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Riaperta e censita una antica cavità naturale sulla collina ostunese

Il Gruppo Escursionistico Speleologico Ostunese Geos fa sapere che nei giorni sorsi è stato impegnato nell’attività di esplorazione e rilievo della cavità carsica sita in contrada Bagnardi sulle colline della Città Bianca

OSTUNI - Il Gruppo Escursionistico Speleologico Ostunese Geos fa sapere che nei giorni sorsi è stato impegnato nell’attività di esplorazione e rilievo della cavità carsica sita in contrada Bagnardi sulle colline della Città Bianca. All’inizio della scorsa estate su segnalazione del proprietario di un fondo è stata individuata una interessante cavità naturale, situata su un’altura a 269 metri su livello del mare, affacciata sull’affascinante scarpata murgiana, sulla pianura olivetata e dalla quale si può ammirare il centro storico di Ostuni.

Il Gruppo Speleologico Ostunese ha quindi effettuato diversi sopralluoghi per portare alla luce la cavità. Un sito naturale nascosto agli occhi della gente, da molto tempo dimenticato, ma con un passato di intensa frequentazione, come testimoniano i segni antropici che ne hanno parzialmente modificato l’ambiente originario. Nelle giornate di ispezione sono stati raccolti i dati caratteristici della grotta, effettuate le dovute osservazioni e ricerche, realizzate diverse immagini fotografiche documentative ed inoltre è stato completato il rilievo cartografico che riporta la morfologia e l’andamento della grotta.

Il presidente del Geos Francesco Lorusso spiega che si tratta di "una grotta costituita da calcari e calcari dolomitici e più precisamente da calcare di Altamura sovrastato dal calcare di Ostuni-Caranna, nel cui interstrato, probabilmente, durante le fasi dell’innalzamento della piattaforma appula, hanno operato i flussi e la corrosione marina modellando questa cavità. L’ingresso presenta un manufatto in muratura che chiude parzialmente l’ampio ingresso naturale e all’interno sono presenti piccoli scavi di allargamento eseguiti in tempi remoti. Sulla cavità sono attualmente in atto studi di tipo storico che porteranno sicuramente a conoscenze e sviluppi successivi.”

Attualmente Grotta Bagnardi risulta quindi iscritta al Catasto Regionale Pugliese delle Cavità Naturali ed Antropiche al numero PU1811. In questa circostanza il Gruppo Escursionistico Speleologico Ostunese ha anche completato le schede catastali delle Grotte Rissieddi 1 e Rissieddi 2 iscritte rispettivamente al Catasto Regionale  delle Cavità naturali ed antropiche ai numeri PU1779 e PU1780 rettificandone le coordinate geografiche e le esatte quote sul livello del mare.

Il Geos è costantemente impegnato, ormai da circa due anni, nella valorizzazione del territorio carsico e nella tutela degli ambienti naturali del territorio di Ostuni e di tutta la provincia di Brindisi, spesso spingendosi per le sue esplorazioni nella zona del Parco del Cilento in provincia di Salerno. Tra le molteplici attività, che animano gli speleologi del gruppo, particolare importanza riveste il censimento, il rilievo dei dati cartografici e l’inserimento nel catasto delle cavità naturali della Regione Puglia delle cavità scoperte.

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