 2016, la classifica realizzata dalla Ernst &Young, una delle società di revisione più credibili a livello mondiale, con il patrocinio dell'Agenzia per l'Italia digitale, ente pubblico della Presidenza del Consiglio dei ministri

BRINDISI - Brindisi città poco tecnologica o, per meglio dire, poco smart. Non lascia dubbi la Smart city index 2016, la classifica realizzata dalla Ernst &Young, una delle società di revisione più credibili a livello mondiale, con il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia digitale, ente pubblico della Presidenza del Consiglio dei ministri.

La classifica, che aggiorna quella stilata nel 2014, comprende 116 centri urbani italiani e colloca al primo posto Bologna e come fanalino di coda Sanluri, piccolo comune sardo con poco più di 8 mila abitanti, capoluogo della provincia del Medio Campidano. Una posizione deludente, invece, per il capoluogo brindisino, fermo al 76esimo posto, e poco importa se città pugliesi come Foggia (77°), Taranto (80°), Barletta (82°), Andria (88°) e Trani (106°) si collocano alle spalle di Brindisi.Screenshot della classifica dal rapporto Smart city index 2016-2

La nostra città perde ben 10 posizioni rispetto alla precedente classificazione del 2014, ottenendo un punteggio index di 29,2. Punteggio mediocre anche per i restanti capoluoghi pugliesi che precedono Brindisi nella classifica: Bari, con un punteggio di 52,8, è 40esima (20esima nel 2014) e Lecce, con 41,3 di punteggio index, occupa il 52esimo posto nel ranking nazionale, anche per la città salentina un risultato negativo rispetto alla passata classifica, quando era 41esima.

Per lo Smart City Index 2016, che ha l'ambizione di diventare un metro per la pubblica amministrazione, sono stati utilizzati 470 indicatori diversi. Dai servizi, alle app, all'uso di sensori, alle infrastrutture e le reti. Sono sei grandi aree, che comprendono tanto le reti di telecomunicazione, il trasporto, la vivibilità, l’accesso alla pubblica amministrazione. Per la prima volta poi è stata misurata anche la capacità di progettazione, la visione strategica, ovvero l’inserire le varie iniziative in un quadro organico.

La classifica è stata suddivisa in tre fasce, la prima comprende le posizioni dal primo al trentanovesimo, la seconda da quaranta a settantotto e la terza da settantanove a centosedici. Brindisi, con la sua settantaseiesima posizione, non ha raggiunto nessun giudizio da prima fascia; ha ottenuto un giudizio da seconda fascia in tre delle sei grandi aree prese in esame: infrastrutture e reti (reti e dotazioni tecnologiche abilitanti per la costruzione di una città intelligente), sensoristica (raccoglitore di big data della città e gestione delle infrastrutture da remoto), vision e strategia (la redazione di piani strategici e politiche istituzionali in ambito smart city).

Mentre ha ottenuto un giudizio da terza fascia, e quindi completamente negativo, in service delivery platform (elaborazione e valorizzazione dei big data del territorio), applicazione e servizi (applicazioni e servizi a valore aggiunto per i cittadini), smart citizens e vivibilità della città (l’impatto dei servizi smart sulla qualità della vita dei cittadini italiani).

Toccherà alla futura Amministrazione comunale cercare di invertire questo trend negativo, migliorare nel campo delle tecnologie e dell’innovazione è, infatti, vitale per l’economia brindisina. Anche questo sarà un banco di prova importantissimo per chi prenderà il posto della passata Amministrazione.

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