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Alfano a Brindisi per presentare il suo libro sul Daesh

Il ministro Angelino Alfano a Brindisi per presentare il suo ultimo libro "Chi ha paura non è libero - La nostra guerra contro il terrore", una raccolta di ricordi personali e pensieri sulla piaga del terrorismo internazionale e sulle possibili soluzioni per contrastarlo

BRINDISI - Il ministro Angelino Alfano a Brindisi per presentare il suo ultimo libro “Chi ha paura non è libero - La nostra guerra contro il terrore”, una raccolta di ricordi personali e pensieri sulla piaga del terrorismo internazionale e sulle possibili soluzioni; fenomeno, quello della lotta al terrorismo, che ha visto il parlamentare siciliano, grazie al ruolo istituzionale ricoperto, in prima linea.

Una presentazione che ha avuto luogo presso il salone di rappresentanza della Provincia, alla presenza di un nutrito parterre composto da autorità, ammiratori e semplici curiosi. Il Ministro degli Interni, ruolo ricoperto nei governi Letta e Renzi, è stato introdotto dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e dal rettore dell’Università di Bari, professor Antonio Felice Uricchio; il dibattito, moderato dal caporedattore della redazione brindisina de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Vincenzo Sparviero, ha registrato inoltre un intervento del senatore Massimo Cassano.

“Brindisi ha dimostrato di essere una città capace di affrontare le prove che le si parano davanti” ha dichiarato il presidente Emiliano in un breve intervento; e dopo l'introduzione di Sparviero, che facendo da apripista al discorso del ministro Alfano ha sottolineato come “il terrorismo può essere, per certi versi, accostato all’azione di uno stalker che, con i suoi atteggiamenti, costringe la vittima, perseguitandola, a compromettere lo svolgimento della normale vita quotidiana. Così il terrorismo cerca di pregiudicare la vita di tutti noi”, è la volta del presidente del Nuovo Centro Destra, movimento politico nato nel novembre 2013 da una scissione dell’ormai defunto Popolo della Libertà.

Alfano Brindisi 2-2-2“Credo nella provvidenza, a me è capitato il privilegio di ricoprire la carica di ministro in questo periodo storico - questo l’incipit del discorso di Alfano - un periodo segnato da due grandi eventi: la più grande crisi di profughi che l’Europa abbia dovuto affrontare e, appunto, il terrorismo internazionale”. Alfano spiega come, fino ad oggi, l’Italia sia stato uno dei pochi paesi sicuri e del lavoro svolto dal proprio dicastero, un lavoro di prevenzione, invisibile, ma fondamentale, “ecco perché mi devo fare i complimenti” conclude con un filo d’ironia.

“Chi dei presenti non ricorda esattamente il momento in cui ha saputo degli attentati dell’undici settembre 2001, quando le torri gemelle vennero rase al suolo da un attacco terroristico?”, chiede il ministro alla platea, un punto di partenza per un excursus che dalle sopracitate torri del World Trade Center arriva ai giorni nostri, elencando tutte le tappe, le cicatrici globali inferte dal terrorismo, di un fenomeno che non accenna a fermarsi: Madrid, Londra, Susa (Tunisia), Parigi, Bruxelles. 

Un terrorismo che ha preso volti e organizzazioni diverse, da Al Qaeda all’Isis, ma che ha avuto come obiettivo il capovolgimento del nostro stile di vita. “È uno dei motivi che mi ha spinto ha scrivere questo libro - ha spiegato la massima autorità nazionale per la pubblica sicurezza - essere testimone di come il germe della paura si stesse insinuando nelle nostre vite mi ha portato a scrivere “Chi non ha paura non è libero”. Un libro che raccoglie la mia esperienza su un fenomeno che interessa tutti noi”.

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