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La mappa di tutte le valutazioni fatte dal consorzio Tap prima di optare per il punto di ingresso a San Foca

La mappa di tutte le valutazioni fatte dal consorzio Tap prima di optare per il punto di ingresso a San Foca

"Emiliano fuori tempo e fuori luogo. Ok il sindaco di Squinzano"

Un consistente gruppo di sindaci delle aree interessate al punto d’approdo del condotto Tap si sta fronteggiando, con poliziotti in tenuta antisommossa, nelle campagne di Melendugno. Vittime già conclamate, una decina di alberi di ulivo e qualche manifestante con qualche bernoccolo

Un consistente gruppo di sindaci delle aree interessate al punto d’approdo del condotto Tap si sta fronteggiando, con poliziotti in tenuta antisommossa, nelle campagne di Melendugno. Vittime già conclamate, una decina di alberi di ulivo e qualche manifestante con qualche bernoccolo prodotto dalle cariche della Polizia di Stato. Credo che la vicenda Tap stia mettendo a nudo sia l’assoluta mancanza di peso politico del presidente della Regione Puglia, Emiliano, quello dei nostri territori, l’inconsistenza dei nostri rappresentanti politici in Regione ed in Parlamento, sia quelli di maggioranza che di opposizione.

La motivazione principale che il presidente Michele Emiliano ha addotto per motivare la proposta di spostamento da Melendugno a Squinzano dell’approdo di arrivo in Puglia della Tap, è questione per cui chiedere le sue dimissioni. Dire che è preferibile la salvaguardia delle spiagge di Melendugno ed indicare il territorio di Squinzano per l’approdo Tap in Puglia perché “territorio già compromesso”, per via dei danni provocati al territorio dalla centrale a carbone di Cerano, è inaccettabile.

È noto dei danni subiti direttamente dai terreni circostanti la centrale di Cerano, per buona parte non più coltivabili, sia di quelli, ancora più gravi, alla salute pubblica con l’aumento delle percentuali di morti dovute a malattie tumorali in buona parte del territorio a sud di Brindisi. Addurre tale motivazione è sul piano politico oltraggiosa, arrogante, stupida ed irresponsabile. Non so se per averla pronunciata il presidente della Regione Puglia non possa avere anche risvolti da responsabilità penale.

La posizione del presidente Emiliano mi riporta alla mente il vecchio detto brindisino “a casa bruciata mittici fueco” ed il presidente, per i suoi trascorsi brindisini ne dovrebbe comprendere a pieno il significato. Se lo stato dell’arte è questo, confronto Polizia e manifestanti, il lavoro ed il ruolo svolto dalla Regione sulla questione è stato inefficace ed irrilevante. Prima, tra tutte le colpe, non essere stata protagonista di una mediazione tra Stato, Tap e popolazioni.

Le popolazioni salentine delle aree interessate all’arrivo del gasdotto, non sono state coinvolte in maniera organica e soprattutto non hanno avuto modo di essere parte di una decisione. I loro sindaci, in prima fila oggi a contestare la scelta di Melendugno, a ribadire la loro scelta ecologista ed a sottolineare la quasi esclusiva vocazione turistica dei loro territori. Non credono di essere in netto ritardo nel prendere posizione? Non credono che le questioni siano andate ben oltre il limite di tempo consentito?  

Quei sindaci sono lì con tanto di fascia tricolore solo perché presi in contropiede dai propri cittadini che li hanno chiamati alle loro responsabilità. E comunque la politica del “fai ciò che vuoi purché tu lo faccia ad almeno sette passi dal mio di dietro” non è politica che paga. Non è “politically correct”  

Credo che la posizione più giusta sia quella del Sindaco di Squinzano che, facendo riferimento ad una delibera consiliare del 2013 di quel Comune, che, mi sembra confermi, pone e ricordi le condizioni per l’approdo sulle spiagge di quel Comune. Questa scelta, credo, possa consentire di trovare quella che si chiama la “quadratura del cerchio”. Il basso Salento lascerebbe intatte le sue spiagge ed il suo turismo, verrebbero salvati qualche centinaio di ulivi che, sicuramente, sono tanto belli quanto quelli di Squinzano.

Quelle condizioni poste dal Comune di Squinzano, trasformazione della centrale di Cerano da carbone a gas, l’eliminazione del nastro trasportatore e bonifica dei depositi del carbone, sono condizioni imprescindibili e non contrattabili. Per come la penso, a tali condizioni va aggiunta la proposta di una conferenza programmatica con la Regione su Brindisi riguardante porto, aeroporto e politiche industriali, sviluppo agricolo. Occorre capire se la Regione Puglia è baricentrica o se parte da Chieuti-Serracapriola per finire a Santa Maria di Leuca.

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