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Fitto-Berlusconi, effetti collaterali a Fasano: Di Bari azzera la giunta

Primi effetti collaterali del "bagno di sangue" nel centrodestra pugliese e brindisino avvenuto nel corso delle elezioni regionali, con la guerra tra i "ricostruttori" di Raffaele Fitto e i fedelissimi di Silvio Berlusconi, seguito dalla pesante sconfitta di tutti i candidati di area, da Francesco Schittulli ad Adriana Poli Bortone

FASANO - Primi effetti collaterali del "bagno di sangue" nel centrodestra pugliese e brindisino avvenuto nel corso delle elezioni regionali, con la guerra tra i "ricostruttori" di Raffaele Fitto e i fedelissimi di Silvio Berlusconi, seguito dalla pesante sconfitta di tutti i candidati di area, da Francesco Schittulli ad Adriana Poli Bortone. A Fasano il sindaco Lello Di Bari tornato da breve tempo alla direzione del Comune, si trova ora a gestire una situazione molto complessa a causa dei dolorosi riassetti nella sua maggioranza. Per disinnescare tensioni che potrebbero diventare insanabili e mettere in crisi l'amministrazione della seconda città della provincia dopo il capoluogo, "con apposito decreto firmato oggi ha azzerato la giunta comunale, revocando tutti i sette incarichi assessorili (Laura De Mola, Gianleo Moncalvo, Donato Ammirabile, Nicola Mola, Renzo De Leonardis, Giuseppe Angelini e Vito Martucci)".

«La geografia politica all’interno della maggioranza e del Consiglio comunale si è modificata, a seguito delle nuove collocazioni partitiche e dell’esito delle recenti regionali. Mi ero impegnato, proprio prima dell’inizio della stessa campagna elettorale, a riconsiderare gli assetti della maggioranza e della giunta comunale sulla base delle risultanze e delle eventuali scelte adottate dagli esponenti politici locali, dopo la tornata elettorale Un impegno serio che, con quest’atto di revoca degli incarichi assessorili, mantengo appieno. Va da sé che nelle prossime ore comincerò a definire il da farsi a brevissima scadenza e, successivamente, già all’inizio della prossima settimana, procederò ad avviare tutte le forme di consultazione possibili con le vecchie e le nuove formazioni politiche presenti in Consiglio comunale", fa sapere Di Bari.

"Non sarà un lavoro semplice ma mi auguro che il senso di responsabilità verso la città ed i fasanesi che ci hanno dato fiducia nel 2012 prevalga su tutto, in modo da ricomporre il quadro politico-amministrativo alla luce delle novità scaturite, con l’auspicio della massima convergenza sul programma di fine mandato", aggiunge il sindaco. Ora si dovrà misurare la profondità effettiva del solco che divide le due anime di quella che fu l'invincibile (anche se non in Puglia) armata di Berlusconi. A Fasano la maggioranza contava su 14 voti più il sindaco in un consiglio dove l'opposizione ha invece 9 seggi. Di Bari ha ragione quando dice che è cambiato tutto. Adesso indatti quello che era il Pdl vede solo cinque consiglieri rimasti fedeli a Forza Italia incluso l'ex consigliere regionale Antonio Scianaro.

Il resto è così riaggregato: Grazia Neglia è passata da Fli al gruppo misto. Giuseppe Pertosa sta con Fratelli d'Italia. Gina Albanese è rimasta con la lista Circoli Nuova Italia, quella che portò il maggior contributo alla vittoria di Di Bari contro Stella Carparelli e che faceva capo proprio a Scianaro. Ed è da qui che arriva l'insidia maggiore perchè ci sono altri tre ex che si erano costituiti nel gruppo Fasano Coraggio e Libertà. Poi ci sono i tre che oggi stanno nel nuovo gruppo Conservatori e Riformisti che fa capo a Raffaele Fitto: sono il presidente del consiglio comunale Gianluca Cisternino, Franco Masella e Giuseppe Zaccaria, ex braccio destro di Lello di Bari, consigliere con delega al Bilancio. Per Lello Di Bari sarà dura.

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