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Domenica, 16 Gennaio 2022
Politica San Vito dei Normanni

A S.Vito la maggioranza perde subito un pezzo

SAN VITO DEI NORMANNI – Perde subito un pezzo la nuova maggioranza di centrodestra al Comune di San Vito dei Normanni, uscita dalle urne ad aprile. Il consigliere Grappo D’Agnano, della lista Alleanza per l’Italia, lascia per ora il sindaco Alberto Magli e si siede tra i banchi dell’opposizione. E’ accaduto ieri pomeriggio nella seduta di insediamento del nuovo consiglio comunale, dedicata solo all’insediamento formale e all’elezione del presidente dell’assemblea. Di linee programmatiche si parlerà nella prossima seduta.

SAN VITO DEI NORMANNI - Perde subito un pezzo la nuova maggioranza di centrodestra al Comune di San Vito dei Normanni, uscita dalle urne ad aprile. Il consigliere Grappo D'Agnano, della lista Alleanza per l'Italia, lascia per ora il sindaco Alberto Magli e si siede tra i banchi dell'opposizione. E' accaduto ieri pomeriggio nella seduta di esordio del nuovo consiglio comunale, dedicata solo all'insediamento formale e all'elezione del presidente dell'assemblea. Di linee programmatiche si parlerà nella prossima seduta.

Intanto D'Agnano, imprenditore edile, rimasto fuori dagli incarichi di giunta e senza ricevere neppure una delega speciale, entrando nell'aula consiliare si è andato a sedere immediatamente accanto ai rappresentanti del centrosinistra. Qualcuno gli ha chiesto scherzando se avesse deciso di cambiare partito, ma Grappo D'Agnano faceva proprio sul serio, e nel proprio intervento ha detto chiaro e tondo si essere rimasto fortemente deluso dall'atteggiamento del sindaco Magli nei suoi confronti. Quindi, opposizione.

Come cambiano i numeri in consiglio? Con D'Agnano l'opposizione sale a 9 consiglieri, contro gli 11 del centrodestra più il sindaco. Alberto Magli perciò dovrà stare attento, nei prossimi mesi, a governare bene gli eventuali dissapori interni alla propria maggioranza. Nella scorsa consigliatura era stato il centrosinistra a perdere un pezzo (il medico Angelo Piccigallo), scendendo da 8 a sette consiglieri. Un numero sufficiente, tuttavia, per dare battaglia seriamente alla giunta Trizza, ma si è visto francamente ben poco. Si saprà presto se la musica cambierà nei prossimi mesi.

L'amministrazione Magli comincia con una gara d'appalto corretta dal Tar, che ha stabilito come i lavori per la circonvallazione vadano affidati all'impresa che invece la commissione comunale aveva esclusa. E poi, con l'estate alle porte e appena quattro mesi di tempo per gli interventi, ci sono le scuole di competenza comunale che attendono soluzioni urgenti, a partire dalle medie: una da due anni accampata nell'ex ambulatorio comunale mentre nella sede le ristrutturazioni sono cominciate con grande ritardo, a causa di errate stime dei fabbisogni economici, mentre nell'altra c'è necessità di manutenzioni che non arrivano. Malgrado le ripetute e puntuali note -senza risposta- del dirigente scolastico.

Ieri intanto, oltre alla defezione di D'Agnano irritato per il disinteresse mostrato nei suoi confronti, da registrare l'elezione a presidente del consiglio comunale di Franco Cavaliere, che nella passata gestione aveva come consigliere la delega speciale allo sport. Quindi all'opposizione, pur consistente, alcun riconoscimento sostanziale è stato concesso. Per dare battaglia la minoranza dovrà trovare una sintesi strategica tra le sue quattro componenti, nessuna con numeri predominanti sulle altre: Pd, Italia dei Valori, Sel e la lista dell'ex assessore della giunta Trizza, Silvana Errico, che nella trascorsa campagna elettorale è stata una dei quattro sfidanti in lizza. Più D'Agnano.

Nessuno, nel centrosinistra locale, si può permettere il lusso di assumere il ruolo di analizzatore delle carte d'identità altrui, alla soglia del terzo lustro consecutivo di amministrazione di centrodestra. Questo, almeno, suggerisce la logica. Si attende, poi, che i giudici amministrativi decidano sul ricorso di Lorenzo Caiolo, l'ex sindaco degli anni Ottanta eletto consigliere regionale nelle liste di IdV, ma purtroppo tra gli otto che la Corte d'Assise ha segato poche settimane dopo il voto.

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