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Al sit-in per i marò il teatrino della politica: lite Saccomanno - Frugis

Lite e teatrino in pubblica piazza e sotto i riflettori tra l'ex senatore Michele Saccomanno (Fratelli d'Italia) e l'ex presidente della Provincia di Brindisi, Nicola Frugis (Forza Italia). L'oggetto del contendere? La presenza di Forza Italia e delle sue bandiere.

BRINDISI - Lite e teatrino in pubblica piazza e sotto i riflettori tra l’ex senatore Michele Saccomanno (Fratelli d’Italia) e l’ex presidente della Provincia di Brindisi, Nicola Frugis (Forza Italia). L’oggetto del contendere? Non tanto la partecipazione di Frugis e dei seguaci di Silvio questo pomeriggio a una manifestazione, dinanzi all’ingresso dell’aeroporto militare, sede dell’Onu, in favore del ritorno in Italia dei due marò. Quanto il fatto che, accanto agli striscioni che riportavano gli slogan di solidarietà per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accanto alle bandiere di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, vi fossero anche quelle di Forza Italia.

“Non è corretto” ha tuonato Saccomanno. “Perché mai?” ha risposto Frugis, che alla fine ha chiesto ai suoi di riporre i tricolori forzisti, lasciando al collo soltanto la bandiera della Brigata marina San Marco. Lo sketch è durato qualche secondo. Ha stemperato la tensione l’arrivo dell’onorevole Giorgia Meloni che della polemica non s’è neppure accorta e che ha fatto le proprie valutazioni sulla questione dei due marò e sulla necessità di internazionalizzare la crisi che li riguarda.

L'onorevole Giorgia Meloni con la bandiera del San Marco-2“La questione coinvolge si il futuro e la vita di nostri due militari il che già basterebbe a qualunque genere di mobilitazione ma coinvolge più genericamente il futuro, la dignità, la sicurezza di qualunque ragazzo italiano che decida di affrontare una vita di rischi per affrontare la vita militare”. “La questione coinvolge la dignità di una nazione – ha proseguito -  che consente una violazione del diritto internazionale senza riuscire adeguatamente a sbattere i pugni. Noi simbolicamente oggi siamo qui davanti alla sede delle Nazioni Unite perché sin dall’inizio Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale ha chiesto una internazionalizzazione di questa crisi”.

“Noi non facciamo parte degli organismi sovranazionali – ha detto ancora l’on. Meloni - come l’Unione europea la Nato, l’Onu, solamente per farci dare ordini dalla commissione europea, per andare a tenere in piedi tutte le missioni di peacekeeping nel mondo, per prestare il territorio alle basi Nato, noi facciamo parte di questi organismi anche per avere la loro solidarietà quando siamo aggrediti. E quella che riguarda Latorre e Girone è una aggressione in quanto violazione del diritto internazionale”. “Abbiamo avuto in passato governi assolutamente incapaci – ha specificato ai giornalisti - di gestire questa vicenda, oggi anche il governo Renzi, dopo una iniziale telefonata di solidarietà che è sempre una iniziativa molto ‘spot’ è in altre faccende affaccendato, allora noi organizziamo ogni genere di iniziativa perché non cali l’attenzione su una vicenda che rischia di compromettere la credibilità e la sicurezza di tutti i nostri militari”.

 “Quello che farei io è internazionalizzare la crisi con forza coinvolgendo la Nato, l’Onu e l’Unione europea. Fossi stata io il presidente del Consiglio italiano – ha aggiunto l’on. Meloni rispondendo alle domande dei giornalisti -  mi sarei presentata al consiglio della Nato e avrei dichiarato il ritiro dei militari italiani da tutte le missioni di pace se i nostri marò non fossero rientrati in patria e se non si fosse sanata la violazione di una norma chiarissima del diritto internazionale. Noi continuiamo a parlare di quanto dura il processo. Il problema non è quanto dura il processo. Il problema è che il processo non può svolgersi in India”.

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