menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Cerano non chiude e non inquina, e non sarà riconvertita a gas"

Audizione Enel in Commissione ambiente del consiglio regionale. "Brindisi meno inquinata di altre città": e Francesco Ventola (Direzione Italia - Ncl) attacca il M5S ed Emiliano

BRINDISI - Dichiarazioni destinate a suscitare polemiche, e non solo a Brindisi, quelle del coordinatore e consigliere regionale di Direzione Italia - Noi con l’Italia, Francesco Ventola, sull'esito dell’audizione in Commissione ambiente a Bari dei dirigenti Enel della Centrale di Cerano. "Due bluff svelati in un sol colpo: quello del Movimento 5 Stelle, che chiede la chiusura della Centrale di Cerano perché considerata pericolosa per la salute dei brindisini, e quello del presidente Emiliano, che parla di decarbonizzazione con la stampa  ma non con l’Enel", ha detto Ventola.

"I dirigenti Enel, quest’oggi in commissione per un’audizione espressamente chiesta dai colleghi grillini, hanno smontato una per una le 'tesi-copia e incolla' nefaste che vengono propinate ai giornali per cui ci sarebbe rischio più alto di mortalità e di contagio malattie nel Brindisino", afferma Ventola. E cita lo studio del professor Leonardo Palombi del Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell'Università di Tor Vergata, prodotto dall'Enel in  commissione, che "ha dimostrato che non solo questo non è vero, ma che per le malattie cardiovascolari ci sono provincie pugliesi più a rischio pur non avendo una centrale al carbone".

Francesco Ventola-2"Così come la durata media della vita è in Puglia (fatta eccezione per provincia di Taranto) più alta di quella nazionale. Insomma, prosegue il coordinatore di Dit-Ncl (nella foto a destra), i valori di inquinamento di Brindisi "sono fra i più bassi d’Italia fra le città industrializzate. E quindi il M5S la smetta di gridare al lupo al lupo solo per conquistare titoli di giornali e creare un’allarme nei confronti di una società, che come è stato ribadito quest’oggi in commissione, pur non richiesto,  ha investito ingenti risorse per l'ambientalizzazione. Fosse stato così in altre zone della Puglia forse saremmo in condizioni diverse".

Ventola allarga la questione dell'impatto ambientale della centrale a carbone di Cerano ai comportamenti presunti del governatore della Puglia: "Un capitolo a parte andrebbe dedicato al nostro presidente Emiliano che da Bari a Parigi, passando da Roma, va in lungo e in largo a sbandierare il suo progetto di decarbonizzazione di Cerano e Ilva, ma non ne discute mai in modo concreto e istituzionale con i soggetti che sono deputati".

"Oggi i dirigenti Enel hanno ribadito non solo che la centrale non chiude – se accadesse sarebbe a rischio la sicurezza  dell’intero sistema energetico, è stato detto – ma che allo stato attuale non è prevista nessuna riconversione da carbone a gas. Di fronte a queste affermazioni  - conclude Francesco Ventola - pensare che Emiliano propone di trasferire l’approdo Tap a Brindisi per trasformare la centrale a gas non so se fa ridere per la boutade o piangere per la presa in giro".

Recentemente è stato presentato, e sarà ancora approfondito in un incontro venerdì 12 gennaio alle 18 a Palazzo Nervegna, il dossier sulla salute delle popolazioni dei sette comuni capoluogo incluso che ricadono nella zona di impatto ambientale degli insediamenti industriali di Brindisi, frutto di un lavoro scientifico commissionato dall'Agenzia regionale della Sanità (Ares Puglia) e dalla Asl di Brindisi. I dati dicono ben altro rispetto alle affermazioni di Ventola: una esposizione oltre i limiti vi è stata e il prezzo è evidente. Poi sono arrivate le ambientalizzazioni.

E va anche considerato, rispetto alle prospettive della centrale di Cerano (che non è l'unico impianto a rischio dell'area), l'impegno assunto anche dall'Italia a Parigi per superare l'utilizzo del carbone. Un problema che non si risolve con l'utilizzo di un'altra fonte fossile, considerando che la crisi del settore energetico riguarda anche gli impianti a gas. Il sistema-carbone a Brindisi è dunque una questione complessa sia dal punto di vista industriale ed energetico (forti riflessi occupazionali e di fatturato anche sul porto), che ambientale e sanitario. Che non può essere liquidato.

Il presidente della Commissione ambiente

“Vigilare costantemente sugli impegni e gli investimenti in materia di sostenibilità ambientale ed economica annunciati dall’Enel per i prossimi anni per la centrale di Cerano: affinchè siano effettivi, rispettino i tempi e non si fermino alla dichiarata essenzialità dell’impianto brindisino per la produzione e la sicurezza del sistema elettrico nazionale. Questo deve essere il compito delle istituzioni, ognuno per la propria parte”. Così il presidente della Commissione ambiente del consiglio regionale, Mauro Vizzino, commenta l’audizione dei dirigenti di Enel nel corso del proficuo confronto con l’organismo consiliare.

“Saranno fondamentali – afferma Vizzino – dei concreti investimenti ristrutturali per dare una reale speranza di un futuro diverso al territorio brindisino così duramente colpito dall’inquinamento industriale con danni anche alla salute”. Per il presidente della Commissione Ambiente, inoltre,   “l’auspicio è che la scelta annunciata da Enel di voler investire nelle fonti rinnovabili sia reale e immediata, a conferma della bontà delle scelte fatte in questi anni dal governo regionale”. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Lutto per l'arcivescovo Satriano, è deceduta la mamma Giovanna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento