"Ingiusta applicazione della Tari a cittadini virtuosi e fasce deboli"

Liberi e Uguali contesta l'aggravamento della tassa, che penalizza poveri e chi differenzia di più. Cosa si fa altrove

Il commissario straordinario Santi Giuffré

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una nota di Vincenzo Albano, di Liberi e Uguali, a proposito dei parametri di tassazione adottati dalla gestione commissariale del Comune di Brindisi, soprattutto a proposito di calcolo della Tari e di esenzioni delle fasce deboli.

Brutte  notizie sul fronte della tassazione relativa alla raccolta  e smaltimento dei rifiuti.  La stangata,  che sta soffocando le famiglie e le attività commerciali e professionali, continua. Per decisione del commissario non diminuisce niente. Rimaniamo ancorati ad una  tassazione  che, oltre ad essere  esosa,  è ingiusta. L'illusione di una riduzione evocata dalla sub commissaria  nel corso dell'intervista dello scorso mese di settembre, si è dissolta, provocando l'amarezza di chi ingenuamente ci aveva creduto, pensando che fosse diverso dalla solita pappina, che viene propinata da anni  a piene mani dalla politica nostrana.

“Quindi  i brindisini pagheranno meno Tari? “. “Certo, se continuiamo così”, fu la risposta. Oltre che continuare, i brindisini hanno raddoppiato, facendo risalire la percentuale di differenziata da quel 27 % annunciato dalla sub commissaria,  al 54% di dicembre. Ma, ancora una volta,   non si è  voluto  cogliere la sfida proposta dalla crisi devastante, che sta sgretolando la vita di molte famiglie, mancando di attivare  forme di flessibilità della pressione tributaria locale attraverso un sistema di esenzioni e riduzioni tariffarie a favore di quelli, che vivono in una condizione di grave disagio economico, che  pure la  legge di stabilità 147/2013 consentiva di fare.

Che non può limitarsi come hanno fatto nel passato applicandola solo ed esclusivamente alle famiglie con reddito Isee limitato a 2000 euro, come se coloro che raggiungono 3000, 4000, 5000 euro l'anno non siano immersi nel bisogno o che non ci siano altre situazioni degne di attenzione e di solidarietà. Su questo terreno si doveva misurare la capacità  della classe dirigente di questa  città, quella di prima e quella di adesso, di  essere all’altezza del compito che  è stato ad essa  affidato. Invece, non ha saputo fare niente di meglio  che ignorare, ancora una volta, chi si trova in una grave condizione economica e sociale, o addirittura al di sotto della soglia di povertà, che non ha risorse, che si ritrova senza lavoro, lasciandolo  solo con se stesso e con il proprio dramma familiare.

Sarebbe bastato poco, stare vicini ai bisogni dei cittadini,  fare almeno come hanno fatto in molte altre città italiane e pugliesi, come Bari, che hanno  deliberato  l’esenzione per i nuclei familiari con reddito  Isee inferiore a 5.500,00 euro,  per nuclei familiari in cui composti esclusivamente da ultra ottantenni con reddito Isee non superiore a 10.000,00 euro,  per quelli in cui sia presente un disabile al 100%. Ma anche sconti  per i nuclei familiari con reddito Iseeal di sotto di 7.500,00 euro, per quei nuclei familiari con più di sei componenti con reddito Isee inferiore a 10.000 euro,  recuperando le risorse necessarie dal bilancio generale del Comune.

Purtroppo è  stato completamente fallito l’obiettivo del nuovo sistema di tassazione (Tari) che  era quello di superare l’ingiustizia di una tariffa costruita sulla  base del  solo parametro della superficie dell’immobile  o anche del tipo di attività non domestica esercitata, sostituendola con altra che tenesse conto della reale produzione di rifiuti del singolo contribuente, in applicazione del principio che chi più inquina, più paga. Ovvero  far  pagare di più chi realmente produce più rifiuti indifferenziati. Un principio che può  essere applicato in modo corretto solo se si è in grado di  poter determinare il peso dei  rifiuti prodotti da ciascuno.

Diversamente  si corre  il rischio di sostituire  una ingiustizia,  con un’altra ingiustizia, di tradire  lo spirito che ha  animato il legislatore a disporre la modifica.  Infatti è  accaduto che il Comune di Brindisi, non creando alcun  sistema  per la pesatura dei rifiuti, ha fatto ricorso a calcoli puramente teorici di conferimento presunto, utilizzando i coefficienti contenuti nel DPR 158/99, i cui risultati appaiono quantomeno deludenti, anche  perché, ragionando  per aggregati, fallisce il riscontro puntuale di  quanto accade in realtà. Come invece  dovrebbe esserci e come è stato realizzato altrove, attraverso l'applicazione della “ tariffa puntuale” in cui ciascuno pagava in proporzione ai rifiuti indifferenziati realmente prodotti.

Invece  le  tariffe relative alle utenze domestiche attualmente in vigore, hanno uniformato  alla stessa tassazione  tutti i nuclei familiari, che hanno la stessa composizione e che dimorano in appartamenti di uguale superficie, facendo pagare lo stesso importo. Penalizzando, di fatto, il cittadino  virtuoso, equiparandolo   a quello negligente, che non  si impegna a differenziare i rifiuti. E  per questo potrebbe sentirsi demotivato a proseguire nel suo comportamento virtuoso. Ma anche dare respiro alle attività commerciali e professionali, artigianali, riportando le tariffe a livelli umani, come avviene in altre città, eliminando gli sprechi,   i  privilegi che nelle intenzioni del capitolato del 2011 dovevano terminare  entro 90 giorni.

Purtroppo cambiano i suonatori, ma la musica rimane la stessa. Una situazione scoraggiante, che serve ad allontanare la gente,  ad incrementare il clima di sfiducia  nelle istituzioni ed amministratori di questa città. Come  sta avvenendo da anni e che diventa sempre più difficile recuperare senza un drastico cambio di rotta e di uomini. Noi di Liberi ed uguali vogliamo farlo, avendo come riferimento i bisogni  dei cittadini e le loro esigenze.

Vincenzo Albano

Liberi Uguali

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