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"Agevolare l'accesso alle attività del Comune delle persone sordo-cieche"

Depositato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle un ordine del giorno con il quale si chiede di rendere accessibili alle persone sorde, sordo-cieche e con disabilità uditiva le adunanze ordinarie e straordinarie del consiglio comunale

BRINDISI - Depositato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle un ordine del giorno con il quale si chiede di rendere accessibili alle persone sorde, sordo-cieche e con disabilità uditiva le adunanze ordinarie e straordinarie del consiglio comunale di Brindisi "attraverso la prestazione di servizi di interpretariato in lingua dei segni".

I consiglieri Alparone e Giglio – chiedono di assicurare che le persone sorde, con disabilità uditiva e sordo-cieche possano, liberamente, fare uso della lingua dei segni e/o dei mezzi di sostegno alla comunicazione orale all’interno del Comune di Brindisi, garantendo loro, quando necessario, la presenza di un interprete in lingua dei segni, collegato con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, che sia da supporto per il libero accesso a tutti gli uffici ed ai servizi offerti dal Comune così da rendere effettivo l’esercizio dei diritti e delle libertà costituzionali.

"È una proposta di civiltà – sostengono i 5 stelle – in ossequio anche a quanto espresso nello Statuto del nostro Comune che, all’art 5 così recita: “Il Comune di Brindisi fonda la propria azione sui principi di libertà. di eguaglianza, di solidarietà e di giustizia indicati dalla Costituzione e concorre a rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale e culturale che ne limitino la realizzazione per una piena valorizzazione dell’identità e dignità dei cittadini”.

"Speriamo – concludono i pentastellati – che su questi argomenti ci sia l’unanimità in Consiglio perché, la rimozione delle barriere della comunicazione che limitano la partecipazione delle persone sorde, sordo-cieche e con disabilità uditiva in genere, alla vita collettiva ed a quella politico-amministrativa in particolare non hanno un colore politico ma sono, appunto, un atto di civiltà".

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