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Intervento/ Tutto risolto? Con queste finanze non si va da nessuna parte

Tutto risolto. Sembra superata la bocciatura del collegio dei revisori al precedente conto consuntivo approvato dalla giunta comunale, che poteva condizionare pesantemente i lavori del consiglio del prossimo 30 giugno

BRINDISI - Tutto risolto. Sembra superata la bocciatura del collegio dei revisori al precedente conto consuntivo  approvato dalla giunta comunale, che poteva condizionare pesantemente i lavori del consiglio del prossimo 30 giugno, chiamato a deliberare l’approvazione del rendiconto 2013. Si è passati da un giudizio sfavorevole, ad un giudizio favorevole condizionato dall’espletamento di alcune attività, anche in futuro.

A dir la verità  non si comprendono pienamente le ragioni di questo cambio di rotta da parte del collegio dei revisori, atteso  che  le perplessità, i rilievi, le irregolarità, che ne avevano determinato il giudizio negativo, sono ancora tutte lì. Né possono apparire determinati per la modifica del parere, anche se forse  il collegio dei revisori li considera tali, quei piccoli correttivi messi in atto di fretta e furia, che lasciano pressoché inalterato il quadro di riferimento, la situazione contabile.

In fretta si è deciso di rielaborare il consuntivo, procedendo ad un  riaccertamento parziale dei crediti e dei debiti del comune, provvedendo a cancellare crediti per altri    10 milioni  circa  di euro e debiti  10.7 milioni  circa  di euro,   per ragioni che non è dato sapere,  quasi fosse un fatto interno al comune, da tenere segreto,  e non un fatto che i cittadini devono  conoscere  per controllare l’efficacia e l’efficienza della macchina comunale,  come dispone la legge, che ha valore e deve essere rispettata  anche a Brindisi.

 In questo modo si sono liberate sulla carta risorse per  circa 700 mila euro,  che sono andati ad incrementare l’avanzo di amministrazione portandolo  da 27,7 milioni di euro circa a 28,3 milioni di euro. Risorse, che appaiono in un certo senso virtuali, appollaiate come sono quella montagna di crediti del Comune, che hanno raggiunto la cifra complessiva di 224,6 milioni di euro, dei  quali 71,8 milioni risalenti agli anni anteriori al 2009. Oltre  il  limite della prescrizione quinquennale, che potrebbe  porre più di qualche problema sulla possibilità di poterli effettivamente riscuotere  e che nel frattempo potrebbero essere spesi.

Ma ha anche provveduto ad effettuare una nuova suddivisione  dell’avanzo riducendo la parte non vincolata disponibile a 5 milioni di euro,  rispetto  agli 8,4 milioni  di euro  risultanti  nella precedente delibera bocciata  dal collegio dei revisori. Tutto qui, piccole cose, quasi un contentino. E non poteva essere altrimenti, perché non si poteva certamente modificare la storia economica finanziaria del comune relativa al 2013, che era già stata scritta nella contabilità e nei fatti.

Una storia che racconta la  crisi di liquidità del Comune, che non consente  di programmare scelte di sviluppo e crescita e garantire l’attuale livello di copertura dei servizi a domanda individuale,  la mancanza di incisività nella riscossione dei crediti e nella attività di contenimento delle spese, l’elevato contenzioso giudiziario che può determinare rilevanti passività del comune in caso di soccombenza,   i rilevanti  mancati incassi derivanti dall’utilizzo da parte di terzi dei beni del Comune,  le mancate riscossioni degli  introiti della  discarica e dell’ecotassa.

E ancora,   la mancata completa verifica  dei crediti e debiti del Comune, per evitare  la procedura di riequilibrio finanziario ovvero, al peggio,  il dissesto,  la mancata adozione di misure atte a garantire il tempestivo pagamento delle somme dovute dal Comune  per forniture e  appalti,  la mancata adozione del piano triennale del contenimento delle spese,  l’inefficienza del  sistema di controllo degli organismi partecipati,  la mancata completa attivazione a regime del controllo di gestione, ma anche la necessità di dover  far ricorso ad anticipazioni di cassa.

Sono questi alcuni dei  rilievi e delle preoccupazioni posti nella precedente relazione  dal collegio dei revisori e replicati in questa circostanza. Nondimeno, nonostante il quadro doloroso che emerge in entrambe le relazioni,  è stata  sufficiente la cancellazione di una piccolissima parte dei residui, a  far cambiare opinione. A  trasformare il giudizio da sfavorevole, a favorevole. A condizione, si dice, che si provveda a vincolare la residua parte di avanzo non vincolato di 5 milioni di euro e ad approvare, entro il termine per l’approvazione del bilancio comunale  di previsione del  2014, il  bilancio 2013 della  partecipata Multiservizi, ( ma forse si voleva fare riferimento al 2012) con la definizione delle reciproche posizioni giuridiche, che incidono sulle partite creditorie e debitorie.

Sfugge in verità l’effettiva utilità  di un parere,  che si aggrappa ad un evento futuro incerto, quasi  che la mancata realizzazione di quella condizione, possa avere effetto retroattivo e incidere su un parere, che ha già assolto la sua funzione nell’aula del consiglio comunale. Ma poi, essendo il quadro di riferimento identico, eccezion fatta per la cancellazione suppletiva di un quasi insignificante 5% di  residui esistenti in bilancio, ci si chiede perché quelle condizioni non sono state poste anche in precedenza evitando l’emissione del parere sfavorevole?

In molti c’è il dubbio , che altre considerazioni, altre situazioni abbiano pesato sulla modifica di quel parere. Nondimeno, sarebbe ingeneroso, oltre che scorretto, attribuire tutta la responsabilità a questa amministrazione, che fa i conti con una eredità disastrosa, che ha prodotto in gran parte queste situazioni, che consentono pochi margini di manovra e  che hanno ingessato il bilancio comunale.

Certamente così non si va da nessuna parte, la differenza rispetto al  passato non è significativa, appare invero deludente rispetto alle aspettative. Non si vede ancora quel cambio di passo delle politiche comunali in grado di invertire le  tendenze negative in atto e favorire un clima di ricrescita di fiducia e di speranza tra i cittadini.

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