Domenica, 24 Ottobre 2021
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GrItCuzine: workshop presso l’Istituto Alberghiero “Pertini” di Brindisi

“La dimensione narrativa del cibo come strumento di promozione delle tradizioni gastronomiche locali”. E’ questo il tema di un workshop professionale, dedicato agli operatori gastronomici, che si è tenuto presso l’Istituto professionale Alberghiero "Sandro Pertini" di Brindisi. Il tutto, nell’ambito di “GrItCuzine”, un progetto finanziato dall’Unione Europea

BRINDISI - “La dimensione narrativa del cibo come strumento di promozione delle tradizioni gastronomiche locali”. E’ questo il tema di un workshop professionale, dedicato agli operatori gastronomici, che si è tenuto presso l’Istituto professionale Alberghiero "Sandro Pertini" di Brindisi. Il tutto, nell’ambito di “GrItCuzine”, un progetto finanziato dall’Unione Europea il cui obiettivo è quello di mettere in risalto i punti d’incontro delle culture gastronomiche italiane e greche. 

L’evento, organizzato da Sintesi Srl, era diviso in tre sezioni, alle quali hanno preso parte anche studenti e docenti dello stesso Istituto. La prima, coordinata da Madia Semeraro, Area Progettazione CNA Brindisi, ha visto i saluti e l’introduzione del direttore della stessa CNA Sonia Rubini. A seguire, gli interventi di Francesco Ghionda, fiduciario della Condotta SlowFood “Piana degli Ulivi” che ha relazionato su “la rete SlowFood per l’organizzazione di eventi e la fruizione turistica del territorio” e di Filomena Angela Longo, esperta web marketing su “L’esperienza digitale della gastronomia”. 

La seconda sezione dell’evento ha visto lo svolgimento di uno show cooking sui piatti tipici della tradizione pugliese a cura dello chef Francesco Nacci del Ristorante “Botrus” di Ceglie Messapica (che ha preparato due piatti tipici locali: fave e peperoni fritti e grano saraceno al pomodoro e ricotta forte), di Antonella Sardella, biologa ed esperta di cucina greca sui piatti tipici della tradizione greca (che ha preparato Moussaka e Tzatziki) e del Forno “San Lorenzo” – Presidio Slow Food Biscotto cegliese con Tommaso Chirico che ha spiegato ed eseguito la preparazione del “Biscotto cegliese”. A seguire, si è svolta anche la degustazione delle preparazioni. Il tutto è avvenuto davanti ad una platea composta anche da alcune decine di ristoratori dell’intero territorio brindisino, a cui il workshop era destinato. 

La terza ed ultima sezione del workshop è stata dedicata, infine, alla restituzione dei risultati ed alla chiusura dei lavori.

“GrItcuzine – ha affermato nel corso del suo intervento introduttivo il direttore della CNA Sonia Rubini – si pone come obiettivo quello di valorizzare la gastronomia tipica locale attraverso la promozione delle Piccole e Medie Imprese del settore, quale fattore strategico per lo sviluppo del turismo nelle aree transfrontaliere interessate dal progetto stesso, quindi Italia e Grecia. La Cna è partner di tale progetto, nel quale ha creduto molto. Il workshop1-2riscontro è stato positivo e l’incontro odierno – ha concluso – rappresenta non solo un’occasione per fare il punto, ma anche e soprattutto per fare conoscere ‘GrItcuzine’ anche agli studenti ed ai docenti dell’Istituto Alberghiero che operano nel settore della gastronomia a 360 gradi”.

“Il progetto GrItcuzine – ha spiegato Madia Semeraro – che è finanziato dal Programma Operativo Grecia/Italia 2007-2013, ha visto la CNA partner strategico, unico Ente di natura ‘privata’ a rappresentare le imprese del territorio. Finanziato dall’Unione Europea, evidenzia i tratti comuni fra il mondo italiano e quello greco, le ricette ed i prodotti locali come opportunità di dialogo e di scambio che insiste tanto sulle analogie quanto sulle differenze, che rappresentano l’opportunità di arricchire il nostro sapere gastronomico. Un ‘sapere’ che nell’era digitale si è tradotto anche in un portale web (gritcuzine.com) in cui confluiscono i contributi dei partner coinvolti, con l’obiettivo di creare una piattaforma che garantisce una consultazione chiara, puntuale e curiosa del materiale raccolto”.

Nel corso del suo intervento, invece, Francesco Ghionda, fiduciario della Condotta SlowFood “Piana degli Ulivi”, si è soffermato soprattutto sulla ‘biodiversità’. “Un tema caro a SlowFood – ha detto – perché tutelare la biodiversità significa rispettare tutte le diversità: dei territori, dei saperi, delle culture. Significa coltivare tante cose diverse, in piccola scala; produrre meno, dare più valore a ciò che si produce e non sprecare; mangiare soprattutto cibi che arrivano dal nostro territorio o che comunque abbiamo reperito alla minore distanza possibile; significa promuovere un sistema in equilibrio, durevole, sostenibile; significa anche tutelare contadini, pescatori, pastori di piccola scala che conoscono i fragili equilibri della natura e operano in armonia con gli ecosistemi”.

Infine, Filomena Angela Longo si è soffermata sulla nuova tendenza di portare la gastronomia sugli strumenti digitali, ovvero i format televisivi, youtube, blog, social network dedicati. “Il  cibo – ha detto - è da sempre un forte aggregatore di persone e di esperienze. A tavola, infatti, si è portati a parlare più volentieri ed a condividere non solo le pietanze, ma anche le nostre esperienze e le nostre storie. Per questo era inevitabile che, con lo sviluppo delle piattaforme social, si creasse rapidamente uno stretto legame tra le stesse e l’esperienza di condividere in compagnia cibi e bevande. Questo fenomeno – ha detto la Longo – si chiama social eating e comprende piattaforme, siti web, app che permettono di aggregare le persone  grazie alla condivisione di esperienze legate al mondo al cibo. Tra queste, Gnammo.com, Suppershare.com e Tometo.it”.

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