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Martedì, 23 Aprile 2024
Politica Francavilla Fontana

"La città sta vivendo un cambiamento, anche culturale: proseguiamo su questa strada"

Il sindaco uscente Antonello Denuzzo cerca la riconferma: "In questi cinque anni la nostra attenzione è andata a chi abita Francavilla, ma anche a chi la visita, grazie per esempio a grandi manifestazioni gratuite"

FRANCAVILLA FONTANA - Nella campagna elettorale 2018 è stato la sorpresa, a Francavilla Fontana. Passati cinque anni, questa volta affronta l'agone politico da sindaco uscente. Tutta un'altra storia. Antonello Denuzzo guida una coalizione composta da tre liste civiche (Articolo9, èCivica e Idea), Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Ha avuto la possibilità di realizzare il progetto di "Città futura" insieme alla sua squadra, ora la parola passa ai cittadini. In questa intervista Denuzzo risponde alle domande poste e traccia la linea in caso di una riconferma a Palazzo Imperiali. Questa è la prima delle tre interviste dedicate agli aspiranti primi cittadini a Francavilla Fontana.

Come spiegare il successo nel 2018 di Città futura?

"Nel 2018, in vista delle Amministrative, abbiamo creato uno spazio pubblico di impegno politico che non c'era. Ci siamo presentati con una coalizione puramente civica. Pochissimi dei nostri candidati avevano ricoperto incarichi politici o amministrativi. Siamo saliti sul palco parlando di argomenti che erano fuori dai radar della politica cittadina, come la mobilità sostenibile. Mi pare che ora questi argomenti abbiano messo radici qui a Francavilla. La città ha fatto un investimento in fiducia nei nostri confronti, ne siamo consapevoli. Abbiamo agito senza essere mai ostaggio di quel consenso, prendendo a volte scelte impopolari, che anche rivendico. La coalizione con la quale siamo arrivati sino in fondo ha incominciato a incuriosire anche altre forze politiche".

I 5 Stelle prima. Ora anche il Pd.

"I 5 Stelle sono in Giunta, abbiamo riconosciuto a questa forza politica, che aveva manifestato una certa condivisione del nostro progetto, una dignità politica. Non è stata un'operazione di maquillage, abbiamo cominciato a ragionare sui temi a loro più cari. E questo arricchisce non solo noi, ma l'intera città. Inoltre, in tante occasioni abbiamo votato insieme al Partito Democratico, proposte partite sia da noi che da loro. Altre volte le delibere di Consiglio comunale sono state votate all'unanimità, questo mi onora, mi induce a pensare che abbiamo preso scelte nell'interesse collettivo. Poi, col Pd negli ultimi tempi ci siamo trovati a condividere tanti aspetti, anche del lavoro che avevamo svolto. Abbiamo riconosciuto che alcune azioni sono in continuità amministrativa con l'esperienza a guida Maurizio Bruno. Dal canto suo, il Pd ha riconosciuto che abbiamo portato a compimento alcuni progetti".

Col Pd però ci sono state anche polemiche. Gli elettori capiranno questo accordo?

"Chiunque mastichi di politica sa che non c'è nulla di cui meravigliarsi. Ma non perché io stia svelando qualche retropensiero. E' normale che l'opposizione faccia le pulci alla maggioranza. E' il sale della democrazia. Il dissenso è più importante del consenso. A noi ha consentito anche di correggere la rotta in alcune occasione. E poi in seguito ci siamo ritrovati, per grandi linee, a condividere la visione della città. Abbiamo parlato e abbiamo scoperto che molte delle cose che pensiamo sono accostabili. E da quel momento abbiamo cominciato a dialogare".

C'è stato un momento particolarmente difficile che l'ha colpita?

"Questo vale per tutti i sindaci: l'inizio della pandemia da Covid. Basti pensare che le mascherine sono un oggetto che richiede un livello di tecnologia di base. Bene, all'inizio di quel periodo non sapevamo dove trovarle. E il sindaco era l'unico interlocutore per molti. Non c'era margine di manovra, non sapevo dove sbattere la testa. Io mi recavo ogni giorno in Municipio, avevo paura nel tornare a casa per l'incolumità della mia famiglia, pur sottoponendomi a tamponi continui. Poi, la coda: la crisi economica conseguente al Covid. Abbiamo dovuto mettere da parte tanti progetti dal punto di vista amministrativo. Ci siamo dovuti occupare della dignità dei nostri concittadini, provando a garantire a tutti coloro che ne avevano realmente bisogno due pasti al giorno. Il Covid ci ha veramente spazziato".

E ha qualche rimpianto?

"Siccome, a mio avviso, abbiamo fatto tanto per lo sport a Francavilla, non siamo riusciti ancora ad avviare la realizzazione di un'altra importante struttura cittadina. C'è bisogno di un'altra grande struttura che possa servire al calcio, all'atletica, per esempio. C'è un altro aspetto che mi ha tolto il sonno, molte notti di pioggia: i lavori che in concreto non siamo riusciti ad avviare nel quartieri Musicisti, in zona piazza Verdi, insomma. L'idea degli allagamenti non mi ha fatto dormire in alcuni momenti. Lì abbiamo concluso la progettazione, abbiamo le risorse. Ciò che ci ha spiazzato è l'aumento delle materie prime. Per cui stiamo rivedendo il progetto per abbassare i costi, pur preservandolo per intero. Ai cittadini chiedo pazienza: che io sia il sindaco, che sia un altro, il progetto deve partire nei prossimi mesi".

Nel caso venisse rieletto, qual è la Francavilla che immagina?

"Francavilla si deve evolvere offrendo una qualità dei servizi sempre crescente, sia per quanto riguarda il pubblico, sia per quanto riguarda il privato. Noi possiamo occuparci del versante pubblico e per i privati determinare alcune condizioni, come gli incentivi che abbiamo riservato a chi insedia la propria attività nel centro storico o tutto ciò che stiamo facendo per la zona Pip. Abbiamo cambiato la disciplina, affinché si insedino anche attività commerciali e per i servizi. Mi piacerebbe che la gente venga qui non per inerzia, ma perché è attratta, anche dagli appuntamenti culturali. Penso alla stagione teatrale, che ha fatto registrare dei record. Quindi, più servizi. Poi, l'obiettivo è rendere ancora più gradevole la città. Francavilla deve definire meglio la sua identità, che non è solo commerciale, ma anche culturale. Occorre mettere a valore, far conoscere i nostri simboli. C'è un'opera pubblica che riassume ciò che sto dicendo: la chiazza cuperta. Per me è un posto che, riqualificandolo, contribuisce alla rigenerazione del centro storico. Dentro ci saranno degli spazi espositivi e commerciali. E poi lo vedo come un luogo di socialità. Preserveremo, inoltre, il frantoio ipogeo".

Come può una città definire meglio la propria identità, secondo lei?

"Con l'aiuto anche dei cittadini. Io penso a una città con più servizi - pubblico e privato -, una città più gradevole da abitare, da visitare, una città che viene raggiunta non per inerzia, ma per trovare musica di altissima qualità e gratuita, per esempio, come nel caso della decima edizione della rassegna jazz, per citare una manifestazione. L'Amministrazione da sola non basta. Se i cittadini accompagnano questo processo di cambiamento, che per me è cominciato, Francavilla recupera terreno in poco tempo. Penso che io e la mia coalizione ce la possiamo fare di nuovo, se i concittadini si fanno una passeggiata con il naso all'insù, in quei luoghi che sprigionano quegli altissimi valori storici e architettonici. Io penso che si possano convincere e penso di potercela fare, ma perché sono loro a dover accompagnare questo cambiamento che abbiamo avviato con coraggio, che è un cambiamento anche culturale".

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