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Bersani intervistato dai giornalisti

Bersani intervistato dai giornalisti

Applausi e standing ovation per Bersani

BRINDISI - È il Bersani che non ti aspetti quello arrivato a Brindisi per lanciare il rush finale di queste Politiche: convincente, carico, strappa applausi a ripetizione, quando serve fa ridere, ma soprattutto fa ragionare. Un segretario che dice tante cose di sinistra e finalmente alza la voce, per la gioia di quanti hanno riempito il cinema Impero come non accadeva da tempo. È un Bersani che lancia le solite frecciate a Berlusconi, ma riceve gli applausi più calorosi quando difende l'alleanza con Vendola e attacca Grillo: «Non può evocare Berlinguer in Emilia e stringere le mani a Casa Pound a Roma».

BRINDISI - È il Bersani che non ti aspetti quello arrivato a Brindisi per lanciare il rush finale di queste Politiche: convincente, carico, strappa applausi a ripetizione, quando serve fa ridere, ma soprattutto fa ragionare. Un segretario che dice tante cose di sinistra e finalmente alza la voce, per la gioia di quanti hanno riempito il cinema Impero come non accadeva da tempo. È un Bersani che lancia le solite frecciate a Berlusconi, ma riceve gli applausi più calorosi quando difende l'alleanza con Vendola e attacca Grillo: «Non può evocare Berlinguer in Emilia e stringere le mani a Casa Pound a Roma».

IL PD. Il segretario nazionale spiega perché il PD è la migliore scelta possibile: «Noi manteniamo la parola. Abbiamo promesso le primarie e le abbiamo fatte, poi abbiamo scelto i parlamentari con lo stesso metodo. Abbiamo costruito una coalizione con i socialisti, Vendola, e Tabacci. Chi non vuole Vendola non vuole Bersani. E poi francamente, con tutti i problemi che ha l'Italia, non credo che il problema più drammatico sia Vendola. Lo dico chiaramente ancora una volta: noi siamo persone serie, e un patto per noi è un patto, lo abbiamo stretto davanti a 3 milioni 200 mila notai». I compagni si spellano le mani.

GLI ALTRI. «Voi avete mai visto una foto di Monti con Casini e Fini? Oppure di Ingroia con Di Pietro, Diliberto e Ferrero? O di Berlusconi con La Russa, Maroni, Storace? Noi la foto di gruppo l'abbiamo fatta. Gli altri no. Ed è chiaro che la nostra è l'unica coalizione vera, che rimarrà, le loro scompariranno la prossima settimana, subito dopo il voto. Dunque che non ci venissero a sfrucugliare». Viene giù il teatro, Bersani si accorge di essersi fatto prendere la mano, e torna ad essere subito Bersani: «Scusate, ma è l'ultima settimana e mi arrabbio un po'». Ma non sembra che il pubblico sia preoccupato, tutt'altro.



LE COSE DA FARE. «Non abbiamo sparato panzane, e siamo stati gli unici a farlo. Negli ultimi giorni abbiamo assistito a promesse di abolizioni di tutte le tasse. Io propongo intanto l'abolizione del condono tombale: una cosa scellerata che in molti hanno utilizzato pagando solo la prima rata. E così abbiamo creato quattro miliardi e mezzo di "evaso dal condono", praticamente una evasione al quadrato che merita il Nobel e che nessun altro al mondo era mai riuscito a creare». Il segretario ricorda il caso Alitalia, salvata dalla politica: «Ora siamo punto e a capo e dobbiamo tornare a cercare un compratore col cappello in mano, sperando che ci sia ancora qualcuno disposto a comprare». Attacca chi porta i soldi all'estero: «Chi fa scappare la ricchezza e lascia qui la povertà è un vigliacco», e ripete la parola vi-glia-cco. «Quella che vogliamo costruire è un'Italia giusta, il Paese della moralità e del lavoro. Samo certi che l'Italia c'è la farà, è un disastro che genera meccanismi regressivi».

Il leader del PD dice che bisogna dire sì alle unioni civili e alla cittadinanza italiana ai figli di immigrati che vivono, studiano e lavorano in Italia: «Vorrei sapere su questo punto cosa pensa Grillo». Bersani promette che il suo governo sbloccherà i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni alle imprese, varerà un piano di piccole opere nei Comuni per far ripartire l'economia, farà partire le bonifiche e porterà la banda larga ovunque, e poi predisporrà politiche industriali di sostegno e investimenti per il Sud.

«Ci sta passando davanti un treno che non passa tutti i giorni. Abbiamo l'opportunità di cambiare la storia. Quando dico "smacchiamo il giaguaro" lo dico nel senso di mandarlo a casa definitivamente». Il popolo del centrosinistra è tutto in piedi. Stasera gli elettori del PD presenti all'Impero sono tutti orgogliosi del loro segretario. Senza distinzioni.

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