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Suoni della Devozione, l'incontro con una appassionata svizzera

La dottoressa Elisabeth Heuberger, che ascoltiamo in questa videointervista realizzata da Roberto Caroppo, collabora per l'allestimento della rassegna "I Suoni della Devozione", racconta il suo incontro del tutto casuale con questa iniziativa

BRINDISI - La dottoressa Elisabeth Heuberger, che ascoltiamo in questa videointervista realizzata da Roberto Caroppo, collabora per l’allestimento della rassegna “I Suoni della Devozione”,  racconta il suo incontro del tutto casuale con questa iniziativa, tuttavia guidato dalla passione per la musica, e introduce il concerto inserito nel programma di quest’anno, che si terrà mercoledì 28 con inizio alle ore 20, nella Chiesa di San Benedetto. Si esibirà il Trio Fassler-Kolbener . Il concerto è organizzato con la collaborazione dell’Ambasciata elvetica in Italia.

Alla riuscita dell’edizione 2016 della rassegna promossa dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Brindisi Ostuni, con la direzione artistica di Roberto Caroppo, hanno contribuito Enel, Ambasciata di Svizzera in Italia, Coel Ascensori Srl, e la Chiesa riformata Tegerfelden, Cantone d'Argovia (Reformierte Kirchgemeinde Tegerfelden, Aargau, Svizzera).

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Il Trio Fässler-Kölbener, è nato nel 2009, anno in cui ha vinto la finale del Festival Interfolk a Interlaken , come migliore formazione giovanile e nel 2010 il predicato “eccezionale” al concorso della musica popolare alpina a Innsbruck . Una lunga formazione musicale nella scuola dell’Appenzell diretta da Albert Graf, professore di Hackbrett , hanno suonato con Nicolas Senn (re del Hackbrett) in “Potzmusig” Televisione svizzera.

I due fratelli Fässler sono cresciuti in un’ ambiente familiare di musicisti, i genitori ed i quattro figli suonano ciascuno uno o due strumenti. Sono attivi in diverse formazioni (col trio Dewiisli con Christa Kölbener, Hackbrett, Adrian Dörig, Accordeon, Nadia Dörig, piano) o come solisti in diverse occasioni, concerti, feste, matrimoni, compleanni. Il loro repertorio comprende oltre alla musica popolare tradizionale del cantone d’Appenzell, anche interpretazioni moderne di samba, jazz, czarde, in tutti i loro concerti indossano il costume tradizionale dell’Appenzell.

L’hackbrett (salterio, dulcimer) è uno strumento affascinante, antichissimo, di un tono trasparente. Le prime rappresentazioni note provengono dalla Persia. In Svizzera è lo strumento tradizionale della musica dell’Appenzell dal XVI secolo. Si dice che ce l’abbiano portato gli zingari. Di forma trapezoidale, con 125 corde (25 cori a 5), viene suonato con finissime bacchette di legno. 

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