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Comune di Brindisi, moderati in affanno: chiesto il rinvio del Consiglio

Istanza dei Democratici per far slittare il monotematico sul porto da domani a venerdì: alla fine resta confermata la convocazione per mercoledì. Assenti Impegno sociale e Cor. Bocciano la richiesta di moratoria Pd, lista Marino, Udc, Area popolare, Rinasce Brindisi

BRINDISI – Da sinistra, quella del Pd & co, a destra con Fi, arriva la pioggia di “no” alla richiesta di moratoria per il porto di Brindisi. Bocciatura netta della proposta che la maggioranza dei moderati, politica e non numerica, voleva presentare domani in Consiglio comunale, in apertura della seduta monotematica sulla riforma del Ministro Graziano Delrio. Ma proprio perché il gruppo di centro è rimasto a corto di numeri, i Democratici hanno chiesto il rinvio di almeno 48 ore, da mercoledì a venerdì nella speranza di ricucire con i Cor che ieri hanno rotto con la sindaca, colpevole di non dialogare se non con i “centristi”.

Il giuramento di Angela Carluccio-3La giornata politico-amministrativa a Palazzo di città è iniziata presto, questa mattina (martedì 5 settembre), e in maniera scoppiettante, così come era terminata quella di ieri. Crisi nera - sembra - nella coalizione di governo con la prima cittadina, Angela Carluccio, costretta a fare i conti con quel che sembra un addio da parte dei Conservatori e riformisti dopo la sfuriata di Raffaele De Maria, stanco di far domande sulle scelte del Comune e di non ottenere risposte. Esattamente quello che sin dall’inizio ha sostenuto Carmelo Palazzo per Impegno Sociale. Tanto che De Maria, in nome e per conto del suo gruppo, ha espresso il dubbio che in realtà il sindaco di Brindisi sia un altro. O meglio, che ci sia una sorta di primo cittadino occulto. Per lo meno così è stata interpretata una dichiarazione del consigliere comunale che ha minacciato di passare all’opposizione dopo aver detto che i Cor sono pronti a lasciare la Giunta.

Stamattina De Maria non si è presentato alla conferenza dei capigruppo. Assente anche Palazzo. Risultato: allo stato la sindaca ha sei consiglieri in meno, il che significa che da 21 si è passati a 15. In più ci sono le assenze per impegni di lavoro, come quella che sarebbe stata annunciata da Luciano Loiacono dei Democratici, il quale ieri sera ha chiesto alla sindaca una verifica politica e in sede di conferenza dei capigruppo ha avanzato istanza per un rinvio del Consiglio a venerdì. Basteranno 48 ore per ottenere un ripensamento dei Cor? C’è chi è pronto a scommettere di no. I fatti daranno risposte certe, al netto di supposizioni.

Certo è al momento solo il voto delle opposizioni rispetto all’ordine del giorno sulla moratoria, risultato della riunione dei portavoce dei partiti e delle liste di opposizione, prima della conferenza dei capigruppo: dal confronto facci a faccia si è scoperto che se è vero che le minoranze sono piuttosto diverse quanto a provenienza ed esperienza a Palazzo di città, è anche vero che guardando al futuro dello scalo portuale e dell’Authority c’è sintonia. C’è la stessa visione: quella che ha portato a ritenere necessario mettere la parola fine all’ipotesi di moratoria per 36 mesi, per seguire la rotta tracciata nel decreto che vede il porto di Brindisi inserito nel sistema dell’Adriatico Meridionale assieme a Bari, Monopoli e Manfredonia.

Sono di questo avviso i consiglieri comunali del Partito democratico, quelli della lista di Nando Marino, di Area Popolare, dell’Udc e di Forza Italia. L’arco del centrosinistra che sosteneva la candidatura a sindaco di Marino si è ricomposto dopo la smagliatura conseguenza del primo Consiglio comunale legata alla composizione della commissione elettorale.

Il no alla moratoria arriverà anche dal Movimento 5 Stelle, con Stefano Alparone ed Elena Giglio, nel caso in cui la sindaca Angela Carluccio e i suoi, vale a dire i centristi, dovessero insistere nel sostenere la necessità di un accorpamento con Taranto, direzione opposta rispetto a quanto tracciato dal Governo. Perché non è chiaro per quale motivo la coalizione vuole trattare con il capoluogo ionico. Punto più volte sottolineato da Mauro D’Attis e Antonio Elefante.

L’unico sì è arrivato da Riccardo Rossi per Brindisi Smart: per l’ex candidato sindaco è necessario puntare sulla moratoria per progettare il futuro dello scalo portuale.

Riccardo RossiLa discussione in sede di conferenza di capigruppo è andata avanti per un paio d'ore, arrivando a due conclusioni: la conferma della convocazione del monotematico per domani mattina, mercoledì, alle 9, e la richiesta di moratoria di 36 mesi in vista di un'autorità unica di sistema. Mentre resta la crisi interna alla coalizione di governo dopo la presa di posizione dei Cor, argomento che però non è stato affrontato.

"Non ha senso spacchettare le autorità portuali pugliesi e continuare a parlare di accorpamento con Bari o con Taranto", spiega Rossi che nel corso della riunione ha snoccialto numeri sui traffici portuali. "E' necessario rivendicare un soggetto unico ed è arrivato il momento che il governatore Michele Emiliano si assuma la responsabilità politica di una iniziativa di questo tipo, oggetto dell'ordine del giorno che sarà presentato domani in Assise". Ma il Pd di Brindisi resta scettico rispetto alla moratoria, essendo stato già tracciato un percorso con il decreto.

Di seguito la nota di Mauro D'Attis per Forza Italia: "Come preannunciato era necessario avere il risultato della riunione dei capigruppo per valutare la posizione di Forza Italia. Il testo, modificato dopo che le nostre osservazioni sono state sostenute anche da altri, contiene il chiaro riferimento alla Autorità di Sistema Portuale unica per tutti i porti pugliesi come unico obiettivo della conseguente azione della Sindaca di Brindisi". 

"Tale soluzione, e solo questa, risulta accettabile per giustificare una azione sull’esito della quale, comunque, abbiamo espresso da sempre le perplessità di chi considera la partita giocata su Brindisi un vero e proprio scippo organizzato dai livelli politici e istituzionali regionali e nazionali.In sostanza quello che si chiederà è più una modifica della legge che non la semplice (e mortificante) possibilità di scegliere con chi accorparsi. Nulla di diverso rispetto a quanto da noi sostenuto in questi anni passati”.

articolo aggiornato alle 13,20

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