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Intervento/ Troppi enti sul territorio, Comune limitato nei poteri

Da diversi anni oramai ognuno di noi, ai vari livelli, è costretto a lottare quotidianamente con le pessime condizioni economiche in cui versa il nostro Paese, in questa situazione di grave crisi e malessere generale non è affatto facile amministrare

Da diversi anni oramai ognuno di noi, ai vari livelli, è costretto a lottare quotidianamente con le pessime condizioni economiche in cui versa il nostro Paese, in questa situazione di grave crisi e malessere generale non è affatto facile amministrare, soprattutto se si tratta di amministrazione pubblica. Per ogni amministratore lavorare in queste condizioni di profondo disagio sociale senza avere la minima possibilità di intravedere all'orizzonte il più piccolo spiraglio di riuscita e di benessere non è per niente semplice né appagante.

Passando dal generale allo specifico, ed in particolar modo, soffermandoci al senso lato del termine  amministrare, indubbiamente diventa ancora più complesso quando ci si trova di fronte ad un territorio così frastagliato, dal punto di vista delle competenze, come quello della Città di Brindisi, in cui insistono diversi enti riconosciuti, seppur ognuno con una sua rilevanza specifica, che vanno ad influire sulle decisioni di un sindaco e di un’intera amministrazione.       

Infatti, partendo dall'Autorità Portuale, passando per il Demanio Marittimo Militare e finendo al Consorzio Asi, ognuno di essi prende parte ed è influente sulle decisioni che il sindaco ritiene necessarie per il bene della comunità. Sicuramente un modo utile per uscire da questa situazione di stallo economico è puntare sull’incentivazione all’imprenditoria locale, o, persino, lavorare al fine di attrarre nuovi investimenti ed investitori che possano portare linfa vitale alla città, risollevandola e rendendola competitiva rispetto ad altre forti presenze territoriali.

Per ottenere dei risultati concreti e nel più breve tempo possibile si potrebbero, innanzitutto, offrire dei particolari vantaggi a chi investe nel nostro territorio. A tal proposito ritengo sarebbe necessario rivedere in ribasso le aliquote comunali relative alla tassazione dei capannoni industriali, essendo quelle del Comune di Brindisi massimali nonché tra le più alte d'Italia; altro incentivo, inoltre, potrebbe essere rappresentato dallofferta di maggiori servizi.

Per questo, si dovrebbe effettuare un restyling della zona industriale sia per migliorarne l’immagine che per garantire la sicurezza; a riguardo, infatti, si può notare facilmente come la precitata zona manchi di illuminazione, pulizia, manutenzione delle strade e delle aree verdi, videosorveglianza e cartellonistica stradale. Per tutto quanto sopra esposto si può ben capire che nel giuoco delle competenze a farci le spese sono gli imprenditori ed i lavoratori.

Un’amministrazione comunale nel pieno potere decisionale di ogni parte del proprio territorio avrebbe certamente la possibilità di incidere maggiormente nella risoluzione dei problemi e nella gestione di essi, senza lungaggini dovute alla compartecipazione di più soggetti. Per raggiungere questo obiettivo bisognerà lavorare nel senso indicato, rimane dunque a noi amministratori comunali il compito di fare quanto è nelle nostre competenze.

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