rotate-mobile
Mercoledì, 29 Maggio 2024
Politica

"I miei 'no' da sindaco solo a scelte penalizzanti per la città. E poi i 'sì' sono stati tanti"

Intervista al primo cittadino uscente Riccardo Rossi, che cerca la riconferma alle elezioni amministrative. Rivendica le opere portate a termine e quelle cantierizzate e avverte: "Il tema della prossima consiliatura è quello del rispetto del cronoprogramma"

BRINDISI - Vuole smentire l'immagine che gli avversari gli hanno cucito addosso, quella di sindaco dei "no", e allo stesso tempo rivendica i "sì" dell'Amministrazione uscente. E li sciorina durante il suo ragionamento. C'è delusione nella parole del primo cittadino Riccardo Rossi per l'epilogo del connubio col Partito Democratico di Brindisi, ma allo stesso tempo c'è determinazione e orgoglio. Ad accompagnarlo in questo tentativo di riconferma, un'unica lista: Brindisi Bene Comune - Verdi - Sinistra Italiana. Comincia dal primo cittadino uscente, Riccardo Rossi, la serie di interviste dedicate ai candidati sindaco in vista delle Amministrative 2023.

C'è una sola lista a suo sostegno. Lei è sindaco uscente, ma si sente un outsider?

"No, assolutamente no. La nostra è una lista che raccoglie le esperienze di Brindisi Bene Comune, il movimento di cui faccio parte, presente alle competizioni elettorali dal 2011. In più ci sono Europa Verde e Sinistra Italiana, che anche a livello nazionale sono insieme. Abbiamo preferito questa opzione, piuttosto che moltiplicare le liste, come accade altrove, molto spesso con persone che hanno da portare i voti di pochi famigliari e amici. Per me è una prassi che non aggiunge molto, ma svilisce i progetti politici. Il vero tema è la rottura dell'Amministrazione uscente. E' stata fatta un'azione di poca coerenza e di mancanza di coraggio. Non ci si è presentati davanti agli elettori, rivendicando ciò che è stato fatto. C'è un calcolo politico che viene fuori da esigenze di Roma e di Bari. Per me l'allargamento ai 5 Stelle in questi termini è una resa del Pd davanti alle istanze di Conte, debolezza che, in tutta Italia, riguarda solo Brindisi". 

Per i suoi avversari lei è il sindaco del "no". Si riconosce in questo ritratto?

"Questo è il tema di chi non vuole affrontare il merito delle decisioni prese e vuole imporre alla città scelte penalizzanti, che hanno arrecato danni pesantissimi a Brindisi. Riguarda il tema di grandi impianti, come la centrale a carbone, come adesso la questione di quelli del porto Edison e Brundisium. Sul resto non c'è alcuna chiusura a priori. Io sono ingegnere e ricercatore dell'Enea, quindi non ho alcuna preclusione verso le tecnologie, lo sviluppo industriale. Ripeto: il tema è che qui si vogliono imporre sempre gli stessi impianti. E' un territorio che non ha una classe politica capace di determinare una visione. A Napoli, per esempio, il deposito Gnl è stato respinto. Diventi quello del 'no' perché ti opponi a grandi interessi nazionali, o anche locali. Non si entra nel merito di ciò. Noi siamo assolutamente favorevoli all'industria dell'aerospazio, a quella della logistica, della manifattura, delle rinnovabili, dell'eolico offshore. Ci sono decine di sì. Questo ha influito sulla rottura. I rapporti si sono deteriorati negli ultimi due anni in particolare proprio sul tema di Edison. Per esempio, l'impressione è che Fusco sia l'uomo del 'sì' a Edison, a Brundisium, a ciò che i grandi interessi vogliono fare di Brindisi, obbedendo agli ordini di Roma e Bari".

Qual è stato il momento più critico della sua esperienza da sindaco?

"Innanzitutto, tutti i sindaci eletti nel 2018 hanno vissuto nel pieno la pandemia. Io - come altri - non ho avuto a disposizione cinque anni. Abbiamo vissuto una consiliatura ridotta. I due anni di pandemia sono stati quasi un fermo, non potendoci dedicare a progetti, ma dovendo fronteggiare la pandemia ogni giorno. Accanto a questo, un'altra difficoltà è la situazione che abbiamo trovato in Comune, che abbiamo ereditato. Pensiamo al piano di riequilibrio, con un disavanzo da ripianare da 54 milioni di euro. A mio avviso, però, abbiamo portato avanti risultati molto importanti: cantieri aperti, opere realizzate, fondi recepiti, abbiamo opere per oltre 200 milioni di euro. Questo è il grande tema della prossima consiliatura: rispettare i cronoprogrammi, entro fine anno tutte le opere devono essere aggiudicate".

Invece qual è il rimpianto più grande?

"Un aspetto che mi sta molto a cuore e in cui la città non ha raggiunto in questi anni i risultati sperati è la differenziata, anche a causa del Covid. Da quel momento i valori sono scesi. Ma ciò è determinato anche da un'insufficienza della nostra macchina amministrativa. Parlo dei numeri della Polizia Locale, nel contrastare gli abbandoni. E poi ci vuole anche un lavoro culturale. Nella porta a porta abbiamo cifre che si attestano poco sotto il 65 per cento. Queste cifre scendono soprattutto in area extra-urbana, dove perdiamo circa dieci punti. E altri cinque punti li perdiamo per i cattivi conferimenti in città. C'è una parte sana che fa la differenziata, dobbiamo intensificare il controllo. E lavorare sulla cultura. C'è una nuova gara in fase di aggiudicazione, con un nuovo capitolato tecnico con cui intendiamo rafforzare i presidi di raccolta per migliorare questo valore".

Secondo lei, a giugno l'Amministrazione da dove dovrebbe ripartire?

"Più che ripartire, occorre continuare. Ripeto: l'azione di programmazione e realizzazione di opere che cambieranno la città è in itinere, i progetti sono stati già finanziati. Occorre continuare. Non è che i cantieri si aprono in questo periodo per la campagna elettorale, bensì giunge a maturazione un percorso di anni e continueranno ad aprirsi cantieri anche nei prossimi mesi. Parliamo di opere come la rigenerazione urbana del centro, l'Agenzia delle Entrate, l'ex istituto Marconi, la cittadella universitaria, il restyling della stazione ferroviaria e altre opere. Abbiamo la riqualificazione del ponte di via Materdomini, abbiamo lanciato il bando per la riqualificazione delle piste d'atletica. Ci sono 30 milioni di euro per ristrutturare l'ex collegio navale Tommaseo, la riqualificazione del waterfront, la parte che non è stata completata. C'è anche la difesa della costa nord e l'apertura delle spiagge libere, su cui contiamo molto. E' in fase di assegnazione il bando per la gestione dell'ex ostello. Non è una lista della spesa: è tutto lavoro di questa Amministrazione. In parte è stato già realizzato, in parte siamo in itinere. Per fare questo occorre avere una guida capace e, soprattutto, avere una stella polare: quella della legalità e del rispetto delle norme. Con noi si ha la sicurezza assoluta che non ci sono deragliamenti da questo punto di vista".

Parliamo del porto: si sono registrati diversi contrasti con l'Autorità di sistema portuale.

"Non condivido in maniera assoluta le linee di sviluppo dell'Aurorità e del presidente Patroni Griffi. Il porto per me si deve sviluppare in altre direzioni e non diventare stazione di servizio dei distributori di gas e benzine. Deve puntare sul turismo, quindi crociere. Diporto e yatch nel porto interno; nel porto esterno traffico passeggeri e merci. E il porto industriale deve essere legato alla logistica e alla retroportualità. Con questi impianti si mina la struttura del porto. Inoltre, lo stesso piano regolatore portuale, sebbene di competenza dell'Autorità, doveva essere concordato e raccordato con gli uffici comunali per determinare insieme linee e obiettivi di sviluppo. Cosa che non è avvenuta da parte dell'Autorità. E' stato detto che i documenti sarebbero arrivati solo dopo l'adozione in comitato portuale. Questa condizione per me non è rispettosa del Comune. E' necessario avere un'Autorità portuale di Brindisi. Attualmente siamo penalizzati".

Infine, il lato umano. Questa scissione con i suoi "compagni di strada" l'ha delusa?

"Penso che il Pd non ha avuto la forza, l'orgoglio, di rivendicare ciò che è stato fatto. Sono stati obbligati a una scelta che - immagino - non condividono. Dal punto di vista umano questo dispiace. Ma in politica tale lato va separato dal resto. Comunque, questo per me rivela un'estrema debolezza, che consente, tornando all'inizio, di fare operazioni che in altri luoghi non si possono realizzare".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"I miei 'no' da sindaco solo a scelte penalizzanti per la città. E poi i 'sì' sono stati tanti"

BrindisiReport è in caricamento