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“Un milione a Multiservizi: assumerà gli Lsu”. Ma non c'è il bilancio 2014

L’annuncio del sindaco. Ok dal consiglio comunale. Scontro su Enel, Salvatore Brigante: “Si dice che la centrale non pagava le tasse per sostenere campagne elettorali”. E D’Attis annuncia querela. Rossi sul caso del consigliere Ferrari, imputato, ma delegato alla clausola sociale: “Incredibile quello che state facendo”

BRINDISI – Quattro ore di discussione in Consiglio prima di arrivare all’approvazione dell’assestamento di bilancio che, nella pratica, significa versamento di un milione di euro alla Multiservizi, allo scopo di pagare i debiti Iva e avviare l’aumento del capitale sociale, necessario anche in vista di possibili aumenti del personale stando all’annuncio del sindaco secondo cui ci sarà posto per gli Lsu all’interno della partecipata.

Il Consiglio. La delibera è stata approvata con 17 voti favorevoli, tra cui quello di Luigi Sergi che solo pochi mesi addietro aveva dichiarato di non riconoscersi più nella maggioranza, e due astensioni, una del consigliere del Pd Antonio Elefante, per la prima volta in aula da ex segretario cittadino del partito, ancor più in rotta di collisione con il gruppo, e l’altra di Francesco Renna di Brindisi di Tutti, ex titolare della delega speciale alla Promozione turistica, rimessa nelle mani del sindaco quando ha deciso di allontanarsi dalla maggioranza.

consiglio comunale 30nov2015-2Sei i voti contrari arrivati dagli esponenti di minoranza, tra i quali Mauro D’Attis di Fi, Riccardo Rossi di Brindisi Bene Comune, l’uno e l’altro autori di un affondo sulla nuova delega speciale alla clausola sociale, per l’assunzione di disoccupati brindisini nelle ditte vincitrici di appalti indetti dal Comune, delega affidata ad Antonio Ferrari, imputato per associazione per delinquere nell’inchiesta sugli appalti Asl, azienda sanitaria presso la quale è geometra, nonché amministratore unito di una società, la Ferrari Costruzioni Srl, poi denominata Co.Ge.Pu Spa. Astenuto anche Roberto Fusco di Sì Democrazia sempre più vicino al segretario regionale del Pd, Michele Emiliano (anche governatore della Puglia) con il quale il gruppo consiliare al Comune di Brindisi non sembra avere molto feeling.

La seduta è iniziata con mezz’ora di ritardo, anche per la necessità di far asciugare il pavimento dell’aula consiliare, lavato e disinfettato dopo la scoperta di topi che ha portato anche a sostituire le sedie degli scranni più alti. Dopo l’appello e l’ormai tradizionale inno nazionale italiano, è stato ascoltato quello francese in omaggio alle vittime della stage  avvenuta a Parigi lo scorso 13 novembre e rivendicata dall’Isis: c’è stato un minuto di silenzio per quei morti, tra i quali l’italiana Valeria Solesin, rimasta uccisa al teatro Bataclan.

Il tempo di votare la sostituzione del consigliere Italo Lucio Licchello nella commissione speciale Statuto con Vito Gloria di Impegno sociale, e gli animi si sono riscaldati parecchio, nonostante il presidente Luciano Loiacono più volte sia intervenuto per ricordare che da oggi il consiglio torna in tv perché ci sono le riprese (la telecamera è quella di Puglia Tv). Niente da fare. Voce alta, spesso urlata al microfono.

Multiservizi. Tutto a partire da quando Rossi ha chiesto spiegazioni sul milione di euro da destinare alla Multiservizi, su richiesta dell’amministratore unico che è il capo dell’ufficio legale del Comune, Francesco Trane: “C’è una documentazione scarna su un argomento che meritava un approfondimento da parte dei revisori dei conti. A cosa serve un milione di euro per la Multiservizi? Altro pagamento alla partecipata dopo la perdita ripianata e dopo il conferimento dell’immobile (in via provinciale per San Vito) senza che allo stato ci sia un bilancio”, ha detto. “Non risulta che sia stato approvato quello del 2014, ma si sostiene che quello del 2015 sarà chiuso in positivo. Sembra il gioco delle tre carte”.

Una protesta davanti alla sede della MultiserviziIl sindaco Mimmo Consales ha voluto replicare a stretto giro: “Non ci sono misure tampone, ma azioni per efficientare quest’azienda: pesava sul groppone del Comune, senza alcuna possibilità di rappresentare un beneficio, oggi la situazione è cambiata con lo svolgimento di servizi reali, realizzati in maniera eccellente, rendendo la città di Brindisi presentabile rispetto a prima. Il futuro è roseo, lo dico senza tema di smentita: i compiti a cui sono stati chiamati gli uomini e le donne della Multiservizi, sono stati eccellenti, basti vedere lo stato in cui si trova il canile o la manutenzione delle scuole”, ha detto il primo cittadino.

“Il contratto di servizio è sostanzialmente pronto, entrerà in servizio a gennaio 2016 e prevede una misura finalmente non precaria e ci potrebbe essere un aumento del personale, ricorrendo alla platea dei lavoratori socialmente utili del Comune di Brindisi che sono stati dimenticati per anni e anni”. Ecco l’annuncio destinato a far parlare ancora nei prossimi giorni, visto che del bilancio al 31 dicembre 2014 non c’è traccia mentre esistono le previsioni riferire alla fine dell’anno in corso secondo le quali la Multiservizi dovrebbe chiudere con un utile  pari a 136.407 euro

Il primo a chiedere la parola per l’opposizione di centrodestra è stato Giampiero Pennetta: “Che dire? Che continuiamo imperterriti. Che Dio ve la mandi buona”, ha concluso dopo aver riassunto la storia della partecipata sulla quale è intervenuto anche Francesco Renna: “Rispetto al passaggio dell’immobile, non siamo ancora andati dal notaio, io mi chiedo qual è il valore: è inferiore rispetto alla perdita maturata? E ancora, le fatture? Sulla base di cosa sosteniamo la chiusura in positivo?”.

Diffidente rispetto all’ottimismo dimostrato dalla maggioranza sulle sorti della partecipata e più in generale sull’azione di governo, è stato Elefante: “C’è più di qualche contraddizione, rispetto al bilancio di previsione 2014, nel quale si diceva, che bisognava garantire servizi per i cittadini: falso, qualche servizio alla gente l’abbiamo tolto, vedasi i servizi sociali e l’assistenza ai disabili. Vero che i fondi li ha tolti la Regione, ma se siamo amministrazione di centrosinistra, dovevamo intervenire, e poi si parlava, sempre nel bilancio, di fiscalità equa e sostenibile, non è vero neanche questo. In ultimo sulla Multiservizi dico attenzione ai facili entusiasmi: riusciremo a pareggiare davvero il bilancio o avremo un passivo?”.

L’Enel e le campagne elettorali. Tenuto conto del peso dell’intervento di Elefante, consigliere del Pd, è intervenuto il capogruppo Salvatore Brigante, anche vicino di banco: “Sul fronte dei servizi sociali, l’ambito di Brindisi è quello che ha all’attivo i maggiori interventi in Puglia. Noi avanziamo crediti dalla Regione per dieci milioni e 900mila euro. E abbiamo chiesto le tasse alle grandi aziende, così la finiamo con il pagamento delle campagne elettorali”.

La reazione dai banchi dell’opposizione di centrodestra è stata immediata. D’Attis: “Quale azienda ha pagato e a chi?” Brigante: “Si dice nella storia di Brindisi, a me nessuno ha finanziato niente, ho fatto i debiti”. D’Attis ancora: “In altre parole stai dicendo che l’Enel non ha pagato le tasse per sostenere la campagna elettorale di qualcuno?”. Anche  Renna chiesto chiarimenti per evitare che parole pronunciate con enfasi potessero essere fraintese.  

La centrale di Cerano vista Brindisi E in effetti D’Attis, in sede di dichiarazione di voto sull’assestamento, ha voluto precisare la sua posizione: “Chiederò di ispezionare la vicenda, i dirigenti del settore sono oggi come allora gli stessi, per cui dovrebbero sapere e nel caso in cui non ci dovesse essere corrispondenza con le dichiarazioni di Brigante, scatta la querela per diffamazione”. Anche in questo caso, quindi, la vicenda non è affatto chiusa.

Sulla Multiservizi e alle condizioni economico-finanziarie della partecipata, ha chiesto la parola Massimiliano Oggiano dei Conservatori e Riformisti, dopo una premessa: “Intanto va detto che il consiglio comunale si riunisce dopo quattro mesi, sintomatico di un’amara verità, ossia che il suo compito  non viene svolto correttamente, delegando tutto alla giunta, mentre in aula avviene solo una ratifica. Quanto alle partecipate suggerisco l’ipotesi di incorporazione tra Multiservizi ed Energeko, per avere una riduzione dei costi per il funzionamento. In tal modo risolverebbe il bilancio che, allo stato dei fatti, è aleatorio e sul quale non si può scherzare. Mi chiedo di chi sono le responsabilità se non si chiude in positivo e comunque, ammesso che nel 2015 ci sia un utile, il prossimo anno che succederà?”, ha chiesto il consigliere. “Mi permetto poi di ricordare che per la Tari (tassa sui rifiuti, ndr) ci sarà un salasso per i cittadini l’anno prossimo e allora usiamo il maggiore introito della Tarsu da Enel e scomputiamo”.

Sul caso Multiservizi è intervenuto anche Fusco: “Sia pure con tre anni  e mezzo di ritardo questa amministrazione sta facendo qualcosa, tecnicamente non ho nulla da obiettare, ma chiedo che sia revocata in autotutela la delibera di conferimento dell’immobile in favore della società, rispetto alla quale votai in modo contrario perché la considerai un errore”. Il chiarimento dell’assessore al Bilancio, Carmela Lo Martire: “Se non c’è stato ancora il passaggio dal notaio per l’immobile, è perché ci sono stati chiesti 250mila euro per tasse di registro. Quanto invece alle fatture indicate nelle previsioni di incasso della Multiservizi si riferiscono a servizi già resi per cui sono reali e non aleatorie”.

Non poteva finire qui. Rossi ha ripreso la parola: “Siamo stati quattro mesi senza consiglio perché ci sono problemi interni alla maggioranza, c’è tensione con Emiliano”.  Il capogruppo del Pd, Brigante è esploso: “Il Pd non ha bisogno di assistenti sociali, sappiamo gestire le nostre vicende, piaccia o non piaccia noi finiremo il nostro programma elettorale, di stampelle non ne abbiamo bisogno perché mai abbiamo avuto problemi con il numero legale”.

Antonio Ferrari in una foto d'archivioLa delega speciale. Rossi ha sorriso ed è andato avanti: “Comunque l’ultima cosa è fantastica: delega alla clausola sociale a Ferrari”,ha detto facendo riferimento al recente provvedimento del sindaco con il quale il consigliere espressione del Centro democratico è stato delegato a seguire le attività amministrative legate alle assunzioni dei disoccupati brindisini nelle ditte vincitrici di appalti indetti dal Comune, sino a un massimo del 30 per cento. Il presidente Loiacono è intervenuto: “Che c’entra con le dichiarazioni di voto?”  Rossi: “E’ possibile che un consigliere comunale debba tenere rapporti con le aziende? Ma vi rendete conto di cosa state facendo, è incredibile? E’ una delega a trovare un posto di lavoro”.

D’Attis ha rincarato la dose: “Non è possibile che un consigliere intervenga con una delega simile”. Rossi, ha concluso. “Sulla Tari, piano capestro per i cittadini, basti pensare che non sono neanche contabilizzate multe a carico della ditta gestore degli impianti. C’entra tutto questo discorso: qui si va avanti solo con la moltiplicazione delle deleghe in favore di questo o quel consigliere, si continua allegramente a disamministrare questa città, per cui il mio voto è contrario”. Contrario anche Fusco che ha aggiunto: “Pensiamo a far quadrare i conti e vendiamo la farmacia comunale, revochiamo quel conferimento alla Multiservizi che costa parecchio in termini di registrazione al notaio e accorpiamo Multiservizi e Energeko”.

Non è ancora finita qui. Altro siparietto quando Luigi Sergi, ex Scelta civica, ha fatto le sue dichiarazioni di voto: “Io faccio politica per passione, voi questa mattina  stavate fuori aspettando il cadavere, io no e il mio voto è positivo all’assestamento di bilancio, invito l’assessore a fare molto di più”. Applauso del Pd mentre Rossi, fuori microfono, si è lasciato scappare: “Oggi le comiche”. Oggiano: “Sergi non è più opposizione”, ha detto lui che lo aveva persino presentato a Fitto in occasione della scorsa campagna elettorale per le regionali e lo aveva inserito nella Commissione Casa.

Il sindaco ha voluto replicare prima di passare alla votazione: “Non entro nel merito della vicenda Enel, dico che da quando ci siamo insediati questa società paga Ici per più di sette milioni di euro mentre inizialmente ne versava 517mila euro, mi pare ci sia una bella differenza. Noi non facciamo sconti a nessuno, comprese le caserme che sino ad oggi non sono state intaccate o la chiesa, per cui se c’è un parroco che ha un appartamento di 200 metri quadrati è giusto che paghi come ogni altro cittadino”.

Poi il riferimento alla delega a Ferrari: “E’ assolutamente normale che la politica effettui un controllo: c’è un bando pubblico rivolto ai disoccupati brindisini, per cui non si deve bussare alla porta di questo o quel politico, noi imporremo alle imprese che vengono in città di assumere manodopera locale partendo dagli elenchi che sono affissi qui al Comune”.

Rossi ha sgranato gli occhi: “Chiedo al segretario generale se ci può essere questa impostazione”. Brigante dal suo banco: “Non è obbligo, non c’è imposizione, ma un voler tenere presente, per cui non fate questi giochetti, se un’azienda assume un disoccupato brindisino, falla insieme a me questa battaglia”. Rossi ha insistito: “Stiamo illudendo delle persone”. Loiacono ha bloccato l’uno e l’altro per dare i numeri delle sedute del Consiglio: “La media è 1,4 al mese, confrontate questo dato con quelli del passato”.

L’ultimo intervento è stato del segretario generale: “Non c’è scritto in delibera imporre, ma si parla di un intervento di carattere sociale nel massimo rispetto della trasparenza, non c’è nessuna forma di imposizione”. Ma la polemica resta.

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