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Resa dei conti al Comune di Brindisi, maggioranza in picchiata

Luperti si riavvicina a Palazzo di Impegno sociale e dice no all'incarico da vice sindaco, punzecchiato da un post dell'ex sindaco Antonino. Loiacono dei Democratici lancia messaggi. Telefoni roventi, post al veleno e incontri sino a giovedì sera: servono 17 voti per le variazioni di bilancio

La giunta Carluccio

BRINDISI – Mail dal contenuto scoppiettante spedite alla stampa, post al veleno su Facebook, chat telefoniche roventi. Ce n’è abbastanza per sostenere che la resa dei conti al Comune di Brindisi sia vicina, anche perché i consiglieri di opposizione si sono già seduti sulla riva del fiume in attesa che passi il “cadavere” della maggioranza.

aula consiliare vuota comune di Brindisi-2Fra il capogruppo dei Coerenti, Pasquale Luperti, e la sindaca Angela Carluccio è gelo dopo che l’ex assessore all’Urbanistica (nella giunta di Mimmo Consales) ha detto chiaro e tondo come stanno le cose. Lo ha fatto ieri e oggi, come se non bastasse, ha rincarato la dose aggiungendo di aver rispedito al mittente l’offerta valida per un ingresso in giunta, nella titolarità di un assessorato a cui abbinare l’incarico di vice sindaco.

La notizia circolava da giorni in attesa di conferma che è arrivata dallo stesso Luperti, con lo zampino dell’ex sindaco Giovanni Antonino. Che c’entra Antonino? C’entra solo nella misura in cui ha commentato su Facebook le dichiarazioni rese da Luperti a BrindisiReport e postate sempre sul social netowork scrivendo questo: “Il mio amico Luperti ci informa delle domande che pone al sindaco: perché era assente alla conferenza indetta dagli amministratori del Consorzio di Torre Guaceto, perché era assente alla conferenza di servizi per l’aggiornamento dell’Aia della centrale di Brindisi Sud. Sarebbe perà più interessante conoscere le risposte che riceve”.

E ancora, sempre Antonino: “Se il sindaco rimane muto, allora è giusto porre a lui una domanda: cosa ci sta ancora a fare nella maggioranza?”. A rispondere è stato un “amico” dell’ex sindaco: “Molto semplice, aspetta un incarico da assessore”. Luperti non ha perso tempo a dire la sua: “Sbagli perché ho chiesto il recupero della forza politica principale, Impegno sociale, a cui andrebbero gli assessorati”. Non solo. “L’incarico di assessore e vice sindaco mi è stato già attribuito ma non ho accettato”.

Quindi? Luperti ha girato i tacchi, ha voltato le spalle alla sindaca e, di conseguenza aveva ragione chi sosteneva che la sua prova muscolare in Consiglio, quando parlava di “numeri”, era rivolta ad Angela Carluccio e non all’opposizione. Carluccio e chi per lei, continuano a ripetere le minoranze, nonostante la sindaca abbia rivendicato come proprie le decisioni assunte. Ma il “chi per lei”  - da intendere come i centristi di Marcello Rollo e Massimo Ferrarese -  resta e rimane come contestazione di uno sbilanciamento verso il duo, stando a quanto si sostiene all’interno della maggioranza che può definirsi ex a Palazzo di città, visto che numerica ad oggi non lo è: Luperti e Palazzo sono “fuori” e si dice che venerdì in assise non ci saranno.

Il che vuol dire che la sindaca avrà sei consiglieri in meno, sei voti in meno in occasione della seduta per la ratifica delle variazioni di bilancio, compresa la manovra necessaria alla copertura degli stipendi per lo staff. Mancheranno all'appello, oltre a Palazzo, Antonio Manfreda, Giampaolo D'Oonofrio e potrebbero non esserci lo stesso Luperti, Marika Rollo e Umberto Ribezzi

Da 21, quindi, scende a 15. Servono 17 voti. Ribezzi potrebbe restare, ipotizza qualcuno e il 17esimo potrebbe essere  Antonio Pisanelli ex Udc dopo essersi allineato ai moderati sulla delibera per la moratoria dell’Autorità portuale. Ma ci sono altre incognite in consiglio: una è costituita dall’atteggiamento dei Cor che contano cinque consiglieri, tra cui il presidente delle Assise perché i fittiani non hanno dimenticato lo sgambetto che Rollo ha fatto al loro assessore, Marina Miggiano, titolare della Programmazione economica, bypassata all’Asi per lasciare spazio a Francesca Scatigno di Noi Centro.

L’altro punto interrogativo rimanda ai Democratici che hanno tre consiglieri, Luciano Loiacono, Maurizio Colella e Luigi Sergi: il primo, in qualità di capogruppo, non ha digerito le parole della sindaca rispetto al sistema del passato, tanto che ha chiesto chiarimenti, e ha invitato Carluccio a tenere bene in mente il ruolo dei partiti. Altro rispetto a quello proprio del sindaco. Messaggio subliminale.

L’opposizione aspetta sulla riva del fiume. Certamente è da ritenere “defunta” la politica che è altra cosa rispetto a quanto va in scena in diretta da Palazzo di città e dagli ambienti attigui, sedi di movimenti e liste che si erano presentati ai brindisini come quelli della “Grande coalizione”. Sinora di grande c’è la litigata interna al gruppo di maggioranza, c’è la grande confusione di fronte ai grandi nodi che attengono al futuro immediato e prossimo di Brindisi.

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