Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica

Antonio Elefante: "Qualcuno nel Pd vuole far finire tutto a tarallucci e vino”

“Ora è tutto chiaro, qualcuno nel Pd ha scientemente preso tempo per far finire tutto a tarallucci e vino. Povera città di Brindisi”. L’analisi con retrogusto che sa di sfogo è di Antonio Elefante, segretario cittadino del Partito democratico, e arriva dal suo profilo Facebook, diventato piazza poco virtuale e molto reale per il confronto sul cosiddetto “caso Brindisi”

BRINDISI – “Ora è tutto chiaro, qualcuno nel Pd ha scientemente preso tempo per far finire tutto a tarallucci e vino. Povera città di Brindisi”. L’analisi con retrogusto che sa di sfogo è di Antonio Elefante, segretario cittadino del Partito democratico, e arriva dal suo profilo Facebook, diventato piazza poco virtuale e molto reale per il confronto sul cosiddetto “caso Brindisi” .

Caso da leggere come richiesta partita dal Pd a livello regionale così come provinciale, e rivolta al sindaco Mimmo Consales, di sostituire i due assessori espressione del partito, Pasquale Luperti, all’Urbanistica e Antonio Monetti, all’Ambiente, per dare slancio e incisività all’azione politico-amministrativa, ritenuta insufficiente di fronte alle emergenze di Brindisi in due settori strategici per la vita del capoluogo.

Elefante, che tra l’altro è consigliere comunale, aveva detto che sarebbe rimasto in silenzio in attesa del direttivo a cui spetta(va) l’ultima parola sul rinnovo parziale della giunta, ma di fronte al trascorrere dei giorni senza arrivare al “dunque”, senza cioè giungere alla riunione dell’organismo cittadino, non è riuscito a mantenere il no comment. E stuzzicato dagli “amici” raccolti sul social network, ecco gli affondi profondi ai colleghi di partito. 

Nessun riferimento diretto, nel senso che non si sono nomi nei post di Elefante arrivati ieri e l’altro ieri, praticamente nei giorni indicati come date possibili per il direttivo cittadino che avrebbe dovuto pronunciarsi su un unico ordine del giorno, ossia la “fiducia” al sindaco Consales ai suoi assessori Luperti e Monetti. Più esattamente, i componenti avrebbero dovuto esprimersi sulla richiesta del Pd, firmata dal segretario regionale Michele Emiliano, e da quello provinciale Maurizio Bruno, di azzeramento dell’esecutivo.

Questione sicuramente di numeri, di maggioranze e di correnti interne al partito di Brindisi città, dove da mesi è in atto un confronto diventato scontro tra la segreteria cittadina, Elefante e i suoi, e il gruppo consiliare, Salvatore Brigante e i suoi, sull’azione della maggioranza di centrosinistra. Con la precisazione che esistono e si fanno sentire a corrente alternata altri gruppetti e che resta sullo sfondo la posizione fortemente critica dei tesserati di “A sinistra”.

Perché mai non c’è ancora stato il direttivo? La risposta di Elefante, su Fb, è la seguente: “Qualcuno trova scuse per rimandare e alla fine lo convocherò e manderò qualcuno a quel paese”, ha scritto dopo aver ricordato quali fossero gli accordi. “Si è deciso dal Pd regionale a quello provinciale sino al cittadino che si fa un documento cittadino avallato dagli altri due e portato in votazione nel cittadino”.

A chi, sempre sul social, gli fa notare che essendo segretario cittadino (benché abbia azzerato il gruppo della stessa segreteria, prima di essere lui stesso sfiduciato da una parte dell’organismo che di recente pare abbia cambia idea) potrebbe procedere con la convocazione, lui replica: “Fosse per me, avrei già agito”. E spiega rammentando le puntate precedenti interne al Partito democratico: “Sfugge che è stato il sindaco assieme a qualche consigliere comunale a chiedere l’intervento dei livelli superiori”.

Consales aveva domandato e ottenuto un incontro con Bruno per illustrare quanto fatto dagli assessori Luperti e Monetti, ai quali ha rinnovato più volte la fiducia, facendo sapere che non intende procedere ad alcuna sostituzione. “La giunta è quella e tale resterà sino alla fine del mandato”, ha dichiarato a BrindisiReport il sindaco. 

Vero è che il primo cittadino intende aumentare la velocità di navigazione e per questo ha messo a punto, con la sua squadra, un programma di fine legislatura che si compone di dieci temi, dall’urbanistica con la definizione del Pug, ai rifiuti, passando per l’università e i servizi sociali. E che proprio per illustrare le azioni aveva chiesto un secondo incontro che è stato rinviato perché l’emergenza legata alla raccolta rifiuti ha preso il sopravvento. 

Adesso che l’Oga, l’organo di governo d’ambito, è stato commissariato e che la gestione fa capo direttamente alla Regione Puglia e al governatore Emiliano, il sindaco Consales dovrebbe essere più “libero”. Così almeno pensava Elefante. E invece niente. Nessuno ha riaperto il capitolo politico-amministrativo. Ma lui di restare con le mani in mano non sembra proprio averne intenzione.

Il giorno della decisione della giunta regionale sull’Organo di governo d’ambito, ha scritto: “Riunione dell’Oga in corso? No. Mi dispiace, siete stati tutti commissariati. Che deve succedere di più?”. E ancora: “Io sono l’unico, a quanto pare, che vuole salvare il Pd da questa scellerata esperienza”, ha scritto. “Ho avuto il coraggio, come sempre faccio, anche da solo, di dire no”. Lo ha detto in occasione dell’approvazione del bilancio e dell’aumento delle tasse, quando ha optato per l’astensione in Aula.

“Il problema non è Elefante sì, Elefante no, è la politica di sinistra che non si fa”. L’aveva detto in consiglio comunale e continua a sostenerlo. E adesso che si fa? Cosa farà il segretario cittadino, passato questo week-end?

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