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Dopo l'assessore Resta si dimette pure il sindaco: aperta la crisi

L'opinione comune è che i 20 giorni di tempo canonici, concessi dalla legge per un  ripensamento, saranno utilizzare per porre riparo all'incidente avvenuto durante la seduta consiliare del 26 giugno

FRANCAVILLA FONTANA - L'opinione comune è che i 20 giorni di tempo canonici, concessi dalla legge per un  ripensamento, saranno utilizzare per porre riparo all'incidente avvenuto durante la seduta consiliare del 26 giugno, quando lo scontro in aula tra il consigliere Giusppe Cavallo di Alternativa Popolare (partner di maggioranza) e l'assessore Tommaso Resta del Pd ha dato il via prima alle dimissioni dello stesso Resta e poi a qelle del sindaco Maurizio Bruno. A questo stanno lavorando sia il Pd che gli altri alleati della maggioranza di centrosinistra.

In tanto Resta fa sapere a caldo che non ha alcuna intenzione di rientrare in giunta, mentre Bruno affida ad un comunicato il suo messaggio alla città: "A volte in politica i fatti non bastano. A volte, in politica, certe beghe, certe polemiche, perfino certi rancori, valgono per alcuni più dei progetti. Io in questo modo di vedere e intendere la politica non mi ritrovo. E so che non si ritrova nemmeno la stragrande maggioranza di coloro che mi sostengono fuori e dentro il Consiglio comunale. Tuttavia esistono degli elementi di rottura e di tensione continua che giorno dopo giorno fungono da freno e rallentano il nostro cammino, avvelenano il clima e rendono impossibile lavorare con serenità".

"Ho cercato di sopportare tutto questo a lungo, sperando che questa fase di disarmonia si spegnesse così come è divampata. E invece nel corso dell’ultimo Consiglio comunale ho dovuto prendere atto che certi incendi non possono essere domati". Insomma, queste hanno l'aspetto di premesse di crisi irreparabile. Ma probabilmente non sarà così. Infatti nel suop messaggio Bruno aggiunge: "Non sono un tipo che si arrende, mai. E non voglio che la mia città paghi le conseguenze delle beghe e dei capricci altrui. Quindi se si potrà lavorare con serenità io lo farò. Altrimenti, come è giusto che sia, la parola torni ai cittadini. Noi ci saremo, e ci saremo senza alcun timore, forti di un’esperienza che ha cambiato radicalmente Francavilla".

L'ultimo richiamo fa leva sull'entusiamo degli sportivi locali per le imoprese della squadra di calcio di casa:ç "Via libera al progetto definitivo per l’area parcheggio del Palazzetto dello Sport, ultimo passo prima dell’inaugurazione; e accordo con Stp per avere ogni mese due pullman che portino i nostri tifosi della Virtus da Francavilla allo stadio di Brindisi, a prezzi popolari. Questo è ciò che ho fatto questa mattina prima di firmare le mie dimissioni da sindaco: quello che ho sempre fatto da quando la città mi ha dato la sua fiducia. Ho ripagato quella fiducia ogni giorno con risultati quotidiani, cambiando Francavilla un pezzo alla volta, con risultati che nessuno può negare, che sono visibili ovunque e dei quali vado e andrò sempre fiero".

Forza Italia però chiede a Maurizio Bruno di prendere atto di una situazione irreparabile: "Abbiamo appreso in data odierna delle dimissioni del sindaco che seguono, in una sospetta collocazione temporale, le dimissioni irrevocabili dell'assessore avv. Tommaso Resta da sempre ritenuto la punta di diamante di questo esecutivo. Ebbene, pur ritenendo che trattasi dell'ennesimo stucchevole tentativo di tirare a campare e di galleggiare, chiediamo al sindaco ed alla sua (ex) maggioranza di prendere atto di questa situazione, ormai grottesca che si trascina e ripete da mesi anzi anni".

"Per il bene della città chiediamo, finalmente, uno scatto di reni ed un sussulto di dignità al primo cittadino affinché voglia riconoscere il fallimento della sua azione politica-governativa che si e' caratterizzata soltanto per il continuo valzer di assessori e flop", dicono i dirigenti locali di Forza Italia. "Il gesto alto e nobile dell'assessore Resta sia da monito ed esempio per tutti, si sciolgano le righe e si superi questo triste, e senza precedenti, periodo di decadentismo culturale-politico che la città vive e rispetto alla quale nessuno deve ritenersi esente da responsabilità".

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