Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

"Addetto stampa di Tap? E allora fuori dal Pd". Emiliano crea un caso

Se si considera che l'accesso alle liste del candidato presidente del centrosinistra alla Regione Puglia non sembra affatto a maglie strette, e se si considera quali alleanze ha stretto il Pd in alcuni territori, diventa ancora più sconcertante ed incomprensibile il caso del giornalista Luigi Quaranta, che ha lavorato a lungo per L'Unità e poi per il Corriere del Mezzogiorno, oggi addetto stampa del consorzio Tap in Puglia

Se si considera che l’accesso alle liste del candidato presidente del centrosinistra alla Regione Puglia non sembra affatto a maglie strette, e se si considera quali alleanze ha stretto il Pd in alcuni territori, diventa ancora più sconcertante ed incomprensibile il caso del giornalista Luigi Quaranta, che ha lavorato a lungo per L’Unità e poi per il Corriere del Mezzogiorno, oggi addetto stampa del consorzio Tap in Puglia. Un dipendente di una azienda privata, quindi, non uno sponsor, non un dirigente della stessa. E se anche lo fosse, dove sono le violazioni statutarie che ne impedirebbero lo status anche di iscritto al Partito democratico?

Invece Michele Emiliano applica d’imperio l’ostracismo nei confronti di Quaranta, che ha appreso i fatti da Twitter. “Apprendo da alcuni tweet di Michele Emiliano di non fare più parte del Partito Democratico e che comunque ne dovrei essere allontanato in ragione del mio rapporto di lavoro con la TAP. Secondo Emiliano – scrive oggi Quaranta in una nota inviata ai giornali - ci sarebbe dunque incompatibilità tra la adesione (non l’esercizio di funzioni dirigenti) a un partito e il lavoro in un’azienda privata (al momento, però, solo in TAP: non risultano né tweet né più formali prese di posizione nei confronti dei tanti iscritti al Pd che lavorano in aziende private, anche in rapporto di affari con gli enti pubblici e perfino quando questi rapporti non sono propriamente specchiati)”.

Che Luigi Quaranta abbia pienamente ragione è lampante. Forse c’è troppa preoccupazione elettorale pe il Pd nel Leccese, dove è scoppiata da tempo la rivolta in alcuni comuni contro l’approdo del gasdotto sottomarino sulla costa a sud-est di San Foca, temendone un impatto negativo sul turismo. Sulla differenza tra la condotta del gasdotto Tap, e quella Snam che ha portato il metano sino alle case del profondo Salento tanti anni fa, in realtà differenze non ce sono, salvo le opere nel punto di approdo. Ma questo è un discorso che i partiti locali non sono affatto in grado di gestire e lo hanno dimostrato ampiamente.  

Tra l’altro si è duplicata la contraddizione tra Roma e il territorio già vista ai tempi del rigassificatore British Gas, dove solo la minaccia della procedura di infrazione europea indusse il governo Prodi a obbligare la multinazionale inglese a sottoporre il progetto a procedura di Via (anche se sul piano dell’impatto ambientale tra il rigassificatore nel porto di Brindisi e l’approdo del gasdotto sulla costa salentina non vi è paragone). Cosa c’entra l’addetto stampa di Tap con tutto questo?

“Già il concreto merito della presunta causa di incompatibilità appare singolare: l’Emiliano che cinguetta amabilmente su Twitter con NoTap e grilliniMichele Emiliano dovrebbe forse interrogarsi sulla sua incompatibilità con le posizioni più volte apertamente espresse a sostegno del progetto di Tap dal segretario nazionale e presidente del consiglio Matteo Renzi, da ministri, viceministri, sottosegretari, parlamentari e consiglieri regionali del Pd; e magari anche sciogliere l’insanabile – nella sua logica - contraddizione di avvalersi per la campagna elettorale dei servizi della stessa azienda di comunicazione che collabora con Tap”, dice infatti Quaranta.

“Ma i tweet di Emiliano sul mio conto rivelano qualcosa di assai più grave riguardo alla sua idea (populista e autoritaria) di democrazia, tradiscono per l’ennesima volta la sua convinzione (che lo accomuna a Berlusconi e a Grillo) di poter disporre – SCRIVE Luigi Quaranta - via social media delle idee, delle passioni, della vita delle persone, la sua concezione proprietaria del partito, il considerare ‘cosa sua’ quella che è e resta la più grande comunità italiana di donne e uomini “liberamente associati - ai sensi dell’art. 49 della Costituzione - per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Quaranta è anche duro nelle accuse a Michele Emiliano: “Idee, attitudini e comportamenti che dimostrano la sua totale inadeguatezza a ricoprire l’incarico di segretario regionale del Pd e gettano pesanti ombre sul modo in cui eserciterà la massima funzione di governo della Puglia, se mai dovesse essere eletto. E la dicono infine lunga sul conto in cui tiene valori come l’amicizia e la lealtà. Per quel che mi riguarda – annuncia Quaranta - ho chiesto agli organi di garanzia del partito (al presidente nazionale Matteo Orfini, e alle Commissioni nazionale e regionale di garanzia e, per conoscenza al segretario nazionale Renzi e a quello del mio circolo) di tutelare la mia onorabilità e i miei diritti di iscritto (fin dalla fondazione, con puntuale rinnovo annuale della tessera) così come definiti dalla Costituzione e dallo Statuto e dal Codice Etico del Pd”.

“Per quel che riguarda il Pd e la Puglia invece, non posso che appellarmi – conclude Lugi Quaranta - alla reazione delle donne e degli uomini per bene di questo partito e di questa regione contro questa slealtà e questa arroganza”.

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