Domenica, 14 Luglio 2024
Politica

Parchi, aree verdi e una strada ciclo-pedonale per il recupero di "Acque Chiare"

Manca solo la firma della Regione sull'accordo di programma. Confermate le destinazioni turistico-ricettive in attesa "di una rivisitazione generale nell’ambito delle previsione del redigendo Pug"

BRINDISI – Si attende solo la firma della Regione Puglia, che potrebbe arrivare a breve. Poi il Comune di Brindisi potrà chiedere la convocazione della conferenza dei servizi. Procede l’iter per l’attuazione dell’”Accordo di programma per la struttura turistico ricettiva “Acque chiare”. Il documento è stato al centro del comitato di vigilanza che lo scorso marzo, dopo 17 anni, si è riunito presso la Regione Puglia. L'obiettivo è quello di rilanciare il complesso realizzato nei primi anni 2000 sulla litoranea nord di Brindisi, in località Sbitri, poi finito al centro di una lunga e complessa vicenda giudiziaria che è culminata nel 2020 con la confisca dei beni un tempo della società che propose il progetto e la successiva consegna al Comune di Brindisi, su disposizione della Corte d’Appello di Lecce. 

Le basi per il recupero del villaggio sono state poste dall’amministrazione Rossi nel marzo 2023, con l’approvazione, in consiglio comunale, del programma integrato di rigenerazione urbana del micro-ambito insediativo. Votò a favore della delibera anche l’allora consigliere d’opposizione Massimiliano Oggiano, che pochi mesi dopo ha preso in mano il dossier, in qualità di vicesindaco della giunta Marchionna, con delega all’Urbanistica. 

Gli interventi programmati

In occasione della riunione del 13 marzo, è stata approvata la proposta avanzata proprio da Oggiano, sulla “conferma delle destinazioni turistico-ricettive nelle more di una rivisitazione generale nell’ambito delle previsione del redigendo Pug”. L’accordo di programma prevede inoltre una serie di interventi per la realizzazione di un complesso polifunzionale.

Fra questi: “la demolizione dei manufatti lignei, adibiti a cabine per la fruizione della spiaggia, presenti nella parte Nord-Ovest dell’area"; “la realizzazione di boschi/parchi e aree verdi con specie autoctone, che si integrano all’ambiente antropizzato"; "la riqualificazione della piscina e degli ambienti sottostanti, attraverso la localizzazione delle cabine su un buffer perimetrale, le stesse integrate alla componente naturale-vegetazionale”.

E poi: “la realizzazione di una strada ciclo-pedonale, mediante il declassamento dell’attuale strada veicolare (ex SP41), nonché prevedendo una nuova strada veicolare di connessione con il centro abitato”; “la realizzazione di percorsi, con assetto vascolare che penetrano all’interno delle aree verdi, in grado di collegare l’area in prossimità della spiaggia, con le aree interne del complesso, nonché con la nuova strada veicolare a Sud”; “il riposizionamento dei parcheggi, attraverso la realizzazione di due aree di sosta dei veicoli, correttamente dimensionati rispetto alla fruizione e all’utenza dell’area, posizionati sui confini delle due strade interne (strada Sbitri e Giancola), anch’essi integrati nelle aree boschive-verdi”; “il recupero fisico e funzionale delle strutture realizzate parzialmente”. 

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