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Parere dei revisori sul bilancio 2014, un parto molto sofferto

Almeno altre ventiquattro ore di attesa. Ancora un giorno di suspense per conoscere a quale conclusione sono arrivati i revisori sul conto consuntivo 2014, dopo aver certificato lo sforamento del patto di stabilità

BRINDISI-  Almeno altre ventiquattro ore di attesa. Ancora un giorno di suspense per conoscere a quale conclusione sono arrivati i revisori sul conto consuntivo 2014, dopo aver certificato lo sforamento del patto di stabilità. E per sapere quando il bilancio dell’anno scorso sarà portato in Consiglio, visto che la seduta prevista per domani (15 maggio) è stata annullata per non correre il rischio di avere un atto claudicante, privo di un allegato obbligatorio per legge.

A palazzo di città sono ore febbrili prima di tutto per la struttura dirigenziale che ha confezionato il consuntivo versione 2014, rivendicandone ogni pezzo, ogni voce, ogni tabella, quindi per il sindaco Mimmo Consales, ieri costretto al dietrofront per evitare di trovarsi in una situazione “scomoda” quale quella di portare in aula una delibera viziata da illegittimità, salvo un arrivo del parere last minute sulla falsa riga di quanto accaduto in passato, nelle precedenti amministrazioni. In linea teorica sarebbe stato possibile notificare il parere durante i lavori consiliari, ma bisognava sfidare la sorte. E non sempre la fortuna risponde agli appelli. Meglio, poi, non rischiare se dall’altra parte i consiglieri di opposizione sono pronti a far fuoco.

Sono proprio loro, i contestatori i primi ad essere alla ricerca di notizie su quanto sta avvenendo all’interno del collegio dei revisori. Perché si dice che a complicare ancor di più la situazione, sia una diversità di vedute all’interno all’organo di controllo interno, emersa negli ultimi incontri ai quale non avrebbe partecipato Rita Saracino, per motivi di famiglia.

Da un lato ci sarebbe il presidente Vittorio Dell’Atti, preside della facoltà di Economia dell’Ateneo di Bari, e dall’altro Massimo Mangiameli, dottore commercialista di Brindisi: secondo quanto si apprende da voci di corridoio che si rincorrono al Comune, il primo avrebbe un atteggiamento più vicino alle posizioni dell’ente, mentre il secondo sarebbe più lontano e fortemente critico nella valutazione di alcune voci del bilancio.

Questione di interpretazione, si dirà. Vero. Di fatto la materia è particolarmente complicata e squisitamente tecnica. Se poi di mezzo ci sono i residui, chi segue le vicissitudini del Palazzo sa bene che proprio queste voci sono state una spina nel fianco in prossimità del bilancio: contestate più volte con invito al ricalcolo.

Quanto alla storia attuale, pare che ci siano diversità di vedute su residui attivi legati ai tributi, per tre milioni di euro: prima conteggiati, poi stralciati. Lo stesso sarebbe avvenuto per i fitti attivi che si riferiscono ai canoni di locazione che il Comune avrebbe dovuto incassare agli assegnatari degli alloggi popolari: prima conteggiati, poi definiti di dubbia esigibilità perché sarebbe entrata in gioco la prescrizione, pari a cinque anni. Mai interrotta con un atto partito dal Comune, come l’intimazione al pagamento rivolta agli inquilini morosi.

La riunione decisiva del collegio, quella cioè che dovrebbe portare alla redazione del parere, è attesa per domani sera: se dovessero essere presenti Dell’Atti e Mangiameli e non anche Saracino e se i due dovessero essere fermi sulle loro posizioni, allora a prevalere sarà l’orientamento del presidente che “pesa” il doppio. Se e solo se dovesse corrispondere a verità questa versione, ci si aspetta una valutazione e quindi un parere positivo. Altrimenti restano in piedi le ipotesi di parere positivo con prescrizioni e di parere negativo, alternative sulle quali si confrontano i consiglieri di opposizione, secondo i quali il mancato rispetto del patto di stabilità per il 2014 non può non avere conseguenze sull’analisi del conto consuntivo che si riferisce allo stesso anno.

Non solo. Ripercussioni sono attese, a sentire i contestatori, anche con riferimento all’anno in corso, tanto è vero che c’è più di qualcuno pronto a scommettere che il Comune di Brindisi abbia sforato nel 2015. Prima di domani, non è possibile sapere niente. Né tanto sperare in dichiarazioni ufficiali. Fatta eccezione per quelle degli esponenti delle minoranze, i quali si sono affidati a Giampiero Pennetta, in veste di presidente della Commissione consiliare al Bilancio. E Pennetta si è fatto sentire eccome: se l’è presa prima con l’ufficio di presidenza guidato da Luciano Loiacono, contestando i modi di convocazione della conferenza dei capigruppo, quindi ha chiesto lumi sul parere.

“Non è possibile andare avanti con convocazioni ad horas se non addirittura a minuti per chiamare i rappresentanti dei partiti presenti in consiglio”, dice. “Lo abbiamo detto diverse volte, ma nonostante questo la situazione non è cambiata, basti vedere cosa è successo negli ultimi giorni, quando la conferenza è stata convocata prima per fissare la data del consiglio comunale al 15 maggio, poi per annullarla per mancanza del parere dei revisori”.

“Mi chiedo se al Comune di Brindisi sia mai iniziata la sessione di bilancio, visto che i documenti sono stati notificati a rate e nulla si sa delle conclusioni a cui è giunto il collegio. In tutto questo sfugge persino la cosa a mio avviso più grave, vale a dire chi sanziona l’amministrazione per lo sforamento del patto di stabilità? Nessuno si è pronunciato per fugare questo dubbio”. Il riferimento è ai tagli delle indennità per sindaco, assessori e consiglieri nella misura del 30 per cento, al blocco delle assunzioni e all’impossibilità di contrarre mutui.

Dall’ufficio di presidenza, anche in risposta alla polemica sollevata da Pennetta a nome di tutto il centrodestra, sono partite le notifiche per “sconvocare il Consiglio” previsto per domani. A Palazzo di città dicono proprio così: “sconvocare”. I messi notificatori sono partiti dal palazzo per raggiungere il domicilio dei consiglieri. E contestualmente è partito l’ordine di procedere con l’affissione dei manifesti rivolti alla cittadinanza per comunicare che il consiglio non si terrà domani.

In ogni caso non si può superare il 29 maggio prossimo come data per il ritorno in aula: la diffida del prefetto parla chiaro, si scioglie il Consiglio nel caso in cui entro quella data il consuntivo 2014 non sarà portato in discussione. Ipotesi che non piace agli inquilini del Comune nonostante le dichiarazioni di segno opposto in cui più di qualcuno si è lanciato.

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