Giovedì, 18 Luglio 2024
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Riscaldamento a pavimento, ecco quali sono i vantaggi e gli svantaggi

In cosa consiste la realizzazione di un impianto radiante, quali sono gli aspetti da valutare prima dell'installazione. Di seguito le indicazioni principali

BRINDISI - Quella a pavimento è una delle tipologie di riscaldamento radiante. E' costituita - essenzialmente - da una serie di tubazioni o resistenze elettriche che diffondono calore dal basso verso l'alto. 

L'impianto può essere - generalmente - di due tipi: a circolazione d'acqua o elettrico. Entrambi i sistemi, ovviamente, utilizzano un generatore di calore, che può essere una caldaia a condensazione o un sistema a biomasse. Talvolta possono essere utilizzate delle fonti rinnovabili come i pannelli solari. 

Come si realizza

Prima di ogni cosa, è opportuno stendere un pannello isolante sul pavimento. Questa scelta è da compiersi per evitare la dispersione del calore. Meglio scegliere un pannello sagomato che garantisca un ancoraggio stabile alle tubazioni. Il suo materiale di realizzazione è - solitamente - il polistirene o, in alternativa, il sughero. 

A tale pannello, però, deve essere associato un foglio in PVC rigido. L'intento è di costituire una superficie robusta e più resistente all'umidità.

Le tubazioni che scorrono a pavimento - in polietilene o rame - possono essere posizionate sia a serpentine, che a chiocciole o con percorso rettilineo. Un massetto le coprirà; l'importante è che la distribuzione sia effettuata in modo uniforme. 

I collettori di distribuzione, invece, sono disposti - di solito - in cassette alloggiate nelle pareti, e rappresentano le valvole regolatrici del flusso di acqua dalla caldaia ai tubi e viceversa. 

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi

Mentre con i termosifoni l’aria calda tende a salire verso l’alto, utilizzando gli impianti radianti il calore si diffonde per irraggiamento e quindi riscalda in maniera più uniforme tutta la stanza.

Con il riscaldamento a pavimento - inoltre - non si alimenta la presenza di acari e muffe. Tra l'altro l'aria non si riscalda ma conserva un tasso di umidità ideale per il benessere corporeo.

Non va sottovalutato il fatto che gli impianti tradizionali funzionano con acqua a temperature elevate, intorno ai 70°C, mentre per quelli radianti sono sufficienti temperature più basse, tra i 30 e i 40°C. Ciò implica un minor consumo energetico e, di conseguenza, anche un risparmio economico.

Tra gli svantaggi, però, è opportuno sottolineare che l’impianto necessita di accensione 24 ore su 24. Il riscaldamento a pavimento presenta, allo stato attuale, ancora dei costi di installazione sensibilmente più elevati rispetto a uno di tipo tradizionale, di circa il 30% superiori.

Uno degli aspetti che maggiormente spaventa, al momento di installare questo tipo di impianto, è la manutenzione. Guasti o malfunzionamenti potrebbero portare alla rimozione del pavimento.

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