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"Tra lotta alla povertà e transizione energetica: ecco la città che immagino"

L'intervista al candidato sindaco Roberto Fusco in vista delle prossime elezioni: "Si deve procedere con maggiore celerità verso gli obiettivi. E per farlo occorre anche efficientare la macchina amministrativa"

BRINDISI - I due punti su cui insiste Roberto Fusco sono la lotta alla povertà e la transizione energetica. Ma per lui sono anche importanti, esiziali, i tempi: occorre maggiore celerità. Forte di una coalizione composta da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Ora tocca a noi, Impegno per Brindisi e Fusco sindaco, l'aspirante primo cittadino non svaluta quanto fatto dall'Amministrazione Rossi - in cui il Pd c'è stato come parte attiva - ma dice che serve un cambio di passo. Proseguono le interviste dedicate ai candidati sindaco in vista delle Amministrative 2023.

Com'è nato il suo connubio con il Movimento 5 Stelle?

"Nasce già dal 2013, quando comincio a votare 5 Stelle, con voto disgiunto, insieme al Pd. Ero insoddisfatto dei partiti pre-esistenti. Raccolsi anche le firme per i 5 Stelle, ero consigliere comunale".

Un'altra epoca, quasi. Come si è evoluto il M5S?

"C'è stato un mutamento, il Movimento non è quello di 15 anni fa. Come giudizio personale, posso dire che c'è stata una significativa virata verso la solidarietà nei confronti degli ultimi, che si manifesta in tanti provvedimenti presi. Erano comunque istanze già presenti. Forse all'inizio c'erano più voti di protesta, in seguito si è caratterizzato più a sinistra. Conte stesso, nel 2018, quando venne presentato come papabile ministro, disse che il suo cuore batteva a sinistra".

A proposito di centro-sinistra, il Pd per anni qui a Brindisi è stato maggioranza e il M5S opposizione. Come spiegare questa alleanza agli elettori?

"Intanto, ci sono stati dei risultati alle elezioni di settembre, che hanno dimostrato la necessità di unirsi. In questo processo si è individuato il candidato che meglio potesse rappresentare il nuovo corso, rispetto al corso precedente. Io stesso avevo ricevuto ottimi consensi a settembre. Ma non sono scelte che ho fatto io, mi sono limitato a dare la mia disponibilità".

Un giudizio sull'Amministrazione Rossi?

"Ci sono aspetti positivi e aspetti - a mio avviso - di eccessiva lentezza. Magari ciò è stato dovuto in parte al periodo del Covid, infatti vedo che negli ultimi mesi il processo si è velocizzato, ma forse un po' tardi. Ho visto una lentezza nell'amministrare una città che ha necessità urgente di rilancio. Penso alla povertà: bisogna dare una risposta. Comunque, vedo che qualche risultato è stato raggiunto, penso al fotovoltaico della Cerano green. Adesso vedo anche che si sta andando nella direzione incoraggiata dalla coalizione che guido, ossia quella della transizione ecologica. Ecco, forse c'è stato un eccesso di prudenza".

Cosa può fare un'Amministrazione comunale per alleviare sacche di povertà presenti in città?

"Occorre dare risposte rapide a imprese, famiglie, a chi vuole investire a Brindisi. Occorre attrezzare le infrastrutture che servono. Occorre esaminare velocemente i progetti, poiché un imprenditore ha diritto a ricevere una risposta, foss'anche un 'no', ma in termpi rapidi. Io vengo da un'esperienza bancaria e ne faccio tesoro: occorre efficientare la macchina amministrativa affinché sia più rapida".

Piano di riequilibrio: è favorevole alla strada tracciata o occorre una sua rimodulazione?

"Io sarei favorevole a una rimodulazione ma, ovviamente, bisogna avere la documentazione a disposizione. E' necessario visionare e analizzare i vari dossier, soprattuto quelli di progetti e pratiche in itinere".

C'è stato un incontro con il presidente dell'Autorità di sistema portuale. Com'è andata?

"E' emersa l'unità d'intenti sulla competenza. E sull'avere risposte nei termini previsti e con le modalità previste. Questo accomuna me e Patroni Griffi in quanto giuristi".

Come immagina e descrive la Brindisi che lei e la sua coalizione volete costruire?

"In primo luogo, bisogna agire sull'efficientamento della macchina comunale. Ci sono ottimi dirigenti, ma è ridotta come personale. E così è difficile fare fronte ai problemi. Alcuni funzionari sono stati assunti, ma non basta. E' necessario intercettare risorse per effettuare ulteriori assunzioni. L'obiettivo è una città che funzioni, che abbia un bell'accesso, magari più di uno. Sono rimasto sorpreso dal fatto che nessuno in tanti anni abbia chiesto un finanziamento per un sottopassaggio al termine della via Appia. E questa è un'opera che va sicuramente finanziata. La città deve essere accogliente e lo si deve vedere subito. Poi, servono parcheggi, infrastrutture interconnesse e le opere non vanno lasciate a metà. Bisogna inoltre puntare sulla zona industriale perché possa ospitare più aziende. Abbiamo un aeroporto che deve crescere. Insomma, l'obiettivo principale è rendere ancora più bella e fruibile questa città, già bella di suo. E infine, il porto: occorre puntare sulla logistica. Servono banchine per accogliere le navi crociera di maggior lusso. Insomma, c'è molto da fare, anche se alcune cose sono già state fatte. Io voglio migliorare quello che c'è, con una forte accelerazione".

Come è possibile coniugare ambiente e industria nella sua visione?

"Oggi non mi sembra che ci sia la possibilità di violare normative ambientali. Nessuno più si siede a un tavolo pretendendo deroghe sul fattore ambientale. Pensiamo a tutto quello che può offrire la transizione energetica. Ci sono tutti i settori che possono far crescere: dal fotovoltaico alla gigafactory dell'Enel. Dobbiamo prentendere tutto questo per Brindisi. Ho letto di recente che la transizione energetica produrrà 500 mila posti di lavoro. Bene, perché non pretendere una parte di questi per Brindisi, visto quello che la città ha subito in passato? Ecco, le possibilità ci sono, vanno attuate. E in tempi brevi e certi".

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