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Torre Guaceto, al via uno studio sulla pesca oltre i confini dell’Area marina protetta

La raccolta dei dati sull’attività di pesca artigianale in loco si svolgerà attraverso il monitoraggio del pescato con rete a tramaglio e palamito

TORRE GUACETO (Carovigno) - Il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto si prepara a dare il via ad uno studio sulla pesca oltre i confini dell’Area Marina Protetta. Nato nell’ambito della misura: “1.40 - Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili” del Mipaaf, Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il progetto riguarderà un’area marina estesa 5mila ettari. 

Nello specifico, gli studi si svolgeranno all’interno del Sic Torre Guaceto-Macchia San Giovanni esteso a mare 7mila ettari, nel quale sono parzialmente inclusi i 2.200 ettari dell’Amp, andando a coprire l’intera costa di Carovigno e l’area nord di quella di Brindisi.

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La raccolta dei dati sull’attività di pesca artigianale in loco si svolgerà attraverso il monitoraggio del pescato con rete a tramaglio e palamito. Saranno coinvolte negli studi 7 cooperative di pesca, la Emma che raduna gli artigiani autorizzati all’attività a Torre Guaceto e da sempre al fianco del Consorzio di Gestione sul fronte della pesca sostenibile, e quelle di Brindisi, Ostuni e Fasano. 

Gli studi andranno avanti da luglio a settembre. A conclusione di ogni giornata di attività in mare, gli operatori di Torre Guaceto e quelli del parco regionale Dune Costiere con il quale l’ente ha stipulato qualche tempo addietro un protocollo d’intesa per lo svolgimento di azioni coordinate per la tutela dell’ambiente e degli animali, accoglieranno i pescatori presso le marine di approdo. Qui avverrà la suddivisione del pescato per specie e la misurazione delle quantità di prodotto ittico prelevate.

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Poi, alla fine del periodo di studi, tutti i dati raccolti saranno consegnati al Conisma, Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare, che li elaborerà e realizzerà una fotografia dello stato della pesca nell’area oggetto del monitoraggio. 

Lo sforzo degli enti coinvolti nel progetto è propedeutico all’ideazione di un piano di pesca sostenibile che riguardi l’intero Sic Torre Guaceto-Macchia San Giovanni.  L’auspicio è quello di riuscire a tutelare sempre maggiormente il nostro mare, andando anche oltre gli stretti confini dell’Area Marina Protetta. Il lavoro svolto negli ultimi 13 anni, dall’ente gestore di Torre Guaceto con i pescatori della cooperativa Emma ha segnato la via da percorrere per portare avanti l’attività di pesca in un modo realmente sostenibile.  

Tanti i riconoscimenti internazionali ottenuti dal Consorzio per il piano ideato, oggi in fase di applicazione anche nelle altre Amp salentine con il progetto Cap, e dai pescatori che vi hanno aderito, ora è anche presidio Slow Food. Si spera di fare dell’esperienza virtuosa di Torre Guaceto patrimonio di tutti i pescatori della zona.

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